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“S.O.S. Badanti” Nuovo sportello Engim a Brembate di Sopra

Allo sportello, aperto da martedì 1 aprile, potranno rivolgersi sia le famiglie bisognose di assistenza sia gli operatori in cerca di occupazione.

Dal 1 aprile anche Brembate di Sopra avrà il suo sportello “S.O.S. Badanti”. Infatti Engim Lombardia, l’ente di formazione professionale dei padri giuseppini del Murialdo attivo da 3 anni nel territorio comunale, è stato scelto dalla Provincia di Bergamo e dall’Azienda Speciale Consortile Isola Bergamasca e Bassa Val San Martino come partner nella rete di sportelli per assistenti e collaboratori familiari.

Il direttore di Engim Lombardia Giuseppe Cavallaro afferma: “Si tratta sicuramente di una scelta "strategica" in quanto Engim forma ogni anno circa 200 allievi nei corsi regionali per ausiliario socio-assistenziale (Asa) e operatore socio-sanitario (Oss) in stretto rapporto con le strutture socio-sanitarie della provincia”.

In particolare, alla nuova sede di Brembate di Sopra in via 4 novembre 23, sarà attivo uno sportello a cui potranno rivolgersi sia le famiglie bisognose di assistenza sia gli operatori in cerca di occupazione. I candidati saranno inseriti – previa verifica di specifici requisiti che attengono al titolo di studio posseduto e/o agli anni di esperienza lavorativa – nell’albo provinciale degli assistenti familiari e, in stretta collaborazione con i Servizi Sociali del Comune di Brembate di Sopra, verranno selezionati e proposti alle famiglie che ne hanno fatto richiesta.

Cavallaro evidenzia: “La peculiarità dello sportello di Engim è quella di rivolgersi anche alle famiglie. Infatti di per sé lo sportello prevede solo la ricezione delle candidature. ENGIM ha deciso di affiancarsi ai Servizi Sociali del Comune nell’accogliere i bisogni delle famiglie, consapevole che la vera difficoltà è proprio quella che le famiglie "si aprano". Questa criticità è stata condivisa con l’assistente sociale S. Indelicato. Quindi, mentre è scontato che – soprattutto in questo momento di crisi – ci sia una forte domanda di lavoro non è automatico che le famiglie dichiarino i bisogni di assistenza domiciliare per il proprio caro. Da questo punto di vista per me l’articolo è molto importante come stimolo per le famiglie stesse”.

Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Sempre privilegiati questi enti della chiesa, arrivano proprio dappertutto! Perchè non affidare il servizio a cooperative sociali non confessionali?Andate a vedere quanti soldi ricevono dalla regione, oltretutto non si capisce perchè le famiglie dovrebbero “aprirsi” di più a loro che ai servizi sociali del comune. Così va l’Italia…