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Gandino, bagarre in Comune sulla rete del gas La Lega abbandona l’aula

Il gruppo di minoranza della Lega Nord, mercoledì 2 aprile, ha abbandonato l'aula del consiglio comunale dopo che il sindaco, Elio Castelli, ha vietato al consigliere del Carroccio Mirko Brignoli di far intervenire un tecnico di Anita Srl (società partecipata del Comune di Gandino) nella prospettiva delle gare di ambito per l'assegnazione del servizio distribuzione gas.

Bagarre in consiglio comunale a Gandino mercoledì sera. Durante la seduta del Consiglio Comunale di Gandino il Gruppo consiliare di minoranza ha abbandonato l’aula in segno di protesta dopo la votazione sulla mozione presentata dal Consigliere Mirko Brignoli (Lega Nord) che proponeva al Consiglio di conferire ad Anita S.r.l., Società della quale il Comune di Gandino è azionista, le reti gas nella prospettiva delle gare d’ambito.

Al fine di illustrare anche dal punto di vista tecnico la mozione, la quale presentava un certo grado di complessità, il Consigliere Brignoli aveva contattato Anita S.r.l. affinché inviasse un proprio responsabile in Consiglio Comunale. La protesta è sorta nel momento in cui il Sindaco, Elio Castelli, ha vietato al Consigliere Brignoli di dare la parola al suddetto tecnico, giustificando la propria opposizione con il fatto di non essere stato informato della sua presenza. Il Consigliere Brignoli ha quindi immediatamente protestato, evidenziando come il Comune di Gandino fosse informato da mesi dell’operazione e sapesse della mozione da due settimane. Inoltre il Sindaco, anticipando la deliberazione del Consiglio, ha detto che comunque “loro” erano contrari all’operazione. Brignoli, sottolineando la gravità di questa anticipazione della dichiarazione di voto, peraltro non espressa dal Capogruppo, ha comunque qualificato intollerabile questa pregiudizialità verso le proposte della minoranza. Indipendentemente dalle decisioni del consiglieri, era opportuno sentire la relazione di un tecnico competente per rispetto dei Cittadini, i quali avrebbero avuto modo di giudicare quale decisione, in un senso o nell’altro, era giusta o sbagliata.

La protesta concretizzatasi con l’abbandono dell’aula al termine della votazione sulla mozione è stata raccolta e condivisa anche dal Consigliere Pierina Bonomi (Capogruppo di minoranza) e dal Consigliere Marco Ongaro.

"Siamo esterrefatti del comportamento del Sindaco – dichiara Brignoli -. Già in altre occasioni ha ignorato la minoranza con alcune gaffe (come in una seduta durante la quale all’atto del voto ha chiamato i favorevoli, la maggioranza, senza chiamare i contrari) ma qui si è superato ogni limite. Impedire ad un tecnico (peraltro non di parte, ma dipendente dalla Società della quale lo stesso Comune di Gandino è socio!) di illustrare l’operazione nel dettaglio operativo, calpestando così di fatto la possibilità del Consigliere proponente di motivare la propria mozione con cognizione di causa e con esaustività è assolutamente una violazione dei più elementari diritti di democrazia. Non ho mai visto in nessun Consiglio una cosa del genere. Mai il nostro Gruppo ha sollevato eccezioni quando la maggioranza si è servita di tecnici esterni per illustrare le loro proposte, e ci aspettavamo un comportamento analogo da parte loro".

"Abbiamo deciso di restare comunque per la votazione in quanto, avendo io proposto la mozione ed essendo noi convinti della bontà dell’operazione, volevamo comunque affermare questa nostra convinzione ed agire con responsabilità – prosegue Brignoli -. Nel merito posso solo dire che il Comune di Gandino ha perso l’occasione di decidere il destino delle proprie reti gas. Queste infatti dovranno comunque essere conferite in ambiti: con la mozione avremmo scelto noi a chi conferirle, ed in particolare sarebbero state conferite ad una Società della quale il Comune è socio, con un valore in caso di conferimento decisamente superiore rispetto al valore senza nessuna operazione di conferimento. In altre parole approvando la mozione le reti sarebbero state valutate euro 1.830.500 pagabili all’espletamento delle gare d’ambito, mentre senza alcuna operazione verrebbe riconosciuto solo euro 980.651,00 pagabili a rate in circa 35-40 anni. Sindaco e maggioranza dovranno spiegare ai Gandinesi come mai hanno rinunciato ad ottenere più soldi e più in fretta, peraltro in questo modo e senza ascoltare un tecnico competente. Il tutto con possibile danno per le casse comunali e altri possibili problemi di natura tecnica che potrebbero aggravare questa scelta. Si badi: l’operazione non ha colore politico in quanto è stata trasversalmente adottata dalla quasi totalità dei comuni soci di Anita S.r.l., anche del centro sinistra”.

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