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Oratorio di Montecchio Un gioiello d’arte nel parco di Alzano

L'oratorio del Montecchio nell'omonimo parco di Alzano Lombardo è uno dei gioielli di architettura bergamasca del Novecento. Progettato dall'architetto Virginio Muzio è stato commissionato da Carlo Pesenti, fondatore dell'Italcementi.

Le origini della denominazione del Parco Montecchio ad Alzano Lombardo si rifanno ad un documento dell’allora Comune di Nese datato 10 febbraio 1455, in cui vengono elencati alcuni nomi delle famiglie più ricche e potenti presenti sul territorio tra cui proprio “Johannes qd. Bartholomei Montechi e Jacobus qd. Christophori Montechi”, per cui si deduce l’intitolazione moderna della villa e di tutto il parco.

Successivamente, nel 1547, in altri documenti, si fa riferimento alla famiglia “Montegio” che si era insediata nella villa, ma originari del Veneto: “… nel loco di Montegio… casa di fondi due con portego et pertega prativa vidata” la descrizione delle loro proprietà tra abitazione e parco.

Dopodichè, si arriva nel tardo 1700 e la villa passa dalle mani della famiglia Montegio alla famiglia Batta Ballis di Alzano, dalla famiglia Batta Ballis alla famiglia De’ Capitani e verso il 1815 passa nelle mani della potente famiglia Gritti Morlacchi fino al 1882, anno in cui l’intera proprietà venne venduta alla famiglia di Carlo Pesenti, uno dei fondatori dell’Italcementi.

All’interno del parco, Carlo Pesenti affidò all’architetto Muzio il compito di costruire la sua grande villa, attualmente sede della biblioteca cittadina. 

Grande amante di cavalli, Pesenti diede inoltre il compito di costruire decine di stalle per le sue amate creature e di creare un cerchio dalle grandi dimensioni per le gare con cui intratteneva i suoi ospiti: da notare che l’attuale parco ricopre una superficie minore di quella che era un secolo fa poiché la proprietà arrivava a comprendere tutta la chiesa di San Pietro fino a parte di via Paleocopa e quando il Comune decise di costruire l’attuale strada provinciale, l’anello della pista da un chilometro passò alle dimensioni attuali (circa 800 metri), senza togliere il primato di pista da corsa in un parco privato più grande di tutta la Lombardia.

Nel 1942, la villa fu anche trasformata nella sede centrale della LuftWaffe la quale aveva allestito un campo minore di aviazione nell’aeroporto di Orio al Serio.

Oltre la villa, Pesenti decise di costruire un piccolo Oratorio privato proprio di lato alla sua magnifica villa e rivolta verso il parco. L’architetto Muzio, che aveva partecipato alla costruzione della quarta guglia del Duomo di Milano, costruì l’opera proprio in stile gotico, di piccole dimensioni, ma nello stesso tempo raffinata e curata in ogni piccolo dettaglio tanto da essere classificata come unica nel suo genere in tutta la Valle Seriana. La decisione di costruire l’oratorio in stile gotico, si deve principalmente alla profonda conoscenza del Muzio per cui un luogo di culto doveva immancabilmente essere costruito in quello stile poiché rappresentava proprio la preghiera ed il profondo rispetto per Dio o in un ragionamento strettamente “architettonico” quello stile si fondeva magnificamente con il concetto di realizzare un parco “paesaggistico”.

Non a caso infine la scelta di posizionarlo in quel preciso luogo ovvero nella parte più prossima alla villa e circondato da una folta vegetazione proprio per isolarlo e renderlo ancora più pittoresco e suggestivo. Per quanto riguarda la composizione della struttura si tratta di un primo esempio ben riuscito della tecnica di costruzione con graniglia bianca: calcestruzzo composto da cemento bianco con sabbia e pietrisco chiaro, quasi certamente marmo.

Tre i metodi di lavoro utilizzati cioè a scalpello, a martellina e a bocciarda, che hanno determinato i gradi di rifinitura di tutta l’opera così come il gioco chiaroscurale, principale espediente per il quale si è potuto dare spazialità e plasticità a questa piccola opera di dimensioni, ma di grande dimensioni per il valore architettonico che apportava all’intero parco. Inspiegabilmente difficile trovare altre informazioni più dettagliate in merito a questa bellissima opera architettonica, completamente dimenticata dalla storiografia locale, ma che, con questo mio articolo, spero si possa smuovere qualcosa per farla tornare al centro dell’attenzione di tutti noi cittadini e non.

Mattia Barcella

 

PER SAPERNE DI PIU’

Studi approfonditi sull’oratorio Pesenti si possono trovare nel volume di M. Carlessi e F. Bonomi, "Ville con parco e villini in Alzano Lombardo, La residenza borghese tra Ottocento e Novecento", Alzano Lombardo, 1999.

L’Oratorio Pesenti è stato oggetto di rilievo analitico e puntuale, sia nel disegno che nelle modalità realizzative, dall’architetto Mariangela Carlessi che ha compiuto una analisi storica e tecnologica approfondita sul cemento bianco, e che ha avuto modo di compiere analisi chimico-petrografiche su diverse porzioni del manufatto grazie alla prestigiosa collaborazione col CNR di Milano, centro "Gino Bozza" di Milano.

Questi studi sono stati pubblicati in M. Carlessi, R. Bugini, "Stucchi neogotici col Portland bianco. L’Oratorio Pesenti in Montecchio (Alzano Lombardo)", in Lo Stucco, Atti del XVII Convegno Scienza e Beni Culturali, Bressanone, luglio 2001, pp. 469-82.

 

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