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Pillole di Grande Guerra 2 Di chi fu la colpa? La versione britannica

Di chi fu la responsabilità dello scoppio della Grande Guerra? Per molto tempo è stata in voga una chiave di lettura nota come “versione britannica” secondo cui la maggior parte, se non tutta, la responsabilità del conflitto avrebbe dovuto ricadere sulla Germania guglielmina e sulle sue smanie imperialistiche.

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di Marco Cimmino

Per molto tempo, è stata in voga una chiave di lettura della Grande Guerra, nota come ‘versione britannica’, secondo cui la maggior parte, se non tutta, la responsabilità del conflitto avrebbe dovuto ricadere sulla Germania guglielmina e sulle sue smanie imperialistiche: questa visione ebbe un successo pressochè unanime negli anni Venti, perdendo, in seguito, buona parte del proprio vigore, con il cambiare delle posizioni politiche in Europa.

Inevitabilmente, la tragedia del Nazismo e della seconda guerra mondiale ebbe un effetto trascinante sulla “Brit Version” e, nel secondo dopoguerra, si tornò ad attribuire agli imperi centrali la quasi totale colpa per lo scoppio della Grande Guerra.

Oggi, si tende a ritenere la prima guerra mondiale come il prodotto, apparentemente inevitabile (in realtà evitabilissimo) di diverse dinamiche geopolitiche ed economiche, che, tutte insieme portarono alla crisi e all’escalation del luglio ’14: la recente pubblicazione dei diari del senatore Albertini, allora direttore del Corriere della Sera, è, in questo senso illuminante e rappresenta un’ottima lettura propedeutica allo studio del conflitto.

Dunque, possiamo, in questo secondo capitoletto, porre già un punto fermo: stabilire la colpa dell’innesco della conflagrazione mondiale del 1914, più che difficile, è inutile. Troppi interessi si sono accumulati da entrambe le parti a favore della guerra e troppi hanno determinato, a posteriori la sua interpretazione: la cosa migliore è cercare di tener presente come, in ogni epoca, opposte sfere d’influenza economica, politica e culturale, quando vengano a collidere, suscitano conflitti durissimi.

La Grande Guerra fu uno di questi momenti di collisione: il colonialismo mondiale britannico, il revanscismo francese, l’espansionismo serbo, l’aggressività tedesca, la voglia di emergere italiana e la crisi inarrestabile dei tre grandi imperi, austriaco, russo ed ottomano, furono gli ingredienti di una miscela esplosiva, che distrusse il vecchio mondo.

Ma non dobbiamo dimenticare che la Grande Guerra, nonostante che, come vedremo, fosse largamente prevedibile, nei modi e nei tempi in cui avvenne, prese un po’ tutti di sorpresa: fu uno shock tanto strategico quanto diplomatico.

Nei prossimi capitoli analizzeremo, perciò, le cause remote e recenti del conflitto, ma anche i segnali che lo precedettero, fin dalla metà del XIX secolo, e che furono, come spesso accade, largamente sottovalutati.

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Commenti

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  1. Scritto da Andy baumwolle

    Una guerra che fu il male assoluto e non solo per i milioni di morti
    L’Europa si auto distrusse annientando una leadership millenaria
    I grandi mali del 900 arrivano tutti da qui : comunismo, fascismo, autoritarismo che spianeranno la strada alla seconda guerra mondiale che fu il colpo finale per l’Europa
    Gli USA ne hanno tratto un vantaggio enorme
    Ancora oggi la Germania sta minando quel poco che rimane in maniera allo stesso modo devastante

    1. Scritto da Massimo

      La Germania è uno dei principali artefici dell’Unione Europea. Un’UE forte e non più suddita dei giochi di potere di USA E Urss-Russia. Prendersela sempre con la Germania, nazione civile, culturalmente avanzata e democratica, ormai sta diventando un luogo comune

  2. Scritto da Mino

    Certamente sorprese molti Ministri degli Esteri che non si resero conto degli effetti prodotti da certe prese di posizione dei loro governi; molto interessanti trovo i Diari di Ferdinando Martini, allora Ministro delle Colonia ma, non troppo velatamente Ministro degli Esteri ombra (anche in considerazione del cattivo stato di salute di Antonino Paternò Castello, destinato a passar a miglior vita 75 giorni dopo lo scoppio delle ostilità

  3. Scritto da Carletto

    Cim, se non si può dare la colpa ai comunisti o alle toghe rosse, sono lezioni che non servono!