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Mafia e corruzione Papa Francesco bacchetta anche i politici

Davanti a quasi 500 parlamentari Papa Francesco dà una lezione alla classe dirigente, mettendola in guardia da comportamenti lontani dalle necessità del popolo: “Siamo tutti peccatori, Dio usa sempre pietà e misericordia a una sola condizione, convertirsi e cambiare vita”.

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Da peccatori, sono scivolati, sono diventati corrotti. È tanto difficile che un corrotto riesca a tornare indietro”. In meno di una settimana Papa Bergoglio condanna due tra i più gravi e radicati, quasi indistruttibili, mali dell’Italia – le mafie e la corruzione – e ne fustiga gli autori: i mafiosi e i corrotti.

Lo ha fatto incontrando 700 familiari delle vittime innocenti delle mafie, raccolti dall’associazione “Libera” presieduta da don Luigi Ciotti: “Mafiosi, convertitevi”. Lo ha fatto celebrando la Messa di prima mattina in San Pietro davanti a buona parte del Parlamento italiano. Due interventi severissimi, proprio in tempi in cui l’episcopato italiano, su queste tematiche sociali così brucianti, appare troppo silente e distratto, almeno come corpo episcopale, perché si limita a insistere sui valori non negoziabili e sulla famiglia, e dimentica temi altrettanto basilari da sempre come le mafie e la corruzione.

Messa con breve omelia a braccio alle 7 di mattina, davanti a quasi 500 parlamentari – 176 senatori e 298 deputati, alcuni ex parlamentari ed europarlamentari -, 9 ministri, 19 sottosegretari, i presidenti della Camera Laura Boldrini e del Senato Pietro Grasso. Una presenza imponente, al punto che la Messa – inizialmente prevista nelle Grotte Vaticane – viene celebrata nella basilica vaticana. Come ogni mattina il Papa commenta le letture bibliche, stesso linguaggio piano nella predicazione, stessa asciuttezza di stile, ma ragionamenti molto forti per tematiche tipicamente bergogliane. Senza fare processi alle intenzioni, ma il sospetto che ben più di un terzo di parlamentari siano accorsi per ragioni di cassetta politica è legittimo. Quando il Papa ha finito è scesa una cappa di gelo. Questa è l’impressione che hanno colto i giornalisti all’uscita, visto che in basilica erano esclusi giornalisti e telecamere.

Le letture bibliche della Messa sono particolarmente forti in questo tempo di Quaresima. Bergoglio le definisce “un dialogo fra i lamenti di Dio e le giustificazioni degli uomini”. Dio “si lamenta per l’infedeltà del popolo. Un lamento perché è stato un lavoro molto grande quello del Signore per togliere dal cuore del suo popolo l’idolatria, per farlo docile alla sua Parola. Ma loro andavano su questa strada per un po’ di tempo, poi tornavano indietro. E così, per secoli e secoli, fino al momento in cui arrivò Gesù”. Di fronte a Gesù “alcuni dicevano: ‘Costui è il Figlio di Dio, è un grande profeta’; altri insinuavano: ‘No, è uno stregone che guarisce con il potere di Satana’”.

Frattanto il popolo era solo, mentre “questa classe dirigente – i dottori della legge, i sadducei, i farisei – era chiusa nelle sue idee, nella sua pastorale, nella sua ideologia. Si giustificano di non aver ascoltato la chiamata del Signore. Non potevano sentirla: erano tanto, tanto chiusi, lontani dal popolo. Gesù guarda il popolo e si commuove, perché lo vede come ‘pecore senza pastore’ e allora va dai poveri, dagli ammalati, da tutti, dalle vedove, dai lebbrosi a guarirli. E parla loro con una parola che provoca ammirazione: ‘Ma questo parla come uno che ha autorità’. Parla diversamente da questa classe dirigente che si era allontanata dal popolo. E aveva interesse solo nelle sue cose, nel suo gruppo, nel suo partito, nelle sue lotte interne. Avevano abbandonato il gregge”.

Rispondendo alla domanda “E questa gente era peccatrice?” il Papa scaglia i suoi anatemi contro una classe politica corrotta e dura di cuore: “Sì. Sì, tutti siamo peccatori, tutti. Tutti noi che siamo qui, siamo peccatori. Ma questi erano più che peccatori: il cuore di questa gente, di questo gruppetto con il tempo si era indurito tanto, tanto che era impossibile ascoltare la voce del Signore. Questi che si giustificano, non capiscono la misericordia né la pietà. Invece, quel popolo che tanto amava Gesù, aveva bisogno di misericordia e pietà e andava a chiederla al Signore”.

Sbagliano coloro che sanciscono che non c’è pietà né misericordia per i mafiosi e per corrotti. Niente affatto. Dio (non noi) usa sempre pietà e misericordia, a una sola condizione: convertirsi e cambiare vita. Quindi tutti – mafiosi, corrotti, politici, noi – dobbiamo convertirci. Se non lo facciamo, ne pagheremo le conseguenze.

In sostanza il Papa dice: “Il Signore è misericordioso e ci aspetta tutti. Ma il corrotto è fissato nelle sue cose, e questi erano corrotti. E per questo si giustificano, perché Gesù dava loro fastidio. Persone che hanno sbagliato strada; hanno fatto resistenza alla salvezza e così sono scivolati; hanno rifiutato l’amore del Signore. Nella dialettica della libertà c’è il Signore buono, che ci ama tanto! Invece, nella logica della necessità non c’è posto per Dio: si deve fare, si deve fare, si deve…Sono diventati uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini. Gesù li chiama ‘sepolcri imbiancati’. La Quaresima ricorda che Dio ci ama tutti e che dobbiamo fare lo sforzo di aprirci a lui. Domandiamoci: ‘Sono su questa strada? Corro il pericolo di giustificarmi e di andare per la mia strada?’. Preghiamo il Signore che ci dia la grazia di andare sempre per la strada della salvezza”.

La presidente Laura Boldrini coglie nel segno quando commenta: “Il messaggio di Papa Francesco è una sferzata alla classe dirigente che non deve trincerarsi, ma essere capace di ascoltare e dare risposte”. Commenta il sottosegretario alla presidenza Delrio: “Il Papa ha fatto una predica sulla necessità di stare vicini al popolo”. Il pluri-indagato senatore Roberto Formigoni, ex presidente della Lombardia, emigrato da Forza Italia nella compagnia di Angelino Alfano, si accontenta: “È stata una Messa semplice ed essenziale, un inno alla preghiera”. Mostra di aver capitolo invece Maria Stella Gelmini di Forza Italia:  “Il Papa ci ha dato un messaggio duro e semplice. Ha redarguito la politica dicendo che siamo tutti peccatori”.

Pier Giuseppe Accornero

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Commenti

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  1. Scritto da lotty

    Non capisco perchè i politici partecipino alle messe del papa. Quello che pensa lui sulla mafia lo pensano anche milioni di italiani onesti con o senza dio.

    1. Scritto da Piero

      I politici partecipano alle messe del papa perché sono credenti sinceri e coerenti…. Ma soprattutto perché si ritrovano una faccia talmente singola e genuina che non temono ammonimenti. Si sentono già in paradiso (alle spalle nostre).

      1. Scritto da nino cortesi

        Brao Piero! Sembri uno bravo bravo del M5*. Il massimo!

  2. Scritto da nino cortesi

    Poi ci pensa Bagnasco, non il fisarmonicista, a rimettere le cose a posto.

    1. Scritto da Piero

      Cioè? Cosa intendi?