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Presidio per Di Matteo, petizione per bomb jammer per prevenire attentati fotogallery

In occasione del presidio con fiaccolata davanti alla prefettura, il Movimento delle Agende Rosse ha dato il via a una petizione per chiedere che il ministro Alfano mantenga la promessa di assegnare il bomb jammer a tutela del pm antimafia Nino Di Matteo e per esprimere solidarietà ai magistrati minacciati dalle mafie.

“Vogliamo più tutele per i magistrati minacciati dalle mafie, non vogliamo più piangerli quando è troppo tardi perché, quando sono morti, anche chi ha ostacolato il loro lavoro diventa bravo”. Sono chiare ed eloquenti le parole con cui Adriana Castelli del Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino chiede maggiori tutele per i pm impegnati nell’antimafia in occasione del presidio con fiaccolata della serata di giovedì 3 aprile davanti alla prefettura di Bergamo.

Il sit-in, organizzato dal Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, Tavola della Pace Valbrembana e Collettivo Bee 3, è nato dall’appello lanciato dallo stesso Salvatore Borsellino – fratello di Paolo, magistrato assassinato nel ’92 – per dotare la scorta di Nino Di Matteo di un bomb Jammer.

Si tratta di un dispositivo per proteggere il pm da eventuali attentati ai suoi danni. Per questo, nel corso dell’iniziativa, che chiude un ciclo di tre incontri organizzato da queste tre associazioni per conoscere la trattativa Stato – Mafia, il Movimento delle Agende Rosse ha dato il via a una petizione, una raccolta firme rivolta a tutti i cittadini, per chiedere che il dispositivo di sicurezza venga assegnato al pm Di Matteo. Adriana Castelli evidenzia: “Serve che la scorta di Nino Di Matteo, in pericolo di vita, sia subito dotata di un bomb jammer per impedire un’ennesima strage. Il 3 dicembre scorso il ministro Alfano, titolare del Viminale, assicurò che era stato reso disponibile l’uso del bomb jammer a tutela del magistrato. Ad ora, però, la promessa non è stata ancora mantenuta: noi, quindi, chiediamo che mantenga l’impegno preso. La situazione che sta vivendo il dottor Di Matteo è difficile: Totò Riina ha espresso una sentenza di morte nei suoi confronti, di cui sembra che i mezzi di comunicazione facciano a gara a non parlarne”.

Un bomb jammer è un disturbatore di frequenze utilizzato per impedire ai sistemi di comunicazione radio la ricezione o la trasmissione di segnali: se attivato, per esempio, potrebbe evitare l’utilizzo di ordigni esplosivi radio-controllati a distanza. L’attivista delle Agende Rosse sottolinea: “Il bomb jammer viene usato dal Presidente della Repubblica e dal Presidente del Consiglio, è stato utilizzato anche per la visita di Obama a Roma: perché Di Matteo non può usufruire di questo strumento? Per capirne l’importanza, basta pensare che se i giudici Falcone e Borsellino ne avessero avuto uno montato a bordo delle proprie autovetture, gli attentati in cui hanno perso la vita sarebbero stati sventati”.

Durante lo svolgimento della manifestazione, Adriana Castelli ha letto diverse lettere, tra cui quella scritta dallo stesso Di Matteo il 29 luglio 2013 in cui il pm ringrazia le persone della scorta civica e tutti quanti sono vicini ai magistrati minacciati dalle mafie: “Quando ho appreso che tanti cittadini, da ogni parte d’Italia, stavano organizzando le manifestazioni di oggi, mi sono sinceramente commosso ed ho immediatamente provato un profondo sentimento di riconoscenza e gratitudine nei confronti di tutti Voi. Per me e per i miei familiari il Vostro sostegno e la Vostra solidarietà sono di grande conforto e rappresentano una splendida iniezione di forza ed entusiasmo in un momento difficile. Non solo per la fiducia e la stima che dimostrate di nutrire nei confronti del mio lavoro ma, ancor più, perché la vostra passione civile, la sete di verità e giustizia, la voglia di non cedere alla indifferenza, rappresentano il punto di riferimento più autentico per ogni cittadino che, nutrendosi dei valori della Costituzione, non si rassegna a vederne quotidianamente calpestati i sacri valori di libertà, democrazia, eguaglianza di tutti davanti alla legge. Il Vostro entusiasmo, il Vostro impegno per l’affermazione e l’applicazione concreta dei valori costituzionali, contagerà la parte sana del nostro Paese, e prevarrà sui tanti che purtroppo hanno dimenticato che l’esercizio di un ruolo politico, pubblico, istituzionale, qualunque esso sia, deve innanzitutto ispirarsi alla logica del servizio nei confronti del cittadino, specie del più debole e del più povero. Vi ringrazio perché la Vostra solidarietà e la Vostra sacrosanta aspirazione alla giustizia, sono e saranno più forti, e per me più importanti, dei tanti ed assordanti silenzi istituzionali. Vi ringrazio perché la tensione morale e l’attenzione con la quale seguite il nostro lavoro ci ricordano l’essenza più autentica ed entusiasmante del nostro impegno di magistrati: la ricerca della verità, l’affermazione del diritto come servizio alla collettività, garanzia di uguaglianza ed unica strada per arrivare alla vera libertà. Porterò sempre in me il significato profondo della Vostra solidarietà. Ciò che avete fatto oggi mi rende sempre più convinto ed orgoglioso di continuare a servire il mio Paese, cercando di indossare con dignità la stessa toga di chi ha sacrificato perfino la sua vita per amore della giustizia”.

Per porre la propria firma a sostegno della petizione di Agende Rosse è possibile contattare Adriana Castelli inviando un’email all’indirizzo di posta elettronica adrica@inwind.it

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