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Ad Albino incontro con Umberto Galimberti su economia e vita

L’iniziativa, intitolata “Crisi: il conflitto tra economia e mondo della vita”, è in programma martedì 8 aprile. La serata si propone come un momento di riflessione e di confronto guardando ai problemi legati all’attualità e al prossimo futuro.

Il filosofo Umberto Galimberti sarà ad Albino. L’incontro, intitolato “Crisi: il conflitto tra economia e mondo della vita”, è in programma martedì 8 aprile alle 20.30 nell’auditorium comunale di viale Aldo Moro, 2/4. L’appuntamento, organizzato dalle associazioni Diaforà e Noesis in collaborazione con il Comune di Albino, si propone come l’occasione per riflettere su problemi di stretta attualità legati a economia e società, dando uno sugardo al prossimo futuro.

Al centro dell’attenzione ci sono temi quali recessione economica, disoccupazione, tensioni sociali, in una parola: crisi. Ci si chiederà che cosa fare: protestare, contestare la politica, indignarsi nelle piazze e sui social networks? Per il filosofo Galimberti tutto questo non porterà a nulla e un futuro è possibile solo se saremo in grado di “decrescere” con saggezza.

L’incontro è inserito nel ciclo di conferenze del corso di filosofia 2013/2014 “Energheia”, organizzato dall’associazione Noesis per riflettere sulla funzione sociale della pratica filosofica. Per prendere parte all’incontro è richiesta la prenotazione, che si può prenotare attraverso il sito dell’associazione Noesis www.noesis-bg.it

Umberto Galimberti, laureatosi all’Università Cattolica di Milano sotto la guida di Emanuele Severino, poco più che ventenne si trasferisce a Basilea dove conosce e frequenta regolarmente Karl Jaspers, di cui sarà uno dei principali traduttori e divulgatori italiani. Dal 1976 professore incaricato di Antropologia Culturale e dal 1983 professore associato di filosofia della storia. Già professore all’Università Cà Foscari di Venezia, titolare della cattedra di Filosofia della Storia. Dal 1985 è membro ordinario dell’international Association for Analytical Psychology. È inoltre membro del comitato scientifico dell’Associazione Italiana per la Consulenza Filosofica “Phronesis”.

Ha collaborato con Il Sole 24 Ore dal 1987 al 1995, e successivamente con La Repubblica sia con editoriali su temi d’attualità sia con approfondimenti di carattere culturale. Cura inoltre la rubrica epistolare di “D, La Repubblica delle Donne”, inserto settimanale. Nel 2002 gli è stato assegnato il premio internazionale “Maestro e traditore della psicoanalisi”. Galimberti sostiene che nelle condizioni attuali l’uomo non è più al centro dell’universo come intendeva l’età umanistica: tutti i concetti chiave della filosofia (individuo, identità, libertà, salvezza, verità, senso, scopo, natura, etica, politica, religione, storia) dovranno essere riconsiderati in funzione della società tecnologica attuale. Al centro del suo discorso filosofico c’è la tecnica, che secondo il filosofo è il tratto comune e caratteristico dell’occidente. La tecnica è il luogo della razionalità assoluta, in cui non c’è spazio per le passioni o i sentimenti, è quindi il luogo specifico in cui la funzionalità e l’organizzazione guidano l’azione, essa è un fare prodotti senza scopi. Il valore più profondo del pensiero del filosofo consiste, appunto, nel tentativo di fondare una nuova filosofia dell’azione che ci consenta, se non di dominare la tecnica, almeno di evitare di essere da questa dominati.

Commenti

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  1. Scritto da lutti

    Sarà un luminare ma tante sue pagine risposte su Repubblica le trovo francamente modeste, spesso saccenti e molto lontane dalle ambizioni qui sopra riportate nel suo curriculum.

    1. Scritto da lotty

      Non lo seguo su Repubblica, penso comunque che una rubrica sul giornale non possa che contenere risposte modeste possibilmente comprensibili anche a chi ha una cultura media(come me per esempio). Galimberti, in passato ha fatto anche una figuraccia per aver copiato alcune pagine di un saggio da un altro autore(è successo anche per altri scrittori), a me piace perchè mi sento in sintonia con il suo pensiero e quindi lo preferisco ad altri filosofi.

  2. Scritto da lotty

    Il mio filosofo preferito, condivido pienamente il suo pensiero sull’uomo non più al centro dell’universo ma semplice pedina come tante altre. Ho amato e amo ancora Leopardi che con il suo realismo pessimista aveva già capito tanto dell’uomo del futuro, una figura di passaggio sulla terra destinata all’oblio come il resto delle cose. Mi dispiace, ma è così…