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Al Sociale in scena “Exit” Si chiude la rassegna “Altri percorsi 2014”

Lo spettacolo, con regia di Fausto Paravidino, andrà in scena martedì 8 aprile. Protagonisti sul palco Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Davide Lorino e Iris Fusetti.

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Martedì 8 aprile al teatro sociale di Bergamo alta si concluderà la rassegna “Altri percorsi 2014”. L’esibizione, con regia di Fausto Paravidino, andrà in scena alle 21 e vedrà protagonisti Sara Bertelà, vincitrice del premio “Le maschere del teatro italiano 2013” come miglior attrice protagonista in questo spettacolo, Nicola Pannelli, Davide Lorino e Iris Fusetti.

In “Exit”, A e B sono una coppia, ma c’è qualcosa che non funziona più. Questione di affari interni, tra il professore universitario e sua moglie. Parlano tra loro e con il pubblico, per capire quali siano i motivi della crisi, che si rivelano molteplici: la politica, i figli, il non averli, il sesso, la gelosia e persino una questione di calzini. La loro storia non sembra avere più sbocchi e vanno alla ricerca di se stessi fuori casa. Oramai è questione di affari esteri. Inutile dire che fuori dal nido si imbatteranno in altri personaggi: C, una giovane studentessa universitaria e D, un altro uomo, destinato molto probabilmente ad essere il trait d’union dei loro destini. Exit è una pièce profonda, delicata e divertente, che vede i protagonisti alla ricerca di una via di uscita da una fitta rete di legami o da una vita che non calza più alle loro aspettative. Tra azione e narrazione diretta al pubblico, i loro percorsi avanzano simultaneamente, incrociandosi nella maniera più inaspettata, fino alla resa dei conti. Sara Bertelà, Nicola Pannelli, Davide Lorino e Iris Fusetti danno anima e corpo alle numerose sfaccettature dei loro personaggi lasciati volutamente senza nome dall’autore, in una commedia dal ritmo incalzante in cui le scene si susseguono in maniera cinematografica, tra quadri brevi e piani sequenza, che affidano allo spettatore i momenti di introspezione dei protagonisti, sulla scia della migliore tradizione della cinematografia di Woody Allen.

Il regista Fausto Paravidino ha descritto la sua commedia così: “Alcune coincidenze portano al nord. Stavo vedendo uno spettacolo di Jon Fosse, il titolo è E la notte canta, Jon Fosse è uno scrittore norvegese che mi piace molto e non mi assomiglia per niente, mi piace molto da tanto tempo, la sua pièce incominciava benissimo. Io copio spesso, così, per cominciare, poi vado avanti come mi viene. Quella volta era Jon Fosse. Sono tornato a casa e ho cominciato nello stesso modo: c’è un uomo che legge, una donna che lo guarda e che dopo un po’ gli chiede cosa legge o qualcosa del genere. Si scopre che sono una coppia e che c’è qualcosa che non va. Da lì in poi è tutto diverso. È andata che ho cercato di aiutare questa coppia a capire cosa c’era che non andava ed è una cosa che non è mai facile da capire. C’entrano un sacco di cose: la politica, i figli, il non averli, il sesso, la gelosia, nel loro caso persino una storia di calzini. Mi sono divertito a conversare con loro. Il primo atto è così: loro un po’ si parlano e un po’ parlano al pubblico (che al momento di scrivere ero solo io). Poi c’è un altro atto tutto diverso. La loro storia non funziona più e allora quei due cercano se stessi fuori di casa, così facciamo la conoscenza con altri due personaggi. Terzo atto: resa dei conti. Resa dei conti non nel senso di vendette, nel senso drammaturgico, i conti devono tornare, quel che s’è seminato si deve raccogliere, se c’è un fucile in scena prima della fine sparerà… quelle cose lì. Qui fucili non ce n’è, ci sono i calzini, ci sono un sacco di gelati, c’è la politica, il vino, Woody Allen, l’Iraq, i figli, il non averne…”. Un legame lungo e duraturo unisce l’autore 35.enne, apprezzato in Italia e all’estero, con l’istituzione bolzanina: nato nel 2000 grazie alla messa in scena di Due fratelli, testo che si aggiudicò il Premio Tondelli, si è dipanato nel corso di un decennio fino ad approdare nel 2009 a "La malattia della famiglia M", fortunata produzione che ha visto Paravidino nei panni di autore, regista e attore. Sempre per la sua regia, lo stesso spettacolo ha debuttato quest’anno alla Comedie Française di Parigi, il teatro nazionale di Francia, una delle istituzioni più prestigiose d’Europa.

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