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E’ bergamasco il primo distributore di sigarette che parla in dialetto

L'erogatore automatico di sigarette che, oltre a distribuire bionde ed effettuare ricariche telefoniche, parla agli utenti in perfetto dialetto, è stato ideato e costruito dalla Punta Del Este di Alzano: "Sarà molto divertente"

E’ made in Bergamo il primo erogatore automatico di sigarette che, oltre a distribuire bionde (capacità 588 pacchetti standard) ed effettuare ricariche telefoniche (per tutti i gestori presenti oggi sul mercato italiano), parla agli utenti in perfetto dialetto.

L’apparecchio è stato ideato e costruito da un’azienda bergamasca, la Punta Del Este di Alzano Lombardo: “L’idea è nata dai Tom-tom, che parlano con il guidatore e rendono meno noioso il viaggio – spiega Cristian Minotti, responsabile marketing della Punta Del Este e ideatore del progetto – . Lo stesso concetto abbiamo cercato di spostarlo sui nostri distributori, in modo da rendere più divertente un’operazione che spesso viene fatta quasi con noia”.

Il nuovo erogatore debutta oggi, giovedì 10 aprile al bar Zara di Cesenatico, e riunisce in un unico congegno una molteplicità di servizi: l’allarme intrusione e la blindatura esterna, che lo rendono, di fatto, inattaccabile; e la ricarica online dei telefonini: “Il primo parlerà appunto in dialetto emiliano, anzi, romagnolo – prosegue Minotti – ma ne abbiamo già in programma altri 7 sparsi in tutta Italia, da Genova a Palermo, passando per Roma. Poi arriveremo, ovviamente, anche a Bergamo”. 

Il distributore s’intefaccia con il cliente con il linguaggio tipico delle varie terre. Programmato in collaborazione con Lottomatica Italia Servizi, viene fornito con incluse tante altre applicazioni, oltre a quella delle ricariche telefoniche (per tutti i gestori di telefonia), l’erogatore dispone infatti anche di un potente frigo-bar con selezione di bibite e snack: “Tutte le operazioni vengono spiegate al dialetto, oltre che nelle consuete modalità, anche con la voce dialettale. Immagino che ci saranno diverse risate all’inizio -conclude Minotti-. Ma è quello il nostro obiettivo. Sarà un successo”.

Commenti

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  1. Scritto da Mar

    tantissima gente non capisce nulla, basta vedere le difficoltà, alle macchinette distributori automatici biglietti alle stazioni figuriamoci poi in dialetto? siamo al ridicolo,

  2. Scritto da mario59

    Personalmente se dovessi istallare un distributore automatico, mi preoccuperei che tutti possano capire chiaramente le istruzioni vocali della macchina.
    Si spera che l’audio dialettale sia opzionale, altrimenti voglio vedere come fa a capire la procedura d’acquisto, un cittadino che proviene da altre regioni.

    1. Scritto da PDE

      Gentilissimo Sig. Mario, le confermo che quello di cui stiamo parlando è un’opzione. Semplicemente oltre alle lingue europee che il distributore già da tempo “parla” abbiamo voluto, con spirito ironico, introdurre questa novità, totalmente slegata da concetti anti-europeisti e tantomeno con intenzioni di mettere in difficoltà i clienti del distributore, per una volta è solamente una cosa simpatica.

  3. Scritto da goku

    I dialetti devono esser tutelati poiché rappresentano un pezzo della nostra storia, ma questo compito spetta alla famiglia e non alla società.
    Nel 2014 vorrei un Paese che puntasse maggiormente alla lingua inglese, piuttosto che al dialetto e poi ci lamentiamo se questo Paese non cresce, non attrae investitori stranieri e via dicendo…certo questa non è la colpa principale, ma rappresenta una delle tante piccole gocce del nostro Paese che a lungo andare hanno riempito il bicchiere di acqua.

    1. Scritto da Michele Ghilardelli

      1) Perché la conoscenza dei “dialetti” dovrebbe essere lasciata alla famiglia e non alla società? Ci sono studi scientifici che provano la convenienza di questa impostazione? 2) Tutti riteniamo sciocco ritenere che la conoscenza approfondita della tabellina del 2 sia un impedimento per imparare la tabellina del 3. Ritenere che la conoscenza dell’inglese sia danneggiata dalla conoscenza dei “dialetti”, dal punto di vista concettuale, è la stessa identica cosa.

    2. Scritto da Pietro Cociancich

      Secondo numerosi trattati europei e internazionali, invece, spetta alla società occuparsi della tutela attiva delle proprie lingue regionali. E un paese plurilingue, che non si vergogna delle proprie parlate, è più ricco, non più svantaggiato. Il monolinguismo è molto più dannoso.
      Chi poi parla due lingue sin da bambino (come italiano e lombardo), è più avvantaggiato nell’apprendere le lingue straniere, come dimostrato da numerose ricerche.

    3. Scritto da mario59

      I tempi cambiano in fretta e ormai la lingua Inglese non è più di moda…adesso cercano chi sa tradurre e parlare il Cinese.

    4. Scritto da robi

      Te Goku, chi al ta dic che chi al parla in dialet, l’è mia bu de parlà in inglese?
      Mr. Goku, who say you that people talking dialect, don’t speak english?

      1. Scritto da SDC

        Robi, l’hai appena dimostrato tu con il tuo commento.

      2. Scritto da SDC

        Robi, l’hai appena dimostrato tu con il tuo commento.

  4. Scritto da Marco

    Gran bella idea, l’utente si farà due risate nell’acquistare le sigarette e il tabaccaio altrettanto nel contare qualche soldino in più.

  5. Scritto da Aldo

    Classica gioppinata, incominciano un pò a stufare.

    1. Scritto da Fabio_gas85

      Perché gioppinata?? ‘Incominciano un po’ a stufare’? Ma se nell’articolo si legge chiaramente che è la prima volta in cui si sente un distributore che parla in dialetto?! Per me è una cosa semplicemente simpatica che altro non può fare se non attirare clienti curiosi.

    2. Scritto da Lucky

      Basta girarsi dall’altra parte. Vivi e lascia vivere…