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Il ritorno di De Luca, il nuovo simbolo dell’Atalanta che sogna

Il talento varesino classe '91 sta sfruttando appieno l'opportunità che mister Colantuono gli ha regalato con l'infortunio di Maxi: due gol nelle ultime due partite da titolare sono un segnale chiarissimo e una spinta non indifferente per i nerazzurri che, anche grazie a lui, stanno volando verso l'Europa.

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E alla fine è arrivato ancora lui, Giuseppe De Luca, uno che quando serve sa sempre rispondere presente. I suoi ultimi due gol sono serviti a spianare la strada dell’Atalanta contro Livorno e Bologna, contribuendo alla crescita del grande sogno dei tifosi bergamaschi che, dopo anni passati a lottare per la salvezza, ora sono tornati a sentire il profumo dell’Europa.

Stretto nella morsa di due nomi pesanti quali sono quelli di Denis e Maxi Moralez, l’attaccante varesino non è mai stato un titolare fisso da quando, nell’agosto del 2012, è sbarcato sotto le Mura venete. Panchina, panchina e ancora panchina per la Zanzara, che si è sempre dovuto accontentare di qualche manciata di minuti nei finali di gara e di un numero assai ridotto di apparizioni da titolare, soprattutto in Coppa Italia.

Scorza dura e carattere di ferro, quelli del ragazzino classe 1991, che di arrendersi non ne ha proprio voluto sapere in questi diciannove mesi da bergamasco. Anche quando le cose sembravano andare sempre peggio. Un anno fa, nel mercato di gennaio, l’arrivo del promettentissimo Livaja e il colpo-Brienza parevano chiudere definitivamente i suoi spazi e in molti, già nella scorsa estate, erano sicuri che il buon De Luca sarebbe partito da Bergamo. Si è parlato di un ritorno nella sua Varese o di un prestito in cadetteria. Ma lui no, non ha mai voluto lasciare quella che, solo un anno prima, aveva preso come una scommessa personale. Per questo si è rimboccato le maniche e ha continuato a lavorare come se nulla fosse, aspettando il suo turno senza mai alzare la voce. E quando il suo turno è arrivato non ha mai toppato: quest’anno, ad esempio, in Coppa Italia ha realizzato tre gol in tre partite (sempre da titolare contro Bari, Sassuolo e Napoli); tre gol anche in campionato con tre apparizioni dal primo minuto. Solo gol pesanti, quindi, per un ruolino di macia non certo indifferente per uno che ha faticato ad ambientarsi nella massima serie e che, a 23 anni da compiere ad ottobre, di strada da fare ne ha ancora parecchia.

Il rapporto con Colantuono è quello di un padre col figlio. Celebre la sfuriata che il tecnico di Anzio fece al suo attaccante nella passata stagione, dopo il gol di De Luca in Coppa Italia col Cesena: "Delù, se diventi lezioso ti do un pugno". Il mister, però, nonostate le strigliate e le tirate d’orecchio, ha sempre dimostrato di credere nell’ex Varese che in allenamento non perde mai l’occasione per mettersi in mostra.

Insomma, quel rinforzo in attacco che in molti a gennaio invocavano l’Atalanta ce l’aveva in casa: in pochi, pochissimi se n’erano accorti. E con questo De Luca il sogno europeo – per quanto complicato possa sempre essere – appare un po’ meno lontano.

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Commenti

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  1. Scritto da Fulvio

    Quanto lo rimpiangono DE LUCA i tifosi varesini ridotti ad un misero campionato,miseri giocatori e misera dirigenza!!! Marino, non mollare sto ragazzo, crescerà ancora

  2. Scritto da nino cortesi

    I rinforzi li abbiamo già, vero, ne abbiamo tanti per fortuna e spiccano Benalouane e Estigarribia.
    Ora il passo in avanti sta nella scelta dei migliori. Cosa non semplice e da fare appena finito il campionato. In questo la società ci ha saputo fare benissimo.
    Intenditori!!!