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Ale e Fabio da Cene: “Soli sfidiamo la crisi”, banche e burocrazia frenano

“Abbiamo enormi difficoltà ad ottenere un prestito da soli 20 mila euro per comprare le attrezzature e iniziare a lavorare. E poi parlano di agevolazioni alle nuove imprese. Non sappiamo più a chi rivolgerci”. Alessandro Guerini e Fabio Bortolotti sono due giovani bergamaschi di Cene che hanno deciso di sfidare la crisi a viso aperto. Stanchi di aspettare da mesi gli stipendi arretrati hanno rassegnato le dimissioni per l'avventura imprenditoriale.

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“Abbiamo enormi difficoltà ad ottenere un prestito da soli 20 mila euro per comprare le attrezzature e iniziare a lavorare. E poi parlano di agevolazioni alle nuove imprese. Non sappiamo più a chi rivolgerci”. Alessandro Guerini e Fabio Bortolotti sono due giovani bergamaschi di Cene che hanno deciso di sfidare la crisi a viso aperto.

Stanchi di aspettare da mesi gli stipendi arretrati hanno rassegnato le dimissioni per l’avventura imprenditoriale.

Spalle larghe, voglia di lavorare, molta esperienza in un settore, come quello delle coperture di tetti, che ha sofferto meno di altri l’impatto della crisi.

Le richieste non mancano, ma la burocrazia e le banche frenano l’entusiasmo dei due amici e soci. “Abbiamo girato tre banche per farci prestare circa 20 mila euro per comprare furgone ed attrezzature iniziali – spiegano -. Abbiamo le garanzie dei nostri genitori, dei suoceri, eppure ci troviamo di fronte un muro. Per non parlare degli interessi. Non chiediamo cifre folli, eppure non riusciamo a trovare uno sbocco. Non ci improvvisiamo nel nostro lavoro: abbiamo entrambi un’esperienza di anni. Non a caso ci hanno già chiesto qualche preventivo. Più garanzia di quello, non vedo cosa dovremmo presentare alle banche. Invece non basta, quindi continuiamo ad aspettare”.

Un altro ostacolo difficile da oltrepassare è la burocrazia. “Per ottenere il via libera dalla Regione servono mesi. Noi abbiamo il patentino per smaltire l’amianto dei tetti, ottenuto dopo anni di lavoro. Per ottenere la certificazione come azienda la procedura è molto complicata e costosa, per questo motivo siamo fermi. Nel frattempo paghiamo le tasse sulla nostra piccola Snc mai attivata. E’ una beffa”.

Come andare avanti? Con la pazienza e il sostegno della famiglia. “Io ho sempre snobbato il movimento dei forconi – commenta Alessandro -, ma ora che mi trovo in questa situazione li capisco. C’è ancora speranza, non ci perdiamo d’animo, però spesso mi chiedo quanto valga la pena investire soldi ed energie per consegnare gran parte dei frutti nelle mani dello Stato. E’ una situazione insostenibile”.

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Commenti

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  1. Scritto da Chiarezza

    Si possono fare i nomi delle banche che hanno negato il finanziamento? perche questa storia a me non risulta x niente! Grazie

    1. Scritto da Massimo

      Diciamo 3 su 3? Se a te risulta più facile si accettano consigli….

  2. Scritto da massimo

    Non siete i soli…purtroppo le banche ti danno solo se hai la stessa somma di quella che chiedi….uguale problema…richiesta 40.000 garanzia 1.000.000 di immobili….garanzia genitori….garanzia fiduciaria confesercenti….risposta: non avete dei titoli da impegnare???? e’ uan vergogna

    1. Scritto da Sère

      Ho visto la pagina collegata al link indicato qui sopra. SE LA DITTA FOSSE QUELLA: Vedo che attrezzature e furgone ci sono già e i lavori sui tetti già si eseguono da più di un anno… e che volete fare? farvi finanziare oggi, le spese sostenute lo scorso anno??? O questa vostra lamentela è solo propaganda??? La redazione, su questi scritti fa delle verifiche, o si limita a pubblicarle?

      1. Scritto da Redazione Bergamonews

        Come può vedere dalla data di pubblicazione l’articolo risale a più di un anno fa. Grazie anche alla nostra segnalazione i ragazzi sono riusciti a ottenere il finanziamento e ora hanno avvito l’attivita. Noi siamo orgogliosi di aver dato loro una mano.

  3. Scritto da pietro

    Mi piacerebbe potervi dare una mano!!! Una soluzione bisogna trovarla, la mia mail potete chiederla a Bergamonews

  4. Scritto da Daniela

    La crisi in natura non esiste, la devono finire i poteri forti di fermare l’economia, non gli sono abbastanza i poveri che hanno creato fino adesso!!

    1. Scritto da Petra

      Le estetiste che depilano, fanno lampade abbronzanti, ricostruiscono o colorano unghie prosperano. I piccoli negozi di alimentari o scarpe (beni necessari), chiudono. C’è qualcosa che non torna anche ai nostri livelli, non soltanto dove vigilano i “poteri forti”!

      1. Scritto da stefano

        potrebbe essere anche che sono attività che non trovi nei centri commerciali e non rientrano nella grande distribuzione

  5. Scritto da fiorellino

    Alla faccia delle semplificazioni e aiuti ai giovani, coraggiosi che ancora credono nel fare imprenditoria in Italia, gli unici imprenditori che riescono a sfondare sono coloro che arrivano al governo e le banche. Si salvi chi può!!!!!!!!!! e coraggio a chi ci crede, siamo con voi.

  6. Scritto da sponsor

    vedo che installano pannelli solari : magari avranno lavoro con quelli da mettere sulle mura

  7. Scritto da poeret

    ma tranquilli Frenzie stà facendo una legge elettorale nuova (per lui e il suo socio caimano) ha venduto 2/3 auto blu, dara qualche € in più (a chi però già lavora) e bal bla ..bla bla.. insomma lui stà correndo per campagan elettorale prima delle europee ed intanto l’Italia stà affondando ancora..e guarda caso chi c’è sempre di mezzo, le banche!!

  8. Scritto da beppe

    E’ ora di finirla, bisogna fare qualcosa, è ora che la gente tutta inverta la rotta e faccia capire ai benpensanti dei ns. governanti che devono immediatamente fare qualcosa con chi comanda anche loro: le LOBBY!!!