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Bergamo fa squadra per raccontare Palma il Vecchio fotogallery

Accanto alla mostra dedicata a Palma il Vecchio, in programma da marzo a giugno 2015, Fondazione Credito Bergamasco e Università promuoveranno una serie di iniziative ed eventi per coinvolgere il territorio. Il curatore Giovanni Villa: “Il progetto è una grande opportunità da cogliere per la città: avrà un notevole richiamo a livello turistico e, quindi, ricadute positive anche in termini economici”.

“In un periodo di crisi economica come quello attuale, il progetto dedicato a Palma il Vecchio può dare una spinta significativa all’economia”. Con queste parole il segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco Angelo Piazzoli, nel corso di un incontro tenuto lunedì 7 aprile, evidenzia l’importanza che le iniziative incentrate sulla figura di questo storico pittore bergamasco.

Più precisamente, Fondazione Credito Bergamasco e Università degli studi di Bergamo, con la partnership di molte istituzioni ed enti locali, sono promotori di un’esposizione, una prima mondiale, con opere di Palma il Vecchio provenienti dai musei di tutto il mondo, accompagnata da eventi collaterali che si propongono come un’opportunità per rilanciare il turismo in città. Piazzoli sottolinea: “Il coinvolgimento del territorio è l’obiettivo che ci sta maggiormente a cuore: sia in termini di lavoro di rete delle formazioni sociali e degli attori economici locali, costruendo una progettualità che possa essere un modello anche per il futuro, sia in termini di far emergere le potenzialità del territorio. In modo particolare, puntiamo sull’aggregazione come chiave per rendere davvero grande questo evento”.

Il curatore della mostra, Giovanni Villa spiega: “Palma il Vecchio è stato uno dei massimi protagonisti dell’arte a livello mondiale, colui che ha messo a punto il modello di bellezza del Cinquecento, una bellezza fatta di sensualità e di cura del dettaglio. Un artista bergamasco, che ha instaurato un rapporto profondo e intenso con il contesto locale: in molte sue opere, per esempio, si possono osservare i paesaggi della Valserina, della Valseriana o della vista da sant’Agostino in Bergamo alta”.

Sarà una prima mondiale. Il professor Villa prosegue: “È una mostra come non se ne sono mai riuscite ad organizzare, con 35-40 opere provenienti dai musei di altri Paesi, come Spagna, Gran Bretagna, Germania e Nord Europa. Un’esposizione che abbraccerà e coinvolgerà tutta la città, ma anche la provincia, per poter creare un circolo virtuoso, un indotto, in grado di poter rilanciare l’economia in un periodo di crisi, come quello attuale, in cui è necessario che la città sappia ripensarsi e reinventarsi. Per farlo, bisogna ripartire dalle eccellenze del territorio, per poi aprirsi all’esterno e diventare un punto di attrazione”.

In rappresentanza dell’agenzia di comunicazione “Comunicamente” e impegnata nell’organizzazione del progetto, Giulia Fortunato afferma: “La mostra sarà il punto di arrivo di un percorso più ampio e si concluderà a ridosso dell’apertura di Expo. Vogliamo che sia una ‘scusa’ per cogliere l’opportunità di aggregazione e di fare rete sul territorio proponendo qualcosa di nuovo, originale e attrattivo per la città e non solo. Per moltissimi turisti si tratta dell’occasione di vedere un’Italia ancora sconosciuta: rispetto, per esempio, a Roma o a Firenze, infatti, Bergamo è ancora poco conosciuta a livello culturale. Per attrarre i turisti, però, bisogna offrire loro qualcosa, ossia mettere in campo proposte di cui possono fruire accanto alla mostra. Attrattive che possono avere ricadute positive anche in termini economici. Per questo, è importante il coinvolgimento da parte di tutti: istituzioni, enti, formazioni sociali, mondo della cultura e dell’economia, esercenti, imprenditori e produttori”.

Le proposte sono molteplici e variegate. La dottoressa Fortunato prosegue: “Abbiamo pensato di predisporre un book turistico con le informazioni su cosa visitare nella Bergamasca e dove alloggiare, e mappe tematiche con itinerari enogastronomici, artistici e legati all’ambiente, come un percorso sul tema della risorsa idrica, eccellenza che distingue Bergamo e che l’accumuna a Venezia. Infine, proponiamo a negozianti e imprese di cogliere l’opportunità del progetto proponendo prodotti personalizzati o promozioni speciali dedicate a Palma il Vecchio, al tempo in cui visse o al rapporto tra Bergamo e la Serenissima di Venezia. Alcuni panettieri, per esempio, prepareranno il “pane di Palma”, a base di farina bergamasca e sale iodato, la cui carenza nella storia aveva provocato il diffondersi di una particolare patologia in città. Inoltre, ci sarà un concorso di cucina, per chef e semplici appassionati, per la preparazione del “piatto di Palma”. Allo stesso modo i parrucchieri possono proporre tagli ispirati all’epoca in cui visse l’artista e i centri benessere massaggi con essenze dell’antica Venezia. Infine, per gli esercenti che aderiranno all’iniziativa, offriremo un apposito kit con materiale e seguiremo la comunicazione”. In conclusione, il presidente di Turismo Bergamo Luigi Trigona porta i suoi saluti concludendo: “L’importanza e l’originalità del progetto mi hanno prima affascinato e trascinato a prendervi parte, in quanto non consiste solamente in singoli eventi o in un pacchetto di iniziative, ma propone un racconto di città e provincia da costruire insieme.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da Fivelementi

    Volevo portare all’attenzione che se si vuole parlare di valorizzazione di un territorio non si dovrebbe parlare di Venezia, anzi forse questa è l’occasione per affermare l’importanza di Bergamo per la città lagunare e non solo. Altra accortezza di non fotocopiare il progetto del Lotto con il solito opuscolo pagato dai ristoranti, dai centri estetici e dai parrucchieri per promuovere l’evento.