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Concorso per ostetriche “Ammessi i soliti noti Andremo per vie legali”

Ad un concorso per ostetriche a Monza indetto dall'Asl solamente 7 candidati su 484 avrebbero raggiunto un punteggio sufficiente. Ma un gruppo di bergamasche denuncia: “Tra le ammesse, come ci aspettavamo, nomi noti. Perché, ancora oggi, alcune procedure concorsuali non vengono espletate garantendo il corretto anonimato?”.

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Ad un concorso per ostetriche a Monza indetto dall’Asl solamente 7 candidati su 484 avrebbero raggiunto un punteggio sufficiente. Ma un gruppo di bergamasche denuncia presunti favoreggiamenti e poca trasparenza nella procedura concorsuale:

“Siamo un gruppo di ostetriche di Bergamo, e scriviamo al vostro giornale nella speranza che la situazione della nostra categoria possa essere conosciuta da quante più persone possibile. In Italia possiamo trovare migliaia di ostetriche che dopo tre anni di fatica tra lezioni e tirocinio si ritrovano solo con la propria passione in mano e nessuna possibilità lavorativa: una media di un migliaio di queste si presenta ad ogni concorso per ostetrica presente in tutta Italia, magari dopo aver percorso ore in macchina, con una spesa notevole, e sapendo di presentarsi insieme a un altro migliaio di colleghe per un solo posto di lavoro.

Oggi (11 aprile ndr), a Monza, si è svolta la prima prova di uno di questi concorsi, indetto dall’ASL Monza-Brianza…e qui arriviamo al motivo della nostra segnalazione e della rivolta di tante altre colleghe che stanno comunicando quanto avvenuto a diversi giornali di tutta la regione e si stanno organizzando per procedere, in gruppo, per vie legali.

Le domande giunte per il concorso di oggi erano ben 1.077: le prime due prove sono quindi state organizzate all’interno del Palazzetto dello Sport di Desio, proprio in questa settimana, in cui si svolge un importante evento di design a Milano che ha fatto salire alle stelle i prezzi di treni e hotel. Probabilmente è proprio per questo motivo che oggi, al PalaDesio, eravamo presenti “solo” in 484. L’orario di inizio era stabilito per le 8.30: tempo di entrare tutte nel palazzetto, eseguire le procedure di riconoscimento, e intorno alle 10, sembrava tutto pronto per iniziare. Si è invece proceduto con un secondo appello di tutte le 1.077 ostetriche inizialmente iscritte al concorso, tra l’altro con chiare difficoltà di comunicazione all’interno della struttura, durato fino alle 12 circa.

Ed ecco che arriviamo finalmente al momento dell’estrazione della prova e della spiegazione della modalità di prova, che prevedeva la sottrazione di punti nel caso in cui venisse data una risposta sbagliata e anche nel caso in cui non si rispondesse a una domanda. Alle 12.25, dopo il ritiro delle schede anagrafiche (eseguito in modo non propriamente trasparente) iniziamo finalmente il quiz, composto da 30 domande di grado medio-difficile. In molte usciamo dubbiose, 50 minuti dopo, sull’esito della prova, ma con la consapevolezza che passare tale prova non fosse poi così impossibile.

Dopo un pomeriggio di attesa, ecco i risultati pubblicati in internet: 7 ammesse alla prova pratica, 477 escluse. Tra le ammesse, come ci aspettavamo, nomi noti, a partire dalla ragazza che da quando è stato pubblicato il bando ha iniziato a dire a chiunque che “quel bando era stato fatto per assumere lei” dopo anni di lavoro in quella stessa struttura, fino a una neolaureata la cui relatrice della tesi di laurea è nella commissione del presente concorso. Cinque di queste sette persone hanno raggiunto il massimo punteggio (30/30) due di loro hanno invece raggiunto punteggi al limite della sufficienza. Ma ben 477 ostetriche, laureate, che studiano per ogni concorso che fanno, spesso con ottimi risultati universitari e con buoni risultati in altri concorsi eseguiti, non riescono nemmeno a passare la prova scritta.

Dopo aver visto tante, troppe volte altre figure invadere i nostri ambiti di competenza, e dopo questa esperienza, siamo quindi qui, con l’amaro in bocca e solo la passione per la nostra professione a darci la forza per continuare, a chiederci: perché? Come è possibile che su 484 candidati solo 7 raggiungano la sufficienza? Perché, ancora oggi, alcune procedure concorsuali non vengono espletate garantendo il corretto anonimato? Perché tra le sette ammesse una ha lavorato in quella stessa struttura per anni e diceva pubblicamente, da mesi, che quel posto era destinato a lei? Perché un’altra delle ammesse ha avuto come relatrice della tesi di laurea un’ostetrica nella commissione di questo concorso?

Nella speranza che questa lettera serva a stimolare l’intervento di chi di competenza e a portare a una maggiore comprensione della situazione della nostra figura professionale, vi ringraziamo per l’attenzione e la disponibilità”.

Un gruppo di ostetriche bergamasche

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Commenti

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  1. Scritto da GIOVANNI

    ci sarebbe una soluzione semplicissima per risolvere il problema dei raccomandati che tutte le prove scritte e orali vengano videoregistate compresa la correzione degli elaborati scritti da fare davanti alla presenza di alcuni candidati scelti a caso te lo dice uno che in un concorso pubblico si e ‘ sentito dire dopo la vittoria di un candidato che aveva fatto scena muta :”USCITE FUORI E ANDATE A DENUNCIARMI TANTO A ME NON ME NE FREGA UN … DECIDO IO CHI E’ IL MIGLIORE

  2. Scritto da sabina agostinone

    Sono il tesoriere di un movimento politico nazionale http://www.vittoriaitalia.it ho letto ciò che hai descritto e mi rendo conto perfettamente che in Italia ci sono molte cose che non vanno. Anni di studio , di lavoro che poi non vengono affatto considerati. Io so conme ti senti ora sei delusa da tutti ma soprattutto da questa Italia. contattami. un grande abbraccio