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La sua Africa: omaggio a Enrico Prometti con tre mostre in città

L'Africa e i suoi colori, i riti, le evocazioni ancestrali e potenti, gli uomini presi tra una natura inesorabile e rutilante e una storia impervia... Una personalità artistica e una vita eccezionale, quella di Prometti, cui la città di Bergamo e i suoi musei rendono omaggio in una grande mostra diffusa su tre sedi, che inaugura il 4 aprile alle 18 al Museo Storico di Bergamo (Convento di San Francesco).

L’Africa e i suoi colori, i riti, le evocazioni ancestrali e potenti, gli uomini presi tra una natura inesorabile e rutilante e una storia impervia.

E la seduzione, irresistibile, di un altrove che quando lo si incontra lascia il segno indelebile di un’appartenenza arcana e originaria.

Di questa forza sentiva il richiamo Enrico Prometti, profondo conoscitore della realtà africana cui restò legato lungo decenni di frequentazioni, viaggi, traversate del nord e centro-nord del continente.

Una personalità artistica e una vita eccezionale, quella di Prometti, cui la città di Bergamo e i suoi musei rendono omaggio in una grande mostra diffusa su tre sedi, che inaugura il 4 aprile alle 18 al Museo Storico di Bergamo (Convento di San Francesco).

Il racconto dell’itinerario artistico di Enrico Prometti, nato a Bergamo nel ’45 e scomparso nel 2008, prende il via al Museo Storico con la sezione che ospita grandi dipinti, una Crocefissione, disegni, diari e fotografie di viaggio che restituiscono straordinarie visioni dell’Africa e dell’arte rupestre Dogon.

Prosegue con una Grande Maternità afro al Museo di Scienze Naturali "Enrico Caffi" – la cui importante collezione Perolari fu ordinata col contributo dello stesso Prometti e dell’amico artista e architetto Walter Barbero – e si conclude in Gamec dove si potranno godere gioielli, sculture, maschere, fotolitografie, Tarocchi, tutta una costellazione di lavori che danno conto dell’irriducibile eclettismo di un artista di fantasia, originalità e ispirazione intense e vitali.

Il linguaggio di Prometti chiama in causa l’idea di arte totale, dove i rapporti tra codice verbale, visivo, tattile, sono assolutamente trasversali e costanti, a tracciare triettorie di senso a volte vertiginose, a inseguire abissi e ricucire fratture senza mai soddisfarsi di un’unica identità e di risposte definitive. Già nel febbraio 2009, a pochi mesi dalla scomparsa dell’artista, lo Spazio Olim di Bergamo aveva allestito una preziosa mostra di libri d’artista di Prometti, una serie di oggetti-libro o libri-oggetto che documentava la sua incessante ricerca affidata alla deperibilità dei materiali (carta, tessiture, collage, abrasioni e incisioni su cellulosa…) e alla resistenza della memoria.

L’evento ora allestito e voluto dalle principali istituzioni museali cittadine vuole redere il debito omaggio a una personalità dal vigore inconfondibile, capace di fondere ironia e meraviglia per la realtà in tutte le sue forme e di guidarci attraverso scritture, assemblaggi, manipolazioni personalissime lungo percorsi esistenziali, creativi, etno-antropologici di rara fascinazione.

La mostra è accompagnata da un ricco catalogo (ed. Fondazione Credito Bergamasco) a cura di Angelo Piazzoli e Maria Grazia Recanati, con scritti degli stessi e di Walter Barbero, Giorgio Daneri, M. Cristina Rodeschini, Claudio Sugliani, Claudio Visentin e fotografie di Virgilio Fidanza.

Molte e significative le iniziative collaterali: laboratori di fotografia e scrittura al Museo Storico, dove dal 18 aprile (ore 18) sarà allestita anche la mostra "Punti di vista: l’Africa nello sguardo di Tito e Sandro Spini, Carlo Leidi, Walter Barbero" e il progetto sonoro di Francesco Crovetto dedicato a Prometti; al Museo di Scienze il ciclo di conferenze "Arte, cura, memoria: dialoghi con l’Africa" che riunirà importanti studiosi della cultura africana: si parte martedì 8 alle 17.30 con Giovanna Parodi da Passano "Collezionare arte africana: anatomia di una passione"; presso i due musei di città alta visite guidate gratuite alla mostra, laboratori, concerti del mediatore culturale Dudù Kouate.

Per il calendario delle iniziative, www.babelecomunicazione.it

Commenti

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  1. Scritto da cosimo tulinop

    un artista, molto interessante, più che ammirarlo lo si apprezza sempre più