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L’architetto Ines Lobo all’i.lab Italcementi: “Recuperiamo l’esistente” fotogallery

''L'architettura è semplificazione e consapevolezza della storia dei luoghi per riviverli al meglio''. Con queste parole Ines Lobo, vincitrice della seconda edizione dell'arcVisionPrize, il premio dedicato al mondo dell'architettura femminile istituito da Italcementi, ha aperto il ciclo di lecture organizzate dal Gruppo, in occasione del Fuorisalone, in collaborazione con Interni Magazine.

Ines Lobo, vincitrice della seconda edizione dell’ arcVisionPrize, ha aperto il ciclo di lecture organizzate dal Gruppo in occasione del Fuorisalone e in collaborazione con Interni Magazine. L’incontro con la vincitrice del premio Italcementi dedicato al mondo dell’architettura femminile si è tenuto in i.lab, il Centro Ricerca e Innovazione di Italcementi a Bergamo nel pomeriggio di mercoledì 9 aprile.

“L’architettura è semplificazione e consapevolezza della storia dei luoghi per riviverli al meglio” con queste parole Ines Lobo ha aperto la sua lecture, presentando la filosofia del suo "laboratorio", come lei stessa definisce il suo studio di architettura di Lisbona. Fondamentale, per l’architetto, è progettare rispettando il rapporto fra l’uomo e il luogo in cui abita, vive e si muove. Uno stile architettonico, quello della Lobo e dei suoi collaboratori, che fa del riutilizzo dell’esistente e della ricostruzione uno dei suoi capisaldi.

Riutilizzare e modificare, ma senza disperdere e dimenticare quello che è fondamentale per la memoria di una comunità. Il tema del rispetto dell’esistente è ricorrente nella progettazione della Lobo: ricostruire la memoria dei luoghi, la memoria degli edifici per le persone che conoscono quei luoghi e li abitano. Lobo è convinta che: “si possa reinventare il futuro riutilizzando l’architettura del passato”. L’architetto ha sottolineato, inoltre, che il studio applica nella realizzazione dei propri progetti, il principio del "non spreco", dell’utilizzo oculato ed equilibrato delle risorse economiche e dei fondi che, soprattutto nell’attuale contesto economico, sono limitati.

L’attenzione ai costi, come spiega la stessa Lobo, deriva anche dal fatto che i primi progetti lavorativi dello studio sono nati vincendo concorsi pubblici da budget limitati e definiti. La Lobo ha proseguito la sua lecture illustrando sei progetti di recupero di aree industriali dismesse a favore della creazione di scuole, case e spazi per la comunità. In chiusura, l’architetto ha presentato un progetto simbolo, che racchiude l’intera filosofia progettuale del suo studio: un “parco scuola” a Capoverde.

Un progetto vinto nell’ambito di un concorso pubblico per cui l’amministrazione comunale, quale committente del lavoro, richiese la creazione di una scuola che fungesse anche da spazio pubblico. L’idea si sviluppò quindi intorno alla creazione di uno spazio di vita comune di una comunità partendo dalla scuola, quale luogo simbolo dall’educazione dei bambini e di cui lei commenta: "la sfida fu aprire la scuola alla comunità per uno spazio condiviso e stimolante per il territorio”.

CARLO PESENTI CONSEGNA L’ARCVISION PRIZE

Al termine della lecture, Ines Lobo ha ricevuto da Carlo Pesenti, consigliere delegato di Italcementi, l’arcvision prize che le è stato assegnato lo scorso sette marzo da una giuria interamente al femminile. arcVision Prize – Women and Architecture, è il premio internazionale di architettura al femminile istituito da Italcementi Group, che – in sintonia con la vision imprenditoriale di Italcementi – punta a sostenere l’innovazione e la sostenibilità dei progetti e delle realizzazioni presentate, con una particolare attenzione per gli standard di innovazione tecnologica, qualità ambientale, economia delle risorse, responsabilità sociale, ricerca funzionale ed estetica.

CHI E’ INES LOBO

Ines Lobo, laureata all’Università Tecnica di Lisbona (FAULT,1989) ha fondato il suo studio nel 2002. All’attività progettuale unisce l’insegnamento all’Università Autonoma di Lisbona. Nella sua architettura ha un ruolo importante la riconversione degli edifici, dove trova l’opportunità di distaccarsi dai modelli del modernismo classico.

Tra questi progetti, principalmente rivolti al settore pubblico in Portogallo, spicca la Facoltà di Arte e di Architettura di Evora. Ispirandosi alla pre-esistente architettura industriale e ai suoi elementi, Lobo ha definito le strategie da utilizzare per la nuova costruzione.

Il suo lavoro, anche se basato su edifici del passato, parla un linguaggio dichiaratamente contemporaneo e proiettato nel futuro. Per l’edificio che ospita gli uffici della Ferreira Construction, Lobo è riuscita a realizzare un perfetto connubio tra l’esistente, il verde circostante e il nuovo fabbricato. L’impiego di un materiale traslucido che filtra e insieme lascia entrare la luce nel nuovo edificio ha dato vita a una facciata singolare, il cui aspetto muta a seconda delle ore del giorno e della notte. Lobo è una professionista di grande precisione, molto competente nell’uso dei materiali e nelle loro combinazioni, in edifici che uniscono un approccio radicale a un’apparenza di sobrietà, sostenuta da un estremo rigore geometrico.

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