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Il patron di Cartemani Losa: “Vendo l’azienda ma non me ne lavo le mani” fotogallery

Donato Losa 63 anni ha ceduto Cartemani Spa ad una multinazionale austriaca, ma rimane amministratore delegato della società. “Vendere questa azienda è come vedere tuo figlio che si sposa: non c’è nessuna tristezza, gli auguri solo che sia felice. E poi io gli sarò accanto”.

Ha firmato il contratto per cedere la sua creatura ad una multinazionale austriaca a Bolzano, lontano da Curno dove la Cartemani Spa ha la sua sede storica. Eppure Donato Losa, 63 anni, imprenditore di successo che nel 1980 diede vita alla Cartemani non è in fuga.
E non è per nulla triste. Anzi.
“Vendere questa azienda è come vedere tuo figlio che si sposa: non c’è nessuna tristezza, gli auguri solo che sia felice. E poi io gli sarò accanto” confida. Sì, perché Losa rimarrà alla Cartemani. Non più come presidente, ma come amministratore delegato. “Non c’è una motivazione precisa, ma una serie di indicatore che mi suggerivano che era il momento adatto perché Cartemani crescesse ancora di più – ammette Losa –. Ho venduto al gruppo Hagleitner Hygiene International Gmbh, una multinazionale austriaca presente in undici Paesi europei oltre all’Italia. Ora Cartemani potrà competere meglio, rafforzerà il suo portfoglio di prodotti e continuerà ad ampliare il suo assortimento con l’innovazione che l’ha contraddistinta”.
Un dettaglio non da poco: il marchio rimarrà.
Segno indiscutibile che la Cartemani è un brand di successo. Come il suo creatore: Losa.
Un uomo che piacerebbe a Hollywood per la sua storia, da imprenditore che raggiunge l’apice partendo dalla gavetta. Giovane cameriere, poi lattaio. Un’esperienza – quella del bar latteria di via Broseta – che darà il titolo al libro autobiografico “Le ragazze non guardano i lattai”. Poi Losa diventa rappresentate di commercio fino a quando fonda nel 1980 Cartemani.
Inventa il rotolo e i dispenser per i bagni pubblici. Da allora l’azienda cresce fino ad essere un brand riconosciuto ovunque, con quaranta dipendenti, diverse sedi sparse nel Nord Italia e un fatturato che nel 2013 ha sfiorato i 12 milioni e 200 mila euro. Losa è uomo di passioni, come quella per l’arte, e generoso: ha donato opere per raccogliere fondi destinati alla ricerca sulle malattie rare. Ora che la Cartemani parla tedesco viene quasi da pensare ad una nuova strategia del creativo Losa.
“Certo, il tempo e le cose sono cambiate. Quando penso che c’erano dei pezzi di carta appesi al chiodo nei bagni pubblici…” rammenta quasi tra sé e sé.
Dal 1980 il mondo dell’igiene si è sbizzarrito con le sue innovazioni, dai detersivi che portano i nomi dei dipendenti – da sempre considerati collaboratori indispensabili per un lavoro di squadra – alla carta igienica nera che andò a ruba nel jet set, fino una linea di dispenser in oro massiccio commissionati nientemeno dai stravaganti sceicchi o ancora al distributore di sapone che abbaia o gracida se qualcuno intendeva lasciare la toilette senza lavarsi le mani.
Lui, però, il patron di Cartemani che ora ha venduto annuncia che non uscirà di scena. Anzi. E allora non resta che aspettare la prossima “creatura” che partorirà la sua mente generosa.

Commenti

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  1. Scritto da alex

    E’ questa l’ eccellenza che fa andare avanti l’ Italia.. la Bergamasca..
    Altro che la politica..