BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Pillole di Grande Guerra 1 Origini, cause ed equivoci a cent’anni dal conflitto

Bergamonews inaugura la nuova rubrica “WWI”, acronimo inglese che significa “World War One”, prima guerra mondiale: ed è proprio la Grande Guerra il tema che verrà trattato in “pillole” e a cadenza settimanale dallo storico bergamasco Marco Cimmino.

Più informazioni su

Bergamonews inaugura la nuova rubrica “WWI”, acronimo inglese che significa “World War One”, prima guerra mondiale: ed è proprio la Grande Guerra il tema che verrà trattato in “pillole” e a cadenza settimanale dallo storico bergamasco Marco Cimmino. A 100 anni dallo scoppio del primo conflitto mondiale proverà a raccontare gli eventi suggerendo una serie di riflessioni che permettano di avere una visione più chiara e meno stereotipata.

di Marco Cimmino

Alla fine di luglio di quest’anno, saranno trascorsi cento anni dallo scoppio della prima guerra mondiale: un evento che non solo ha radicalmente e definitivamente cambiato l’Europa, ma che ha anche segnato un punto di non ritorno nella coscienza collettiva dell’umanità.

La ‘guerra delle guerre’ ha seppellito un intero universo di simboli, di convinzioni e di certezze e ne ha creato un altro, certamente più moderno e, se possibile, ancora più disperato. Insomma, ha traghettato il mondo nella modernità.

Ad un secolo da quel fatale 28 luglio del 1914, dopo che sono stati scritti milioni di pagine sulla Grande Guerra, rimangono vivi, paradossalmente, nell’immaginario collettivo, moltissimi equivoci su quel conflitto: sulle sue origini, le sue cause, sulle ragioni dei contendenti, sulle sue conseguenze e perfino sul suo andamento.

Con questa serie di brevi interventi, ci proponiamo, con tutti i limiti di un’operazione del genere, di proporre il racconto di quei terribili eventi, suggerendo una serie di riflessioni che permettano di avere una visione più chiara e, possibilmente, meno stereotipata, della guerra 1914-18: a partire dalle sue origini remote, fino ad arrivare alla descrizione della discussione storiografica che ha avuto inizio subito dopo la sua conclusione, e che non si è ancora esaurita.

Negli anni più vicini a noi, ad esempio, ha prevalso, almeno in Italia, l’idea di una guerra del tutto estranea al sentimento popolare, in cui i soldati combattevano semplicemente perché l’alternativa sarebbe stata essere passati per le armi: una guerra fatta di plotoni d’esecuzione e di un esercito di potenziali disertori.

In modo uguale e contrario, durante il Ventennio venne descritta una guerra di popolo: di volontari garibaldini e di fanti entusiasti di compiere il Risorgimento. Va da sé che entrambe queste versioni si siano rivelate manichee e per nulla scientifiche.

Una storia raccontata per suffragare un’ideologia è sempre una cattiva storia. Cercheremo, quindi, di dar conto dei fatti, giudicandoli, ovviamente, ma evitando le pastoie degli ideologismi ed attenendoci, per quanto possibile, allo stretto giudizio scientifico. Se non sempre ci riusciremo, ne chiediamo venia al lettore in anticipo: sarà, comunque difetto di scienza e non di buona fede.

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da claudio

    Finalmente, era ora che uno storico come M. Cimmino si desse da fare…..credo di averle chiesto …..una biografia su Gennaro Sora .

  2. Scritto da lotty

    Non ne sentivo proprio la mancanza. Le guerre sono sempre una sconfitta.

    1. Scritto da Claudio

      Infatti lo studio serve anche ad evitare futuri disastri. Ah, se nelle scuole si studiasse il fascismo, sai che Paese migliore avremmo?

      1. Scritto da Duc

        Il fascismo come lo vedi tu, o come lo vedono altri.
        I buoni di quì, i cattivi di là. Ma va …. A quel paese.

        1. Scritto da Beppe

          Illuminaci tu allora……

  3. Scritto da Mario

    E dopo tante guerre siamo andati a chiedere ancora alleanza ai nemici compreso l’euro ….Ma ? riflettiamo

  4. Scritto da enrico

    Bellissima iniziativa. Sarà importante ricordare che la miccia di una esplosione così devastante fu accesa dai pressanti interessi economici della rivoluzione industriale. Per ogni guerra è quasi sempre così, si parla di ideologie o etnie, in realtà è una questione di soldi.

  5. Scritto da Fulvio Pellegrini

    Una bella iniziativa che seguirò con molto piacere perchè dalla storia c’è sempre molto da imparare, visto che spesso si ha la tendenza a dimenticare il nostro passato.