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“Uniacque, le mie peripezie Consumo meno e spendo molto di più”

Pubblichiamo la denuncia di una nostra lettrice che racconta il proprio rapporto turbolento con la società Uniacque: “Prima un addebito di 195 euro per la sostituzione di un contatore non guasto, poi una bolletta sorprendente frutto di un aumento retroattivo delle tariffe non comunicato”.

Pubblichiamo la denuncia di una nostra lettrice residente a Castelli Calepio che racconta il proprio rapporto turbolento con la società Uniacque: “Prima un addebito di 195 euro per la sostituzione di un contatore non guasto, poi una bolletta sorprendente frutto di un aumento retroattivo delle tariffe non comunicato”.

Ecco la sua lettera:

“La mia storia con Uniacque è sempre stata turbolenta. Tutto ha inizio il 18 ottobre 2010 quando dei tecnici Uniacque vengono per un controllo e dicono a mio marito che ‘il contatore è un po’ vecchio e sarebbe meglio cambiarlo’. Procedono alla sostituzione, salutano e se ne vanno. Il 3 marzo 2011 mi arriva una fattura Uniacque: consumo 37 mc, costo 256.45 euro! Controllo ogni voce e trovo ‘addebito materiali e/o lavori 195 euro’. Chiamo la società e una signorina stizzita mi rimanda copia del regolamento in cui mi si dice che il contatore deve essere coibentato in un certo modo altrimenti il guasto lo dobbiamo risarcire noi. Inutile spiegare che il contatore non era rotto, ma che il tecnico ha voluto sostituirlo perchè ‘vecchio’.

Contatto il Comune di Castelli Calepio, che si dice molto dispiaciuto e trasmette alla popolazione il fatidico regolamento in modo che altri non finiscano nello stesso tranello. Non soddisfatta chiedo che venga fatta una perizia tecnica sul contatore. Risultato: il tecnico mi chiama e mi dice che effettivamente il contatore non è rotto e che chi si è occupato dei lavori aveva erroneamente utilizzato il modulo sbagliato per segnalare la sostituzione. Morale il 26 maggio 2011 mi mandano una nota di accredito di 214.50 euro.

Nel 2012 non ricevo notizie. Verso fine anno li chiamo temendo che la fattura sia andata persa, e mi dicono che sono loro in ritardo con le fatturazioni, che non mi devo preoccupare e che la fattura arriverà. A giugno 2013 la fattura arriva. Periodo di riferimento dal 4 marzo 2011 al 14 marzo 2013, nel quale consumo 506 mc al costo di 411.17 euro.

A ottobre mi accorgo di una perdita nel sistema di irrigazione del giardino, non faccio nessuna segnalazione perchè fondamentalmente è colpa della mia disattenzione e mi aspetto una fattura carica ma, avendo il raffronto della fattura precedente, ipotizzo una spesa inferiore ai 400euro. Invece, sorpresa delle sorprese, arriva la fattura con consumo 331 mc al modico costo di 534.33euro. Contatto Uniacque e la signora di turno mi dice candidamente che hanno aumentato le tariffe retroattivamente dal 2013 e quindi hanno fatto il conguaglio.

Morale 175 mc consumati in meno e 123,16euro spesi in più. Richiedo la rateizzazione e, proprio ora, ho scaricato il modulo con due rate da 267.00 e 267.33 da pagare il 28 aprile e il 28 maggio.

Ho scritto anche al Comune, soprattutto per fare presente che visto che in qualche modo sono azionisti di questo ‘mostro’ chiamato Uniacque, potevano perlomeno avvisare che le tariffe sarebbero aumentate, visto che hanno attivato da circa un anno il servizio di newsletter: va benissimo per corsi, concerti e ricorrenze, ma utilizzarlo anche per comunicazioni decisamente più importanti?”.

Commenti

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  1. Scritto da beppe

    si dai chiudiamo anche hidrogest e diamo in mano tutto a questi personaggi.si dovrebbero vergognare tutti,a partire dai chiacchieroni della lega…

  2. Scritto da lotty

    La signora ha ragione ma la colpa è anche dei comuni che sono d’accordo con UniAcque!

    1. Scritto da Piero

      Esatto, è per questo che ho detto di non votare più un sindaco simile!

  3. Scritto da Piero

    Cara lettrice, lo dica al suo sindaco, che aderisce ad Uniacque. Gli chieda il perché di questa scelta e non lo voti la prossima volta!

  4. Scritto da mario59

    L’acqua è un bene primario..non deve e non può diventare il mezzo per far ingrassare una società privata che lucra su un bene di prima necessità…certo mantenere la rete idrica ha dei costi, se fosse cosa pubblica il prezzo del mc sarebbe calcolato su quei costi e non sul guadagno di privati che sfruttano i cittadini, lucrando su di una risorsa naturale irrinunciabile come l’acqua, che è un bene di cui tutti devono avere il diritto di usufruire..la prossima sarà l’aria che respiriamo.

    1. Scritto da lello

      uniacque è società pubblica

      1. Scritto da darioflautista

        società pubblica con poltrone riccamente ricompensate e affidate secondo lottizzazione a personaggi ex DC e poi ForzItalia, il pd ovviamente sta a guardare

        1. Scritto da Luigi

          Viva sereno, c’è anche la rappresentanza del PD, sotto forma di ex sindaco trombato: una qualche consolazione con poltrona pubblica non la si nega a nessuno. La cosa sconcia, è che le amministrazioni comunali, anziché contrastare Uniacque (acclarato ennesimo carrozzone pubblico) a favore dei propri cittadini, li lasciano tartassare e vessare allegramente, con addirittura aumenti retroattivi. Taci e paga, somaro…..

      2. Scritto da L76BG

        con un carrozzone politico (presidenti, consiglio, ecc..) da mantenere..non le dico poi i mezzi aziendali!

  5. Scritto da maurizio

    Il mio è un ufficio. Siamo in due. Mediamente utilizziamo lo sciaquone 4 volte al giorno e ci laviamo le mani altrettante volte. Non abbiamo doccia, ne lavastoviglie. Non abbiamo giardino. In compenso per pochi mc. di acqua all’anno paghiamo un importo da urlo. Ma si sa: siamo partite iva, e quindi da sfruttare. E a nulla servono le lamentele: questo è il regolamento e senza acqua non c’è l’agibilità dell’ufficio. Quindi PAGARE E TACERE. Ma tant’è, siamo in democrazia.

  6. Scritto da ricgio

    passi la fatturazione retroattiva ma è normale che un metro cubo di acqua con fognatura e depuratore costa più di un metro cubo di gas?

    1. Scritto da Piero

      In realtà, sarebbe la fatturazione retroattiva ad essere una pratica “leggermente” vessatoria nei confronti dei cittadini….. Anche perché sta ad indicare incapacità nel fare previsioni di spesa e calcoli, da parte dei supermegaragionieri di Uniacque. Le tue incapacità a fare i conti, lei fai pagare retroattivamente a me????? Forse è il caso che tu (vertici di Uniacque) cambi lavoro….

    2. Scritto da Michelàs

      ahahah … ma è normale che un chilo di pere costi più di un chilo di patate? … suvvia …