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Giovanni XXIII santo vale 230 milioni di euro per le casse di Roma

Nella settimana che va dal 21 al 27 aprile, che si concluderà con la canonizzazione di papa Giovanni XXIII e papa Giovanni Paolo II, i 430mila turisti che invaderanno Roma porteranno nelle casse di alberghi, ristoranti e negozi oltre 230 milioni di euro.

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Incassare oltre 200 milioni di euro in una settimana è possibile, soprattutto se la settimana in questione, dal 21 al 27 aprile, è quella della canonizzazione di due papi.

Domenica 27 aprile Giovanni XXIII e Giovanni Paolo II saranno dichiarati ufficialmente santi e Roma si prepara all’invasione di turisti: secondo le stime e i calcoli di Confcommercio Roma nella capitale arriveranno 430 mila persone che, per dormire, mangiare e portarsi a casa qualche souvenir, sborseranno qualcosa come 230milioni di euro.

Secondo i calcoli dell’associazione che rappresenta le imprese del commercio, del turismo e dei servizi, le entrate maggiori arriveranno dallo shopping che, con una spesa media a persona di circa 120 euro, dovrebbe portare nelle casse dei negozi romani 96 milioni di euro. Ma Confcommercio è andata oltre, stimando le entrate per ogni singola categoria: 115 euro a testa la spesa per gioielli o orologi, 110 euro per i vestiti, 89 per le borse e accessori vari, più di 50 euro per le scarpe e 35 per libri e souvenir.

Rilevante anche l’esborso per le visite culturali: con una spesa pro capite di 50 euro, siti archeologici, musei e gallerie d’arte, incasseranno 40 milioni di euro. Anche il settore dello svago e del divertimento avrà la sua buona fetta di guadagno che si stima attorno ai 33 milioni e 600 mila euro, ovvero una spesa media di 42 euro a persona.

Trentadue i milioni di euro che verranno investiti in cibo, la maggior parte dei quali, l’87%, si riverseranno nelle casse dei ristoranti e delle pizzerie della capitale.

Infine i trasporti, potenziati appositamente per l’occasione, che costeranno ad ogni turista in media 37 euro per una spesa totale di 29 milioni e 600 mila euro.

Dati impressionati che confermano, qualora ce ne fosse bisogno, tutta la forza del settore turistico della Capitale, capace di ricoprire un ruolo da assoluto protagonista nell’economia romana: è con questa consapevolezza che i proprietari degli alberghi di Roma sono scesi in piazza martedì 8 aprile per opporsi all’ipotesi, avanzata dal Campidoglio, di innalzare la tassa di soggiorno, provvedimento che potrebbe deprimere un settore importante come quello alberghiero e ricettivo, altrimenti altamente strategico.

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Commenti

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  1. Scritto da Alex

    Peccato che al comune di Roma e cioè ai cittadini costerà 8,5 milioni di euro. Euro stanziati dal sindaco Marino per il memorabile evento.

    1. Scritto da mario59

      E dov’è il problema…? Tanto al momento opportuno vareranno un altro decreto salva Roma e tutto ricomincia da capo.
      Pertanto, ai cittadini costerà si 8,5 milioni di euro, ma ai cittadini Italiani, non agli abitanti del comune di Roma.

      1. Scritto da Alex

        Appunto, ancora più grave, non ti sembra?

        1. Scritto da mario59

          La mia precedente, era solo una battuta, per evidenziare quello che purtroppo accade nella realtà

  2. Scritto da arpaleni

    la canonizzazione del papa buono capita a proposito (altrimenti avrebbero indetto l’ennesimo giubileo). Del resto è da 2000 anni che l’obiettivo primario della religione cattolica è quello di fare soldi

    1. Scritto da angelo f.

      Si rende conto delle stupidaggini che ha scritto?

      1. Scritto da GL76

        Perché secondo lei arpaleni avrebbe detto delle stupidaggini?
        Senza volere offendere nessuno, ci mancherebbe, dagli affari non si tira indietro nessuno, ma mi pare che abbiano ampiamente dimostrato di essere dei maestri nel trarre profitti tramite hospitality, marketing, gadget e merchandising, dove eventi sacri globali come santificazioni e giubilei diventano un veicolo privilegiato.

      2. Scritto da mario59

        Per quanto riguarda il far soldi, non mi pare che arpaleni abbia scritto una stupidaggine.
        Anche a Sotto il Monte stanno facendo i conti di quanto guadagneranno con la canonizzazione di Giovanni XXIII°

        1. Scritto da Carlo

          In fondo, benefici di altra natura chi li può quantificare? Miracoli? Mahhhh….. Si contano i soldi e basta! Certo, se quei soldi sfamassero dei poveri, sarebbe del bene fatto grazie al Papa…..