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Al cinema in settimana Da “Captain America” alla “ladra di libri”

Tra i titoli in programma nei cinema di Bergamo e provincia in settimana spiccano “Captain America – Il soldato d’inverno”, film d’azione diretto da Anthony e Joe Russo, con protagonista Chris Evans, e “Storia di una ladra di libri”. Non mancano le pellicole del momento, come “Quando c’era Berlinguer” di Walter Veltroni, “Amici come noi” e “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”. Ecco la panoramica completa dei film proposti nelle sale in Bergamasca.

La settimana al cinema si apre all’insegna di “Captain America – Il soldato d’inverno”, film d’azione diretto da Anthony e Joe Russo, con protagonista Chris Evans.

Tra i titoli che si possono vedere nelle sale cinematografiche di Bergamo e provincia, poi, spiccano “Storia di una ladra di libri” e “Quando c’era Berlinguer” di Walter Veltroni. Non mancano le pellicole del momento, come “Amici come noi” e “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”. Vi proponiamo qui di seguito la panoramica completa dei film proposti nelle sale in Bergamasca.

LUNEDI’ 31 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035248330

“Lei”, 126min – Commedia – Doppiato, alle 21;

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎ – ‎Commedia‎ – ‎Doppiato‎, alle 21;

“Quando c’era Berlinguer”, 117min – Documentario, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Storia di una ladra di libri”, 131min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“La luna su Torino”, 90min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035251339

“Jobs” (lingua originale con sottotitoli), 128min – Biografico – Doppiato, alle 21;

“Yves Saint Laurent”, 100min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Captain America – Il soldato d’Inverno” (NO 3D), ‎124min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:45, alle ‎20:45 e alle ‎22:10;‎

“Storia di una ladra di libri”, ‎131min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:50 e alle ‎22:40;‎

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:15‎, alle 19:50 e alle ‎22;‎

“Captain America – Il soldato d’Inverno” (3D), ‎124min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30 e alle ‎20:30;‎

“Non buttiamoci giù”, ‎96min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20:20 e alle ‎22:35;‎

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Cuccioli – Il paese del vento”, ‎80min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30;‎

“Mr. Peabody e Sherman”, ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎19:40;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle‎ ‎20 e alle ‎22:30.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Non buttiamoci giù”, 96min – Commedia – Doppiato, alle 21 (promozione: ingresso a 4 euro per tutti).

NUOVO CINETEATRO ALBINO in piazza San Giuliano ad Albino – 035 751490

“Mr. Peabody e Sherman” (NO 3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

MARTEDI’ 1 APRILE

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035248330

“Lei”, 126min – Commedia – Doppiato, alle 21;

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎ – ‎Commedia‎ – ‎Doppiato‎, alle 21;

“The Wolf of Wall Street” (film in lingua originale sottotitolato in italiano), ‎180min‎ – ‎Thriller‎ – ‎Doppiato‎, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Storia di una ladra di libri”, 131min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“La luna su Torino”, 90min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035251339

“Five broken Cameras”, 94min – Documentario – Doppiato, alle 20.45, con la presenza straordinaria del regista e la presentazione a cura di Paola Gandolfi – Università degli studi di Bergamo;

“Yves Saint Laurent”, 100min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Captain America – Il soldato d’Inverno” (NO 3D), ‎124min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:45, alle ‎20:45 e alle ‎22:10;‎

“Storia di una ladra di libri”, ‎131min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:50 e alle ‎22:40;‎

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50 e alle ‎22:40;‎

“Captain America – Il soldato d’Inverno”, ‎124min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30 e alle ‎20:30;‎

“Non buttiamoci giù”, ‎96min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20:20;‎

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Cuccioli – Il paese del vento”, ‎80min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30;‎

“Mr. Peabody e Sherman”, ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎19:40;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎22:30;‎

“Belle e Sebastien”, ‎98min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 18:30 e alle ‎21:30.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Nebraska”, 115min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

NUOVO CINETEATRO ALBINO in piazza San Giuliano ad Albino – 035 751490

“Vado a scuola”, ‎75min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

MERCOLEDì 2 APRILE

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035248330

“Lei”, 126min – Commedia – Doppiato, alle 21;

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎ – ‎Commedia‎ – ‎Doppiato‎, alle 21;

“Quando c’era Berlinguer”, 117min – Documentario, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Storia di una ladra di libri”, 131min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“Ghost in the shell arise – prima parte”, 82min – Fantascienza – Doppiato, alle 21.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035251339

“Il capitale umano”, 104min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“Yves Saint Laurent”, 100min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Captain America – Il soldato d’Inverno” (NO 3D), ‎124min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:45, alle ‎20:45 e alle ‎22:30;‎

“Storia di una ladra di libri”, ‎131min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:50 e alle ‎22:40;‎

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50 e alle ‎22;‎

“Captain America – Il soldato d’Inverno” (3D), ‎124min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30 e alle ‎20:30;‎

“Non buttiamoci giù”, ‎96min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20:20;‎

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Cuccioli – Il paese del vento”, ‎80min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30;‎

“Mr. Peabody e Sherman”, ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e‎ alle ‎22:30;

“La grande bellezza”, 142min – Drammatico – Doppiato, alle 18:30 e alle 21:30.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Nebraska”, 115min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

Ecco le informazioni pellicola per pellicola.

– “Lei”. Theodore è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un’intelligenza artificiale sorprendentemente "umana", arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.

– “Allacciate le cinture”. Nell’arco di tredici anni, a partire dai duemila, in una Lecce che scopre il piccolo grande boom economico pugliese, due giovani autoctoni (agli antipodi per estrazione sociale, convinzioni ideologiche, aspirazioni e frequentazioni) si odiano, si amano, si tradiscono, fanno esperienza della dolore e dell’ombra della morte, insomma vivono. Lei si chiama Elena, di buona famiglia, con ambizioni imprenditoriali, abbandonati gli studi si mette a fare la cameriera, divertita dalla cosa e dal sogno di mettere su un locale tutto suo, spalleggiata dall’amico Fabio, gay e fantasioso. Lui si chiama Antonio, proletario da cartolina, fa il meccanico, è omofobo, ma ha una solida cultura del corpo con tanto di tatuaggi che rasentano la vertigine dell’osso sacro, vagamente razzista, insomma non un buon partito per una ragazza borghese di provincia. I due, fatalmente, si incontrano e si scontrano in una giornata di pioggia, sotto la pensilina densamente affollata di una fermata dell’autobus. Scatta la scintilla che lavora sui contrari, che tanto si sa poi si attraggono. E così sarà. Elena e Antonio, contro il loro stesso ambiente, si innamoreranno e dovranno sostenere le prove della vita e soprattutto quelle della malattia che colpirà lei tredici anno dopo il loro primo incontro. Ospedali, sedute di chemioterapia, capelli che cadono, magrezza insana, occhi segnati… Ma all’improvviso le frecce lineari del tempo sembrano convergere forzandosi a disegnare un cerchio.

– “Quando c’era Berlinguer”. Enrico Berlinguer ricostruito attraverso immagini di repertorio e interviste a chi l’ha conosciuto, ha vissuto e lavorato al suo fianco. Con poco riguardo per la vita personale e una marcata attenzione per la vita professionale viene ricostruito il percorso che l’ha reso il leader più amato del suo partito, un simbolo di rettitudine politica, un modello stimato anche dalle parti opposte dello schieramento. Quando c’era Berlinguer si pone la più giusta tra tutte le domande che occorre porsi parlando di Enrico Berlinguer oggi: com’è possibile che in un certo punto della storia italiana la morte di un politico abbia scatenato un’adunata di massa senza precedenti e una commozione generale autentica e struggente? Walter Veltroni lo fa nonostante non faccia mistero che per se stesso questo non è mai stato un mistero. Nel suo documentario infatti non manca di inserire la propria voce fuoricampo, di rimarcare la maniera in cui la propria storia politica (agli inizi) si sia sovrapposta con quella di Berlinguer e di indicare se stesso nei filmati di repertorio. Veltroni insomma non si nasconde ma apertamente cerca di spiegare Berlinguer a chi non l’ha vissuto e in questo senso l’inizio molto ruffiano con un montaggio di persone comuni, ragazzi e adulti a cui viene chiesto chi fosse Berlinguer e che rispondono con un misto di ignoranza e conoscenza dell’uomo, è abbastanza indicativo. Potendo attingere ad un bacino di testimonianze e persone vicine a Berlinguer impressionante (si va dal massimo del personale come la figlia, la scorta e gli operai a lui vicini, al massimo dell’istituzionale come il Presidente della Repubblica in carica fino al massimo del promozionale con Jovanotti, unico testimone a non aver conosciuto nè il personaggio nè la lotta politica in questione) Quando c’era Berlinguer sceglie di costruire mediaticamente l’identità del più noto leader del partito comunista in Italia come una superstar della politica, un leader vincente. Partendo con i numeri dei trionfi e passando per il ribellismo, dipinge Berlinguer principalmente come un ribelle, un innovatore solitario, coraggiosissimo, capace di ribellarsi al soviet, di negare moltissimi assunti fondamentali del comunismo e di farlo senza perdere nemmeno un voto, anzi aumentando in maniera impressionante il proprio seguito. Nel cercare di arrivare al proprio obiettivo però il film indugia spesso compiaciuto sulla commozione di chi parla, non risparmia colpi bassi e cadute di stile, concedendosi diversi momenti di "poesia" per immagini. Vecchie pagine di L’Unità che rotolano al vento nella piazza deserta con panoramica a salire che si scioglie nelle immagini di repertorio, campi assolati e musiche struggenti, Quando c’era Berlinguer non vuole solo conquistare la testa del suo pubblico, vuole anche la pancia ma (a parte chi già ha un pregiudizio sentimentale nei confronti del personaggio o dell’epoca in questione) è difficile che la ottenga con quest’abuso di esibito compiacimento sentimentale. Perchè dietro ogni momento smielato compare l’ombra dell’autore, il suo nome e la sua storia ingombranti che a tratti escono anche nelle interviste (più di un intervistato lo chiama per nome) e che sono parte del rimosso maggiore di questo film che rievoca il passato mancando sempre di inscrivere in esso il rapporto che stringe con l’attualità.

– “Storia di una ladra di libri”. Germania, 1939. Liesel Meminger è una ragazzina di pochi anni che ha perduto un fratellino e rubato un libro che non può leggere perché non sa leggere. Abbandonata dalla madre, costretta a lasciare la Germania per le sue idee politiche, e adottata da Rosa e Hans Hubermann, Liesel apprende molto presto a leggere e ad amare la sua nuova famiglia. Generosi e profondamente umani gli Hubermann decidono di nascondere in casa Max Vandenburg, un giovane ebreo sfuggito ai rastrellamenti tedeschi. Colto e sensibile, Max completa la formazione di Liesel, invitandola a trovare le parole per dire il mondo e le sue manifestazioni. Perché le parole sono vita, alimentano la coscienza, aprono lo spazio all’immaginazione, rendono sopportabile la reclusione. Fuori dalla loro casa intanto la guerra incombe e la morte ha molto da fare, ricoverando pietosa le vittime di Hitler e dei suoi aguzzini, decisi a fare scempio degli uomini e dei loro libri.

– “La luna su Torino”. l’ultimo film scritto, prodotto e diretto da Davide Ferrario. Del cast fanno parte Walter Leonardi (Ugo), Manuela Parodi (Maria), Eugenio Franceschini (Dario) e Daria Pascal Attolini (Eugenia). Al centro della storia c’è proprio la città di Torino – che si trova esattamente a metà strada tra il Polo Nord e l’Equatore – nella quale ruotano le vicende dei protagonisti. Ugo è un quarantenne che non ha mai combinato nulla di serio, visto che ha sempre vissuto con l’eredità dei suoi genitori. I soldi però stanno per finire, così decide di subaffittare una parte della villa a Maria e Dario. Lei è impiegata in un’agenzia di viaggi, mentre lui uno studente di lettere che lavora al bioparco. Ugo però si innamora di Maria, ma non sembra essere interessata, visto che la ragazza è innamorata di Guido (Aldo Ottobrino) – uno dei suoi clienti – a cui a sua volta però piace la collega Eugenia. Una serie di strani eventi, fino al problema dell’ipoteca sulla casa che rischia di mandare i tre inquilini in mezzo ad una strada.

– “Jobs”. 2001. Steve Jobs presenta a una riunione dello staff Apple un prodotto che rivoluzionerà il modo di ascoltare la musica: l’iPod. Primi Anni ’70: Jobs è un giovane studente non refrattario all’uso di allucinogeni e alle esperienze mistiche in India ma anche dotato di un grande abilità nel trattare affari unito ad una sorta di sesto senso per intuire quali sono i progetti realmente innovativi in ambito informatico. A partire dallo sviluppo di un videogioco richiesto dalla Atari ha inizio la sua straordinaria carriera che viene seguita fino al 1994.

– “Yves Saint Laurent”. Parigi, 1957. Yves Saint Laurent, appena ventunenne, viene inaspettatamente nominato responsabile della grande casa di moda creata da Christian Dior, da poco scomparso. Tutti gli occhi sono puntati su questo giovanissimo assistente che presenta la sua prima collezione di alta moda per Dior. Durante la straordinaria sfilata, rivelatasi un grande successo, Yves Saint Laurent incontra Pierre Bergé, che diventerà suo socio in affari e compagno per tutta la vita. Tre anni dopo il loro incontro i due creeranno la Yves Saint Laurent Company, destinata a diventare una delle griffe più celebri nel mondo della moda e del lusso. Nonostante i propri demoni interiori e le proprie insicurezze, Yves Saint Laurent, incoraggiato da Pierre Bergé, riuscirà a rianimare il sonnolento mondo della moda dell’epoca, trasformandolo completamente.

– “Captain America – The winter soldier”. Ambientatosi nei nostri giorni Steve Rogers continua a servire gli Stati Uniti attraverso lo S.H.I.E.L.D., nonostante non sia contento della poca trasparenza e delle scarse informazioni che riceve su quel che fa. Quando anche Nick Fury comincia a scoprire che ci sono dati ed elementi che sono preclusi anche a lui è evidente che tutta la struttura serve un doppio fine. Se non bastassero le intuizioni arrivano diversi attacchi (a Fury in primis) a scoprire le carte e mostrare chi sia la talpa dentro l’organizzazione. Fuggito assieme a Vedova Nera e un reduce che forse può dare una mano, Capitan America comincia a scoprire che forse Hydra non è morto del tutto con la seconda guerra mondiale. Il profilo che la Marvel sta delineando per se stessa al cinema, anche in opposizione ai film della casa di fumetti rivale DC, è quello più legato all’entertainment in senso stretto. Poco problematici e molto divertenti, i suoi fumetti trasportati al cinema sono un concentrato delle migliori regole dell’intrattenimento filmico, con una complessità sempre crescente data dalla gestione di un universo di storie e personaggi intrecciati in maniera ben più stretta di quanto non facciano i fumetti stessi.

– “Amici come noi”. Pio e Amedeo sono due grandi amici che gestiscono a Foggia un negozio di pompe funebri high tech dal nome Hai l’Under (spelling foggiano di Highlander). Pio sta per sposare Rosa, una maestrina locale, ma tramite Amedeo scopre che in rete circola un video hard in cui appare la ragazza. Pio e Amedeo decidono allora di lasciare la cittadina pugliese (Fuggi da Foggia è la canzone di sottofondo) dirigendosi prima a Roma e poi a Milano.

– “Non buttiamoci giù”. Martin, Maureen, Jess e J.J. si ritrovano la notte di capodanno in cima ad un palazzo. Non si conoscono ma sono lì tutti per il medesimo motivo: tentare il suicidio. La presenza di altre persone inibisce tutti e quattro, spingendoli a rinunciare e a stringere un legame basato sulle comuni difficoltà. Uniti dal desiderio di non ricadere nel baratro della voglia di morire cominciano a frequentarsi, vanno in vacanza insieme per sfuggire alla pressione che i media, accortisi della loro storia strappalacrime, pone loro ma al ritorno nulla sembra essere come prima.

– “300 – L’alba di un impero”. Grazie al sacrificio alle Termopili dei 300 valorosi spartani guidati da Leonida, la Grecia ha una possibilità di resistere all’invasione dell’Impero Persiano. Ma la speranza è legata alla capacità di Temistocle, guida militare degli ateniesi, di riuscire a unire le città-stato indipendenti nella lotta per la libertà dell’Ellade e di contrastare con l’astuzia e le tattiche di combattimento la forza preponderante della flotta persiana. 300 – L’alba di un impero nasce da presupposti analoghi ma da una base di partenza totalmente diversa rispetto al suo predecessore. Dove il film di Zack Snyder prendeva spunto da una graphic novel già esistente "300" di Frank Miller, capolavoro della nona arte – per esaltarne i lati più spettacolari e metterli al servizio del progresso tecnologico, il sequel di Noam Murro (ma co-sceneggiato da Snyder) parte dal film precedente, e dalla mitopoiesi generata attorno ad esso, per anticipare e "immaginare" il fumetto. Quantomeno per il pubblico, visto che è probabile che ci sia stata più di una consultazione in fase di produzione con Frank Miller per allinearsi al suo ancora inedito "Xerxes", sequel del 300 fumettistico.

– “Cuccioli – Il paese del vento”. In questa nuova avventura dei Cuccioli, i personaggi animati resi famosi dalla televisione italiana e poi esportati in tutto il mondo, la perfida Maga Cornacchia si è messa in testa di rubare la giraventola che fa funzionare Soffio, il paese del vento del titolo. E poiché la giraventola è custodita da una saggia tartaruga il primo passo è rapirla, e poi neutralizzare i sei cuccioli pronti a correre in suo soccorso, primo fra tutti il dolce Senza nome, pulcino determinato e combattivo. Riusciranno i nostri eroi a salvarsi e a riportare il potere energetico dell’aria a Soffio?

– “Mr. Peabody e Sherman”. Mr. Peabody è un cane eccezionale, dotato di un intelletto superiore si è separato dal branco in tenera età e ha conquistato tutto quel che uno scienziato può conquistare (fino al nobel) oltre ad eccellere nello sport. Sentendosi solo ha però deciso di adottare un bambino e per educarlo ha inventato una macchina del tempo con la quale portarlo di epoca in epoca a vedere la storia con i propri occhi. Quando però Sherman dovrà andare a scuola si scontrerà con un mondo meno ovattato di quello che ha conosciuto con il suo padre adottivo. Preso in giro per essere figlio di un cane Sherman risponde a violenza con violenza scatenando l’interesse dei servizi sociali che mirano a separarlo dal padre animale. Intanto un incidente con la macchina del tempo li fa viaggiare attraverso diverse epoche fino a causare un paradosso che potrebbe porre fine a tutto il mondo. Fin dallo spunto è evidente quale sia il fine primario di mr. Peabody & Sherman: non certo raccontare una storia davvero coinvolgente (la narrazione è davvero troppo sconclusionata e poco armonica) ma intrattenere ed educare, far passare nozioni storiche attraverso la lente del divertimento e della parodia. Un concetto di intrattenimento intelligente per bambini da anni ’60, decade dalla quale infatti provengono i personaggi, protagonisti all’epoca di una serie per la televisione a puntate, contenuta in uno show tutto di cartoni. L’improbabile storia di Mr. Peabody era un prodotto a modo suo rivoluzionario per la sagacia dei dialoghi, la raffinatezza dell’umorismo e la peculiarietà dei personaggi, uno dei primi a dimostrare che l’animazione può essere più che pupazzi in movimento. Il miracolo di questo primo lungometraggio della coppia è quindi di portare nella modernità un prodotto così vecchio stampo riuscendo a replicarne i punti di forza senza necessariamente adattarlo a quel che oggi si fa al cinema con i cartoni.

– “Need for speed”. Tobey ha un’officina in cui ripara macchine e non se la passa bene economicamente. Per salvarsi dalla bancarotta accetta di riparare una macchina per conto di Dino, pilota ricco e viziato. Finito il lavoro è chiaro che Tobey è in grado di spingere quella macchina molto più in là di quel che è in grado di fare Dino, il quale per dimostrare il contrario lo sfida ad una corsa a tre nella quale un incidente scatenato da Dino stesso causerà la morte di un amico di Tobey che, ingiustamente incolpato, sconterà tre anni di carcere. Una volta uscito di galera l’unico obiettivo di Tobey è attraversare il paese in tempo per gareggiare in una corsa clandestina tra le più pericolose e battere Dino. I riferimenti di Scott Waugh e dei fratelli Gatins (sceneggiatori) sono molto chiari: i grandi viaggi in auto all’interno dell’America, contrappuntati da una voce fuoricampo come Punto Zero o le odissee contro tutti di I guerrieri della notte, solo desaturate completamente di qualsiasi intento polemico verso l’autorità o riferimento alla realtà dei fatti. Need for speed è quindi cinema dello stunt puro, in cui la trama mette in moto gli eventi e nulla di più, accoppia i protagonisti e li separa da un cattivo da raggiungere, si occupa di fornire in ogni momento una motivazione per correre.

– “La bella e la bestia”, ispirato alla celebre fiaba che ha emozionato e appassionato diverse generazioni. 1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l’attende.

– “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”. Romain Faubert ha quarant’anni e la fobia per i microbi. Scapolo e ipocondriaco, col vizio della ricerca frenetica su internet e il ricovero immotivato, non ha più un amico e frequenta soltanto Dimitri Zvenka, un medico che ha commesso l’errore di prenderlo in cura diciotto anni prima e che adesso prova invano a congedarlo. La morte improvvisa di un collega di Romain, fotografo per un dizionario medico online, getta l’uomo nel panico e nello sconforto. Commosso dallo stato in cui versa l’amico-paziente, Dimitri si offre di confortarlo un’ultima volta, aiutandolo a trovare una compagna. Falliti gli incontri online e l’attività sportiva, Dimitri tenta una terapia shock, incoraggiando Romain a collaborare con lui nel centro di accoglienza organizzato per assistere i rifugiati politici del Tcherkistan, un immaginario paese dell’est Europa. Sopraffatto dagli abbracci e dal contatto decisamente diretto con gli immigrati clandestini, Romain sviene e viene soccorso da Anna, la bella sorella di Dimitri, che lo scambia per Anton Miroslav, un coraggioso guerrigliero dei Balcani. Romain, perdutamente innamorato, sta al gioco, alterando il corso della Storia e cambiando per sempre la sua vita.

– "The Wolf of Wall Street", in cui Leonardo Di Caprio veste i panni di Jordan Belfort, uno dei broker di maggior successo nella storia del cuore della finanza con sede oltreoceano ma di rilevanza mondiale. Il protagonista inizia la sua carriera come apprendista broker nel 1987 a Wall Street, sotto la guida dell’eccentrico Mark Hannak. Quest’ultimo lo introduce a uno stile di vita esagerato basato sul sesso e sull’assunzione di droghe di ogni tipo per aiutare la mente a raggiungere importanti risultati. Jordan impara anche a compiere azioni disoneste che gli consentono di guadagnare molti soldi, e ben presto ottiene la licenza di broker. Il giorno stesso della sua assunzione, però, si verifica il cosiddetto "lunedì nero", e la Borsa crolla, causando il suo immediato licenziamento. La vita del protagonista, quindi, proseguirà con molti colpi di scena che rendono la trama avvincente e coinvolgente.

– “Five broken cameras”. Quando il suo quarto figlio, Gibreel, nasce, Emad, un abitante del villaggio palestinese, ottiene la sua prima macchina fotografica. Nel suo villaggio, Bil’in, una barriera di separazione è in costruzione e gli abitanti del villaggio iniziano a resistere a questa decisione. Per più di cinque anni Emad filma la lotta, che è guidata da due dei suoi migliori amici, e insieme alle riprese cresce anche Gibreel. Molto presto la guerra colpisce la sua famiglia e la sua stessa vita. Arresti giornalieri e raid notturni spaventano la sua famiglia, i suoi amici, fratelli e anche lui stesso. Una videocamera dopo l’altra viene distrutta: ognuna racconta una parte della sua storia.

– “Belle e Sebastien”. Durante la seconda guerra mondiale, nel villaggio alpino del piccolo Sébastien si scatena una caccia alla bestia pericolosa ritenuta responsabile delle stragi di pecore. Uomini armati di fucile, tra cui lo stesso César, che fa da nonno a Sébastien, sembrano non pensare ad altro che a volerla catturare e sopprimere. Ma il bambino ha conosciuto la bestia da vicino, sa che non ha ucciso lei le pecore e che si tratta solo di un dolcissimo Pastore dei Pirenei, in fuga da un padrone violento. Riuscirà il piccolo Sebastien a mettere in salvo la sua nuova amica, la gigantesca Belle? Più di una generazione ricorda vividamente la serie animata per la tv, le corse di Belle e Sebastien sui prati, il sapore francese, il mélo giapponese, la sigla che, una volta entrata in testa, non se ne andava più. Eppure non molti, con ogni probabilità, sentivano il bisogno di un nuovo film sull’argomento, temendo preventivamente l’ennesima operazione nostalgia. Nicolas Vanier ci fa ricredere tutti quanti, con quest’opera visivamente magnetica e narrativamente forte, che si prende molte libertà rispetto al racconto originale ma si riempie anche d’inedite implicazioni con la trasposizione della storia al tempo della seconda guerra mondiale. Sul picco di un’alta montagna, qualcuno spara a un cervo femmina che lascia orfano un cucciolo troppo piccolo per sopravvivere da solo; un vecchio lega allora una corda attorno a un bambino e, senza bisogno di parlare, lo cala nel vuoto, perché recuperi il cucciolo. In quest’incipit folgorante, che emoziona tanto quanto terrorizza, c’è la chiave più preziosa del film di Vanier, ovvero la comunanza tra uomo e animale, in un tempo e in un mondo in cui su entrambe le specie comanda la natura. Di questo passo, si arriverà all’altro capo del film, a riconoscere che le bestie non sono sempre tali, nemmeno tra gli uomini, e che spesso è solo questione di paura e pregiudizio. Nel mezzo, c’è un racconto semplice e importante, che procede con il passo avventuroso ma non affrettato che impone la traversata di una distesa di neve, affidato sapientemente alle immagini molto più che alle parole. La caccia al cane e l’occupazione nazista del villaggio francese, con la ricerca a fucili spianati di chi si arrischia ad aiutare il passaggio degli ebrei in Svizzera, si sovrappongono drammaticamente, a riprova dell’interesse del regista a costruire un film che illumini la natura dell’umanità così come l’umanità della natura.

– “Nebraska”. Woody Grant ha tanti anni, qualche debito e la certezza di aver vinto un milione di dollari alla lotteria. Ostinato a ritirare la vincita in un ufficio del Nebraska, Woody si avvia a piedi dalle strade del Montana. Fermato dalla polizia, viene ‘recuperato’ da David, figlio minore occupato in un negozio di elettrodomestici. Sensibile al desiderio paterno e dopo aver cercato senza successo di dissuaderlo, decide di accompagnarlo a Lincoln. Contro il parere della madre e del fratello Ross, David intraprende il viaggio col padre, assecondando i suoi capricci e tuffandosi nel suo passato. Nel percorso, interrotto da soste e intermezzi nella cittadina natale di Woody, David scoprirà i piccoli sogni del padre, le speranze svanite, gli amori mai dimenticati, i nemici mai battuti, che adesso chiedono il conto. Molte birre dopo arriveranno a destinazione più ‘ricchi’ di quando sono partiti.

– “Vado a scuola”. Dalla savana del Kenia ai sentieri che solcano la catena dell’Atlante in Marocco; dall’altopiano della Patagonia al calore dell’India meridionale seguiamo Jackson, Zahira, Carlito e Samuel , quattro bambini con il desiderio di imparare. Per soddisfare questo desiderio (e come milioni di loro coetanei nel mondo) affrontano, nella maggioranza dei casi quotidianamente, percorsi lunghissimi e spesso pericolosi. Ognuno di loro ha un sogno di emancipazione che nessun ostacolo può frenare Jackson 10 anni, percorre, mattina e sera con la sorellina, quindici chilometri in mezzo alla savana e agli animali selvaggi; Zahira 11 anni, che percorre una giornata di faticoso cammino per raggiungere la scuola in cui resterà per la settimana, con le sue due amiche. Samuel, 11 anni, ogni giorno viaggia in India per otto chilometri, anche se non ha l’uso delle gambe, spinto nella sua carrozzina dai due fratelli minori e Carlito, 11 anni, attraversa le pianure della Patagonia per oltre venticinque chilometri, portando con se la sua sorellina.

– “Ghost in the shell”. Ambientato nel XXI secolo Ghost in the Shell è un thriller poliziesco fantascientifico che segue le vicende dell’agente Motoko Kusanagi e della Sezione di Sicurezza Pubblica numero 9, conosciuta più semplicemente come "Sezione 9". L’unità in questione è specializzata nella risoluzione di casi e di crimini in relazione all’informatica e alla tecnologia. Nell’universo di Gits l’ingegneria robotica e le nano macchine (anche dette Micromachine) sono la normalità, e la gran parte degli uomini sono collegati alla rete, a cui possono accedere non soltanto mediante terminali fisici, ma soprattutto attraverso impianti situati nel loro stesso cervello. I cyber-cervelli per l’appunto permettono non solo di connettersi al Web, ma anche di utilizzare la propria memoria con la stessa elasticità di quella di un computer, cancellando eventi, sovrascrivendoli, o addirittura immagazzinando libri con estrema facilità. Diversi uomini sono diventati cyborg, ovvero esseri in parte organici in parte robotici. Quello che differenzia un cyborg integrale da un robot è la presenza di un cervello umano e di un ghost, ovvero dell’anima, qualcosa di intrinseco e inspiegabile che permette agli uomini di "sentire" sensazioni particolari. Il Ghost è l’istinto non mediato dai calcoli. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale ed un’onnipresente rete computerizzata sono il palcoscenico per la rivoluzione dell’identità umana e della unicità di sé stessi. In particolare il manga affronta direttamente queste problematiche: Kusanagi ed i suoi colleghi devono affrontare minacce esterne così come soffrire conflitti interni dovuti alle loro proprie nature.

– “Il capitale umano”. In un paesotto della Brianza che finisce in "ate", eretto alle pendici di una collina una volta incredibilmente boscosa, un cameriere da catering neanche più giovane torna a casa a notte fonda con la sua bicicletta, chiuso tra il gelido freddo di una curva cieca e il sopravanzare spavaldo e sparato di un Suv che lo schiaccia lasciandolo agonizzante, vittima predestinata di un pirata anonimo. Il giorno dopo, la vita di due famiglie diversamente dislocate nella scala sociale brianzola viene toccata da questo evento notturno in un lento affiorare di indizi e dettagli che sembrano coinvolgere il rampollo di quella più ricca, assisa nella villa che sovrasta il paese, e la figlia dell’altra, piccolo borghese con aspirazioni di ribalta. Uno a uno sfilano i presunti protagonisti: il padre della giovane ragazza, un ingenuo stolto e credulone, titolare di un’agenzia immobiliare, pronto a giocarsi quello che non ha per entrare nel fondo fiduciario del magnate della zona al quale accede per un eccesso di fiducia e grazie all’entratura garantitagli dalla figlia, fidanzata con il giovane rampollo della ricca famiglia; il magnate, cinico e competitivo, perfetto prodotto brianzolo, forgiato con la tempra di chi ha abbattuto ettari di bosco per costruire quell’impero economico, inno del malcostume e del cattivo gusto: le moglie dell’uno e dell’altro, la prima psicologa tutta presa dalla sua missione e dall’imminente maternità, tardiva e sofferta, la seconda sposa tonta con il sogno del teatro, obnubilata dalla ricchezza e dal troppo avere: in ultimo i rispettivi figli, non più incolpevoli, mai più adolescenti, complici dell’orrore in questa "tragedia" balzachiana che della commedia ha solo i tipi.

– “La grande bellezza”, che vanta la regia di Paolo Sorrentino e un cast di grandi nomi tra cui Toni Servillo, Carlo Verdone, Sabrina Ferilli, Serena Grandi e Giorgio Pasotti. Scrittore di un solo libro giovanile, "L’apparato umano", Jep Gambardella, giornalista di costume, critico teatrale, opinionista tuttologo, compie sessantacinque anni chiamando a sé, in una festa barocca e cafona, il campionario freaks di amici e conoscenti con cui ama trascorrere infinite serate sul bordo del suo terrazzo con vista sul Colosseo. Trasferitosi a Roma in giovane età, come un novello vitellone in cerca di fortuna, Jep rifluisce presto nel girone dantesco dell’alto borgo, diventandone il cantore supremo, il divo disincantato. Re di un bestiario umano senza speranza, a un passo dall’abisso, prossimo all’estinzione, eppure ancora sguaiatamente vitale fatto di poeti muti, attrici cocainomani fallite in procinto di scrivere un romanzo, cardinali-cuochi in odore di soglio pontificio, imprenditori erotomani che producono giocattoli, scrittrici di partito con carriera televisiva, drammaturghi di provincia che mai hanno esordito, misteriose spogliarelliste cinquantenni, sante oracolari pauperiste ospiti di una suite dell’Hassler. Jep Gambardella tutti seduce e tutti fustiga con la sua lingua affilata, la sua intelligenza acuta, la sua disincantata ironia.

Paolo Ghisleni

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