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La petizione del Cai contro le moto sui sentieri raggiunge 20mila firme

Si sta parlando molto questa settimana della petizione lanciata dal Cai Lombardia per invitare i Consiglieri della Regione a non votare la deroga al divieto di transito imposto ai mezzi motorizzati sui sentieri, sulle mulattiere, sui pascoli e sui boschi delle montagne lombarde: sono già 20mila le firme raccolte.

Un eco mediatico elevato, un tam tam su internet e sui principali social network notevole e costante. Si sta parlando molto questa settimana della petizione lanciata dal CaiLombardia per invitare i Consiglieri della Regione a non votare la deroga al divieto di transito imposto ai mezzi motorizzati sui sentieri, sulle mulattiere, sui pascoli e sui boschi delle montagne lombarde.

Una petizione che non è passata inosseravata come confermano le 20mila firme già raccolte per dire no "alle moto sui sentieri di montagna".

Renata Viviani, presidente del gruppo regionale del Cai, ha espresso tutta la sua soddisfazione: "Volevamo far sentire la nostra voce nel minor tempo possibile – ha spiegato Viviani – perché siamo davvero esasperati da tutti quei mancati controlli che fanno sì che i divieti non vengano mai rispettati. E saliremo ancora".

La petizione, infatti, è ancora aperta: "In queste settimane cercheremo di sensibilizzare l’opinione pubblica su un argomento importante come questo".

Commenti

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  1. Scritto da angelo

    perchè allora non delimitare delle zone dove si possa praticare lo sport motoristico e non solo permettere la cementificazione delle montagne vedi lo scempio di foppolo

    1. Scritto da andrea

      io da motociclista non trovo giusto vietare le manifestazioni e il divertimento della gente accusandoli di distruggere i sentieri secondo me se non ci fossimo noi motociclisti i sentieri cadrebbero a pezzi perchè molti che io pratico sono o invasi dalle spine o pieni di piante cadute che ogni anno passiamo a spostare e a tagliare mentre molta gente che passa a piedi se ne fraga e le lascia li a marcire.

      1. Scritto da Mario

        Sei raro, molto raro, perchè la realtà è che dove passano i motorizzati lasciano sterrate, cascate di fango quando piove, pezzi di moto e scarti di riparazione, oltre a rompere i maroni a quelli che cercano un po di tranquillità nelle poche zone naturali intatte e che per la maggior parte sono più civili e sensibili sulla conservazione del nostro pianeta.

  2. Scritto da Walter Grigioni

    Si potrebbe regolamentare il transito dei mezzi fuoristrada, limitando i periodi temporali di transito e indicando le località accessibili.
    Adottare un sistema che preveda il rilascio di una licenza a titolo oneroso, come per caccia e pesca, permetterebbe di destinare delle risorse economiche al rispristino delle aree percorse dalle motociclette; i moto club sarebbero disponibili anche in prima persona per mantenere decorosamente mulattiere e sentieri usati per la pratica del fuoristrada.

    1. Scritto da Carlo

      Sì però chi quantifica il valore della mia giornata di libertà in montagna a respirare aria sana e scattare fotografie da sogno, rovinata dal rombo e dal fumo dei centauri? Se in chiesa, o sul prato di uno stadio, o su una pista di atletica, o in un teatro per concerti entrasse uno scooter, che senso avrebbe?

      1. Scritto da Macco

        Non esisti solo tu

  3. Scritto da carlo

    questo vale anche per le mtb sui sentieri di alta montagna

  4. Scritto da SE ANCHE TU VUOI FIRMARE

    PER FIRMARE PETIZIONE VAI SU:avaaz.org
    FIRMA ANCHE TU!

  5. Scritto da Artemide Rossetti

    E come la mettiamo con i sentieri allargati dalle ruspe per far arrivare i cumenda nella baita?
    Sono solo le moto che rovinano i sentieri? E le stalle trasformate in ville?

    1. Scritto da Luigi

      Vorrei vedere lei se avesse ricevuto in eredità una proprietà in montagna (tipo baita di un antenato) e a poterla solo “guardare” come una cartolina, perché raggiungibile soltanto a piedi….. E’ il paradosso burocratico italiano: ti concedo la proprietà, ma decido io come e quando la puoi utilizzare… E’ assurdo. Lo stato italiano, allora, renda demaniali tutte le aree dove il privato non può farne un uso civile e domestico… altrimenti il privato, è “costretto” a infrangere la legge!

  6. Scritto da Sezione dei Verdi

    Gentile Redazione, il problema principale non è quello legato al motocross. La norma in questione prevede infatti una forte riduzione delle tutele del bosco e un più facile passaggio da bosco a edificato. Non vorremmo che anche voi (così come molti) vi limitiate a guardare il dito (leggasi motocross) e non la luna (leggasi speculazione edilizia sui boschi). per maggiori informazioni contattateci pure o visitate il nostro sito: http://verdibergamo.weebly.com/

  7. Scritto da Arturo

    Visto che i club anziani invalidi non vuole le moto in giro,io non voglio loro sulle strade,quando vanno alle loro gite amene,a 30 km/h sulle strade dove altri invece lavorano.Raccoglierà firme in internet per abolire il cai ed i suoi pensionati illiberali.Evidentemente si sentono migliori degli altri,con più diritti,credono che i rappresentanti del popolo in Regione si possano ricattare con 4 firme a danno di chi non la pensa come loro in stile renzian europeo.

    1. Scritto da angilberto

      Caro Arturo, non ci sono storie, quando si va in montagna non è certo per affari o per lavoro ma per godersi la pace e i silenzi che ancora queste zone ti regalano. E’ chiaro che le moto vengono sopportate sulle strade anche quando quasi regolarmente vanno dove vogliono… ma sui sentieri di montagna no!!! Sentire questi motori scordati nei boschi e perfino a 2000 mt in prossimità di rifugi, laghetti, pendii, passi.. caro Arturo.. Nooooooooo!!!!!! Prenditi la moto e vai nel Sahara.

    2. Scritto da alex

      Non e’ solo il popolo del club alpino italiano ma migliaia e migliaia di persone che come me (leghista e non renziano), amano la montagna e desiderano che la si rispetti. Distruggere km di mulattiere e sentieri facenti parte del nostro patrimonio storico-culturale non ha piu’ alcun senso. Mi auguro al piu’ presto di poter trovare pubblicati i costi alla collettivita’ dei danni derivati da questa attivita*.

    3. Scritto da TT

      ATTENTO arturo,la vita gira come le ruote del tuo rombante motorone,prima o poi anche tu diventerai VECCHIO…
      Rispetto arturo rispetto e umiltà!

      1. Scritto da Arturo

        Infatti,come ho scritto prima,è lei che minaccia con la prepoitenza tipica del cai.Il rispetto e l’umiltà dovrebbe proprio portarli a chi non la pensa come lei.

  8. Scritto da antonio

    sono accompagnatore di escursionismo CAI è ora di finirla di usare la montagna come un bene di consumo prima o poi -e lo vediamo sempre più- lei si rivolterà contro di noi . Rispettiamola .NO alle moto sui sentieri.. motociclisti e non solo sono contro di lei.Leggiete
    Samivel e poi capir

    1. Scritto da Sergio

      I rifugi CAI sono i primi ad utilizzare mezzi a motore e per l’approvvigionamento (jeep, trial, elicottero, motocarriole) e ad essere una sorta di supermercato in alta quota, con servizi igienici che scaricano chissà dove… Stravolta totalmente la filosofia di rifugio: più simili ad alberghi con comfort superflui, apposta per attirare masse di villeggianti. Detto questo, ovviamente no alle moto!

  9. Scritto da tex

    ma chi raccoglie le firme ? e chi le certifica ? e anche se fossero 30000 non devono e non possono decidere loro

    1. Scritto da G.Comi

      Allora questo vale anche per le firme che stanno raccogliendo i motoclub….O no?! Vedi dove casca l’asino…la vera questione è che scorazzare in ambienti di pregio e delicati come quelli di montagna con trial e quad è una bestialità! E basta poi con il presunti diritti dei fuoristradisti anche i diritti hanno una scala di priorità e quello di chi va in montagna per godere della natura, del silenzio, della contemplazione viene prima del loro!

  10. Scritto da FIRMA ANCHE TU!

    FIRMA ANCHE TU! Su avaaz.org puoi farlo anche tu.
    23mila firme raggiunte ed aumenteranno ancora.

  11. Scritto da Giacomo

    In un mondo dove tutti vogliono vietare tutto, si rischierà di compromettere anche la libertà di fare scialpinismo, alpinismo, perchè è pericoloso per le valanghe e i costi dei soccorsi sono alti, e molte vite umane si sono interrotte.
    Per coltivare le proprie passioni evitiamo gli eccessi, rivendicazioni di diritti inesistenti, altrimenti se si da potere a leggi oppressive prima o poi poco alla volta si perdono pezzi di libertà e di passioni, che possono anche essere diverse

  12. Scritto da Miglio

    Le adesioni all’appello stamattina superano di già le 22.000 ….

  13. Scritto da alex

    A questi consiglieri regionali stanno solo a cuore i voti … e le cadreghe!!! Come sempre scarsa sensibilita’ verso i temi come il territorio e l’ ambiente da parte delle istituzioni. E’ ora di cambiare mentalita’, anche da parte di molti amministratori delle comunita’ di montagna. Non si promuove il territorio regalandolo agli appassionati di mitocross o a quelli delle battute di caccia, se poi per comprare lo strachitund non esiste nemmeno un cartello che indichi le localita’ dove trovarlo