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Banca alimentare della Bcc Contributo in 14 paesi per beni di prima necessità

Per il quinto anno consecutivo la Banca della Bergamasca promuove il progetto “La Banca Alimentare della Bcc – in prima fila contro la povertà” a sostegno dei bisognosi: con un plafond ulteriormente incrementato rispetto ai 50mila euro dello scorso anno il contributo andrà nei 14 paesi in cui è presente una fliale.

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Sostenere le famiglie indigenti dei 14 paesi in cui è presente una sua filiale: con questo obiettivo la Banca della Bergamasca per il quinto anno consecutivo destina un contributo per l’acquisto di beni di prima necessità. Per il 2014 previsto un ulteriore incremento del plafond rispetto ai 50 mila euro dati in gestione lo scorso anno a parrocchie e comuni. La cifra verrà comunicata alle organizzazioni il 2 Aprile in occasione della presentazione dell’iniziativa.

Con oltre 80 tonnellate di generi di prima necessità forniti negli ultimi 4 anni alle famiglie bisognose, la BCC della Bergamasca affronta con la consapevolezza di prendere parte ad un progetto “realmente utile”, anche il 5° anno di “La Banca Alimentare della Bcc – in prima fila contro la povertà”. L’iniziativa, che sarà presentata il 2 Aprile alle ore 20.45 nella Sala Convegni della sede di Zanica, vede l’Istituto di Credito al fianco di circa 160 volontari di alcune delle organizzazioni socio-umanitarie del territorio bergamasco.

Da Maggio a Dicembre, le famiglie che versano in situazioni di difficoltà nei 14 paesi in cui è presente una filiale della BCC avranno a disposizione beni di prima necessità per affrontare la quotidianità. Ad occuparsi dell’acquisto e della distribuzione di tutti quei generi alimentari o di pronto utilizzo indispensabili per agevolare la vita di chi versa nel bisogno, sarà un referente indicato dalla Parrocchia o dal Comune locale. Per 8 mesi i nuclei più poveri di Azzano San Paolo, Berzo San Fermo, Borgo di Terzo, Comun Nuovo, Grassobbio, Grone, Levate, Pedrengo, Scanzorosciate, Spirano, Stezzano, Torre Boldone e Zanica potranno così contare su un contributo concreto per far fronte alle problematiche legate al difficile momento economico in cui versa anche la bergamasca.

A tratteggiare la situazione della nostra provincia, approfondendo tematiche legate “alle povertà”, al “primo aiuto” e alle situazioni di “indigenza dei singoli come delle famiglie”, il 2 Aprile, sarà Don Fausto Resmini, cappellano del carcere di Bergamo e figura di riferimento della Comunità Don Milani. Durante l’incontro, aperto a tutto il pubblico, verrà anche comunicato il plafond 2014, incrementato rispetto a quello dello scorso anno (50 mila euro).

“Sin dalla sua fondazione – spiega il Presidente della BCC Gualtiero Baresi – la Banca della Bergamasca ha fatto propri valori forti come mutualità, attenzione alle necessità del territorio, supporto del distretto e partecipazione alla vita comunitaria. Questo progetto sociale, che ci sentiamo di sostenere per il quinto anno consecutivo, ne è l’ideale rappresentazione. Siamo consapevoli che la forza del nostro Paese sono le persone e il territorio, avere un ruolo attivo nel sostenerli fa parte del nostro sentire. In un periodo storico profondamente segnato dalle difficoltà economiche è nostro preciso compito agire”.

Forte di questa consapevolezza, dal 2010 – anno della prima edizione di “Banca Alimentare – in prima fila contro la povertà” – la BCC ha destinato una cifra via via crescente per coprire le richieste di intervento spesso segnalate da Comuni e Parrocchie. Dai 17.000 euro del 2010 si è infatti passati ai 25.600 euro del 2011 sino ai 30.200 del 2012 e 50.000 del 2013. Un plafond quasi triplicato in soli 4 anni.

“Il contributo che andremo a destinare a questa iniziativa – puntualizza Marino Ghilardi, Direttore Generale della BCC della Bergamasca – è frutto del confronto diretto con le istituzioni locali che, informate sulle condizioni della cittadinanza, sono in grado di tratteggiarne al meglio i reali bisogni. In un periodo in cui il precariato lavorativo ha gravi ripercussioni proprio sulla gestione famigliare, è nostro compito far sentir la nostra presenza a tutti quei nuclei che si trovano in difficoltà, cercando di supportarli concretamente”.

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