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“Persone serie e riservate” Così ricordano i Magrì gli abitanti di Bottanuco fotogallery

Ecco chi sono le vittime del duplice omicidio suicidio di Bottanuco: Domenico Magrì, 82 anni, imprenditore edile originario di Catania, la moglie Maria Artale, 82 anni, gestiva un'oreficeria in paese con la sorella. Poi la malattia e la vecchiaia, fino al drammatico epilogo di una mattina d'aprile.

Ora non resta che una casa vuota. Una villetta con le facciate rosse e le cancellate bianche come emblema di un dramma familiare. Giovedì 3 aprile, in poco meno di un’ora Domenico Macrì, 82 anni ha ucciso il socio e ammazzato la moglie prima di togliersi la vita.

Ma chi erano i Magrì? "Una famiglia tranquilla. Persone educate, non avevano mai avuto un problema o una discussione con nessuno" li descrivono i vicini di casa, in via Padre Kolbe a Bottanuco. I Magrì abitavano a Bottanuco dal 1968. Domenico Magrì, 82 anni, originario di Catania, si era trasferito con la moglie Maria Artale, 82 anni originaria di Enna. I coniugi erano emigrati dalla Sicilia prima a Sesto San Giovanni, poi per gli impegni di lavoro di Domenico si erano trasferiti a Bottanuco nella villetta di via Kolbe.

Con loro c’erano i figli che sono cresciuti a Bottanuco: Agata, 58 anni, Adalgisa, 53, Alessandra, 50, e Aldo, 44 anni. Le prime tre figlie abitano in provincia di Milano, mentre l’ultimogenito aveva deciso di vivere a Bottanuco. In passato Maria Artale aveva aperto con la sorella una oreficeria a Bottanuco, poi una quindicina d’anni fa l’ictus che aveva colpito Maria, costretta su una carrozzina.

Accudita da una badante ucraina, Maria trascorreva le giornate nella villetta di via Kolbe, mentre Domenico aveva continuato nella sua attività imprenditoriale. "Una persona seria, educata, mai uno screzio con nessuno" osserva un vicino. Che cosa sia successo in quella villetta è sconosciuto a tutti e che ha distrutto la famiglia Magrì.

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