BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Aprea sul Modello Bergamo: “Concretezza ed efficacia Un esempio per la Regione”

L’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea ha partecipato lunedì mattina alla riunione della Cabina diregia del Modello Bergamo: “Abbiamo obiettivi condivisi. Il Modello Bergamo è un modello per tutta la Regione”.

Più informazioni su

Di carne al fuoco ce n’è un bel po’ e nelle prossime settimane in Regione si dovrebbe passare dalle enunciazioni agli interventi concreti. Nel frattempo l’assessore regionale all’istruzione, formazione e lavoro Valentina Aprea, lunedì mattina a Bergamo, ha fatto propria buona parte degli stimoli giunti dalla Cabina di regia del Modello Bergamo a cui partecipano Confindustria Bergamo, Imprese & Territorio, i sindacati Cgil Cisl e Uil, Ance Bergamo, Camera di Commercio e Provincia.

“Qui c’è concretezza ed efficacia e questo spiega – ha sottolineato l’assessore – perché una buona parte dei 1.351 milioni investiti complessivamente nelle politiche di istruzione e lavoro siano stati impiegati in questo territorio. Il Modello Bergamo è un modello per tutta la regione”.

Lavoro e formazione sono stati al centro dell’incontro nella sede di Confindustria Bergamo, a cui presto ne seguirà un altro a Milano di carattere tecnico. Sul tema del lavoro, in riferimento ai contenuti del recente Protocollo Territoriale del 10 marzo, sono stati condivisi la necessità di un sostegno per le iniziative a supporto dell’adozione di interventi di flessibilità organizzativa orientati a favorire la stabilizzazione dei rapporti di lavoro anche valorizzando la prossima iniziativa regionale “Garanzia Giovani” per l’inserimento al lavoro di giovani fino a 30 anni di età; inoltre si valuterà l’allargamento del progetto regionale "ponte generazionale" rendendolo fruibile direttamente dalle aziende della provincia di Bergamo.

Il ponte ha l’obiettivo di accompagnare alla pensione i lavoratori più anziani, cui manchino al massimo 36 mesi per il conseguimento del diritto alla pensione, e di favorire l’ingresso di giovani in azienda. Il lavoratore anziano e l’azienda decidono di trasformare il rapporto da tempo pieno a part-time, ma il lavoratore beneficia di una copertura contributiva piena, a carico della Regione. Allo stesso tempo l’azienda si impegna ad assumere giovani con contratto di apprendistato o a tempo indeterminato, assicurando la realizzazione di un saldo occupazionale positivo in azienda.

E ancora, si è parlato della riproposizione, con adattamenti, del bando “sostegno del welfare aziendale ed interaziendale e della conciliazione famiglia – lavoro” e della destinazione di risorse alla formazione continua del personale in cassa integrazione, adattando il sistema dotale regionale per renderlo maggiormente inclusivo.

Completano i punti dedicati al lavoro l’incentivazione delle reti territoriali (ad esempio i Poli Tecnico Professionali) a sostegno dei tirocini curriculari, dell’alternanza scuola lavoro e dell’apprendistato.

Sul fronte istruzione e formazione si è condivisa la necessità di una ricerca organica sulle figure professionali maggiormente richieste dai territori, valorizzando i contributi di ricerche sviluppate dalle associazioni e i dati disponibili in Regione; inoltre lo sviluppo di una sperimentazione territoriale per la gestione integrata dei processi di orientamento e programmazione, in linea con i fabbisogni professionali territoriali; l’ulteriore sostegno al programma di attuazione delle reti già formalizzate tramite i Poli Tecnico Professionali, valorizzando iniziative di alternanza scuola-lavoro e apprendistato; infine il possibile sviluppo di nuove reti di Poli Tecnico Professionali centrate sui fabbisogni di gruppi di imprese del territorio, attraverso iniziative specifiche e complementari rispetto all’istruzione superiore e ridefinendo il ruolo degli IFTS e ITS.

“Per quanto riguarda il tema del lavoro – ha sottolineato il presidente di Confindustria Bergamo Ercole Galizzi – abbiamo chiesto alla Regione di sostenerci nell’adozione del Protocollo generale per lo sviluppo del territorio firmato insieme con Cgil, Cisl e Uil. Anche il tema della formazione è di estrema importanza e le imprese sono sempre più sensibili. In questo ambito, per esempio, sarebbe importante la partecipazione di reti d’impresa, e non solamente delle singole imprese, ai percorsi per gli Istituti tecnici superiori Its”.

Questi nuovi istituti si pongono come anello mancante fra la formazione di base e il mondo del lavoro, promuovendo corsi ad alta specializzazione e spendibilità. Un esempio recentissimo, come ha ricordato il direttore generale di Confindustria Bergamo Guido Venturini, è il nuovo ITS meccatronica di cui si è costituita la Fondazione che realizzerà dal prossimo autunno due percorsi formativi biennali uno all’Itis Paleocapa, l’altro a Sesto San Giovanni, grazie alla partecipazione diretta di diverse aziende, fra cui le bergamasche Cosberg, Losma, Sematic, Siad Macchine Impianti, SMI e Schneider Electric.

Riportare i lavoratori sul mercato e favorire il collegamento fra scuola e lavoro sono i nostri due grandi filoni di azione – ha sottolineato l’assessore Aprea – e con il mondo delle imprese abbiamo raggiunto grande sintonia. Ben vengano, sul fronte del lavoro, gli accordi come quello bergamasco, che rendono ancora più efficace l’azione della Regione. Per quanto riguarda la formazione, gli ITS sono una risposta importante, così come la formazione professionale di qualità e gli IFTS, i corsi annuali di Istruzione e formazione tecnica superiore. La mia presenza a Bergamo è dovuta anche alla premiazione dei ragazzi che hanno concluso il primo biennio ITS dedicato alle biotecnologie e la grande soddisfazione è che con il diploma ritireranno anche il contratto di lavoro, perché si tratta di una specializzazione fortemente richiesta. Parallelamente c’è una grande richiesta di operatori meccanici non soddisfatta. Come Regione puntiamo a misure concrete come il bando sull’edilizia scolastica per interventi inderogabili, con un fondo di 2 milioni di euro, e il lancio della ‘Garanzia giovani’ (178 milioni di euro) per favorire il primo contatto dei giovani con il lavoro. In Lombardia ci sono 150 mila giovani fra i 15 e i 24 anni che non studiano e non lavorano e ogni anno 70 mila giovani concludono il loro percorso scolastico senza aver mai incrociato per un solo giorno il mondo del lavoro. Solo procedendo insieme fra scuola e imprese si potrà far crescere il territorio”.

“Abbiamo presentato compatti le nostre istanze – ha sottolineato Luigi Bresciani, segretario generale Cgil Bergamo – come sindacato non abbiamo paura della flessibilità se porta lavoro e se si tratta di lavoro qualificato meglio ancora”.

Rossana Pecchi

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.