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Bidachem cresce ancora Investe dieci milioni per ampliarsi a Fornovo

Per il sito produttivo di Fornovo San Giovanni, la Bidachem che da oltre 30 anni produce principi attivi per il Gruppo Boehringer Ingelheim, investirà dieci milioni di euro. Si tratta di un ulteriore ampliamento di Sintesi II, impianto dedicato alla produzione di dabigatran, che nel 2014 dovrebbe quasi raddoppiare rispetto all’anno scorso, passando da 99 a 190 tonnellate.

Bidachem cresce e investe. La società che da oltre 30 anni produce principi attivi per il Gruppo Boehringer Ingelheim, azienda farmaceutica tedesca a capitale privato, investirà dieci milioni di euro per il sito produttivo di Fornovo San Giovanni.

L’investimento servirà per un ulteriore ampliamento del “Sintesi II”, impianto dedicato alla produzione di dabigatran, che nel 2014 dovrebbe quasi raddoppiare rispetto all’anno scorso, passando da 99 a 190 tonnellate.

Bidachem, inoltre, è stato scelto dal Gruppo come uno dei siti produttivi mondiali anche per empagliflozin, per il trattamento del diabete, la cui produzione dovrebbe iniziare nell’anno in corso. “Malgrado il 2013 non sia stato un anno particolarmente brillante per le imprese del farmaco, la risposta di Boehringer Ingelheim è stata continuare a investire nell’innovazione, sia di prodotto sia di processo, in quanto l’innovazione continua a essere per il gruppo l’elemento cruciale per vincere le sfide internazionali” afferma Anna Maria Porrini, nuovo presidente di Boehringer Ingelheim Italia.

BOEHRINGER INGELHEIM IN ITALIA

Il fatturato netto 2013 di Boehringer Ingelheim Italia, pari a 505 milioni di euro, è sostanzialmente in linea con quello dell’anno precedente (+1,2%). Un’ulteriore attesa crescita, nel risultato italiano, non si è realizzata principalmente per il ritardo, rispetto agli altri Paesi europei e extraeuropei, con cui sono entrati nel mercato italiano il nuovo anticoagulante orale dabigatran (giugno 2013) e linagliptin (dicembre 2013) per il trattamento del diabete di tipo 2.

“La misura di questo impegno – continua Porrini – si coglie dalle performance, nel 2013, dell’attività di Ricerca e Sviluppo: per quanto riguarda la ricerca clinica Boehringer Ingelheim Italia conta 59 trial aperti (il 35% dei quali nell’area oncologica), che coinvolgono 455 centri. Dato, quest’ultimo molto significativo, se si osserva il trend a livello nazionale ed internazionale, emerso negli ultimi anni, di contrazione della ricerca clinica”.

Significativa anche l’attività di BI Research Italia, società autonoma del Gruppo, dedicata alla ricerca di base. Nata nel 2010, ha sintetizzato nel 2013 oltre 9.500 molecole, 4 delle quali hanno raggiunto lo sviluppo pre-clinico, a testimonianza dell’importante contributo del nostro Paese, che da sempre ha partecipato e partecipa in modo significativo alla Ricerca & Sviluppo di nuovi farmaci a livello internazionale. Le aree terapeutiche interessate a questi prodotti in fase di studio riguardano le patologie del Sistema Nervoso Centrale e Respiratorio.

LA CASA MADRE CONTINUA A CRESCERE

Il colosso farmaceutico Boehringer Ingelheim ha visto crescere nel 2013 l’utile operativo e la redditività netta delle vendite. L’azienda ha generato un fatturato di circa 14,1 miliardi di euro, pari a un +1,4% al netto degli effetti di cambio, rispetto all’esercizio precedente, (su base euro: -4,3%), da cui deriva un aumento di 2,4 punti percentuali della redditività netta delle vendite, che raggiunge il 15%. Per l’esercizio in corso l’azienda si attende un fatturato analogo a quello del 2013.

Boehringer Ingelheim conta attualmente in tutto il mondo oltre 47.400 collaboratori, circa il 3% in più rispetto all’anno precedente.

“Il 2013 per Boehringer Ingelheim è stato segnato da molti successi e alcune sfide” dichiara Andreas Barner, presidente del Consiglio di Amministrazione di Boehringer Ingelheim. “Abbiamo lavorato soprattutto per promuovere lo sviluppo a lungo termine dell’azienda”.

Con Afatinib, un prodotto per la terapia mirata di una determinata forma di tumore polmonare, l’anno scorso Boehringer Ingelheim è entrata con successo nel mercato dell’oncologia. Il principio attivo è stato commercializzato negli Stati Uniti con il nome di Gilotrif. Nel frattempo l’immissione in commercio è stata avviata anche nell’Unione europea, con il nome di Giotrif. Una seconda novità del 2013 è Striverdi® Respimat® (Olodaterol), un prodotto per la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO).

Nei soli prossimi due anni Boehringer Ingelheim ha in programma di lanciare sul mercato più di dieci nuovi prodotti per otto indicazioni: diabete, broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO), asma, tumore del polmone, fibrosi polmonare idiopatica (IPF), una forma rara di leucemia (AML) e il trattamento e la prevenzione della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare. Per quest’ultima indicazione l’azienda ha già ottenuto all’inizio di aprile per Pradaxa l’autorizzazione della FDA, l’ente regolatorio americano. Attualmente l’azienda lavora a 90 progetti di ricerca e sviluppo. Nell’anno in corso Boehringer Ingelheim intende esaminare nove principi attivi in studi clinici di fase II.

“Rafforzeremo l’attività nei nostri ambiti terapeutici, l’immunologia e le malattie del sistema nervoso centrale” conclude Barner.

Commenti

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  1. Scritto da ANTONIA

    Fa piacere sapere che in Italia si fa ancora ricerca (ritengo fondamentale per la crescita del ns. Paese)
    Se avete bisogno di un ricercatore farmaceutico con esperienza contattatemi.
    grazie e buona gg.
    A.Agliardi