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“Divergent”, film d’azione: all’inizio avvince poi scade nella banalità

Solo 5+ per "Divergent": secodno il nostro critico Francesco Parisini il regista Neil Burger non ha approfondito lo spunto interessante della trama e cioè gli inevitabili scontri dentro una società utopica.

Titolo: Divergent

Regia: Neil Burger

Genere: Azione

Durata: 139 minuti

Attori: Shailene Woodley, Theo James, Ashley Judd, Maggie Q, Kate Winslet, Zoë Kravitz

Voto: 5+

Attualmente in visione: Multisala San Marco

Dopo una guerra che ha portato distruzione in tutto il pianeta, gli abitanti sopravvissuti di Chicago decidono di fondare una nuova società le cui norme possano garantire e preservare la pace, almeno tra i concittadini.

Ogni individuo, raggiunta la maggiore età, può scegliere di appartenere a una delle cinque caste proposte, che si differenziano tra loro non a seconda del reddito ma per la personalità e la peculiarità dei propri membri.

Beatrice Prior (interpretata da una timida Shailene Woodley), al momento di decidere a quale gruppo dedicare la propria vita, scopre di essere una Divergente, ovvero una persona poliedrica, adatta non solo ad una casta, ma a tutte. Dopo aver ricevuto il consiglio di tenere nascosto a chiunque il suo essere “divergente”, sceglie di diventare una degli Intrepidi, i più tamarri delle cinque “fazioni”, nonché militari “difensori della pace”.

L’allenamento necessario per riempire le file degli Intrepidi si rivela (ovviamente) difficoltoso, nonostante il laconico istruttore Quattro (interpretato dall’adone Theo James) si innamori (come ci si aspettava) di Beatrice. Sullo sfondo di questo amore molto adolescenziale si fa strada il fallimento di questa società utopica, destinata a fallire a causa dell’ambizione degli Eruditi, la casta dei colti, che con un vero e proprio golpe cercherà di sovvertire l’ordine pubblico.

Il film di Neil Burger sembra un incrocio tra i primi capitoli della saga di “Harry Potter” (la scelta del gruppo di appartenenza tramite il “cappello parlante”) e “Hunger Games” (la società divisa in distretti e caste).

La prima parte di questa pellicola è, tutto sommato avvincente, tanto da catturare facilmente l’attenzione e l’immaginazione dello spettatore.

La regia di Neil Burger, però, ci lascia un po’ perplessi. I movimenti di camera, nelle scene d’azione, sono eccessivi e cercando di dare movimento alla situazione, creano solo confusione.

La seconda parte del film, invece, viene presentata frettolosamente, quasi come se il regista avesse voluto terminare le riprese in fretta. Non vengono spiegati, infatti, alcuni passaggi chiave che siamo costretti a ricercare leggendo il libro da cui questo film è tratto. Inoltre sembra che la storia narrata da questo film sia presentata volutamente sotto un filtro di banalità.

“Divergent” non è il solito filmaccio d’azione, perché con una trama interessante (o per lo meno un contesto particolare, come quello di un mondo post apocalittico) riesce anche a divertire. Purtroppo l’aspetto più interessante di questa pellicola – la stessa trama -, non viene per niente curato.

Il rivale film per adolescenti “Hunger Games” batte di gran lunga il lavoro di Neil Burger, inizialmente avvincente ma poi banale, scontato, noioso.

Francesco Parisini

Commenti

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  1. Scritto da Daniela

    Sono assolutamente d’accordo con krikka: in Italia si fanno solo commediucce sempre con gli stessi attori! Per non parlare del film che ha vinto l’oscar: con chiunque abbia parlato ha sempre ricevuto commenti pessimi!!!! Siamo solo dei criticoni che non riescono ad ammettere che il cinema italiano e’ alla deriva…

  2. Scritto da calma e gesso

    KriKKA fati un brodino (rigorosamnete americano) e rilassati.

  3. Scritto da krikka

    Migliore di hunger games sotto certi aspetti. Ha criticato a non finire il registra dimenticandosi il fatto che questo film è tratto da un libro.La scelta iniziale alla “harry potter” e le similitudini con HG non dipendono dal regista ma dalla scrittrice che ha ideato la storia. È più che passabile, l’ho trovato personalmente piacevole.Ma si sa, in Italia critichiamo i film americani senza renderci conto che noi di film decenti non ne facciamo proprio. Compreso il film vincitore all’oscar.