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Il sindaco di Cene: “Lo Stato? Disonesto Noi siamo solo esattori”

“Candidarsi a sindaco nel 2014? Ci vuole un bel coraggio. A noi viene affidata la totale responsabilità delle tasse e della gestione finanziaria. Colpa di questo Stato disonesto”. Cesare Maffeis è sindaco di Cene, il primo paese leghista in Italia, nel cuore della Valseriana che cerca di ricostruire il tessuto manifatturiero, artigianale e industriale dalle macerie della crisi.

“Candidarsi a sindaco nel 2014? Ci vuole un bel coraggio. A noi viene affidata la totale responsabilità delle tasse e della gestione finanziaria. Colpa di questo Stato disonesto”. Cesare Maffeis è sindaco di Cene, il primo paese leghista in Italia, nel cuore della Valseriana che cerca di ricostruire il tessuto manifatturiero, artigianale e industriale dalle macerie della crisi. L’abbiamo visitato durante la puntata settimanale di #BgNewsTour (leggi qui). “Abbiamo retto abbastanza, anche grazie ad alcune importnti realtà industriali. Non c’è stata un’urbanizzazione folle, io ho continuato nella logica di non concedere permessi di costruire. E’ un paese con un’età media piuttosto bassa, senza le classiche beghe, molto organizzato a livello associativo. Come sindaco ho usuffruito del supporto del volontariato. Il limite della nostra realtà è lo stesso di tutta la Valseriana: prospettiva di crescita industriale limitate. Sono sopravvissute le aziende forti, il resto è stato decimato”.

Le amministrazioni sono chiamate a progettare il futuro senza avere certezze sul presente. “Non so fino a quando resisteremo. C’è la necessità di rivedere e reinventarci luoghi di aggregazione, posti in cui i giovani possano avere opportunità sociali. Magari per integrarli con percorsi più ampi, associativi e anche lavorativi. Su questo fronte siamo carenti da un punto di vista culturale. Il rilancio si costruisce anche da qui. Senza strategie e scommesse non andiamo da nessuna parte”.

I tagli imposti dallo Stato non aiutano a costruire progetti. Un caso emblematico è la gestione, totalmente pubblica, della casa di riposo di Cene (con Brembate Sopra gli unici due casi in Bergamasca): tutte le spese rientrano nel patto di stabilità, con le conseguenze del caso. “Noi gestiamo un servizio di qualità con costi bassi. Siamo quasi impossibilitati a farlo a causa delle limitazioni del Patto. E’ un paradosso. La mia sensazione è che ci sia un’incapacità di visione di insieme. Vedo i ministri in tv: non dovrebbero avere il tempo di andarci. Dovrebbero stare in ufficio a lavorare. Nel frattempo danno a noi sindaci il compito di riscuotere le tasse. E’ l’unico modo per evitare un sommossa popolare. Non so ancora per quanto”.

Maffeis è un leghista atipico. Non gli piacciono gli slogan, i tagli dei nastri, gli inni. E non sa ancora se si ripresenterà alle prossime elezioni. “Non ho ancora deciso, stiamo preparando una lista giovane. Io farò i conti con la mia salute psicofisica (ride). Io leghista atipico? Non rinnego di amministrare il primo paese leghista in Italia. Secondo me vinciamo ancora, sempre e comunque con il simbolo del Carroccio. Però io non credo all’indipendenza della Lombardia: non perché non sarebbe un bene, ma perché è solo uno slogan. Sono più difensore del localismo di molti leghisti. Credo però che il leghismo vada interpretato. Deve esserci un’evoluzione, altrimenti veniamo mangiati da Grillo”.

Commenti

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  1. Scritto da lara

    ma di che si lamenta, sarebbe bene confrontare il suo Cud con quello del resto dei Cenesi dovrebbe ringraziare lo stato che gli permette di svolgere molteplici attivtà! E poi parla di slogan …è il primo sindaco presenzialista appare ovunque tranne dove deve essere…

  2. Scritto da Perry

    Sbaglio o sull’orlo dell’abisso ci ha portato la lega con il capo berlusconi in tanti anni di governo ? Già dimenticata la fine del 2011 quando stava per saltare tutto ? Per altro se fare il sindaco è dura c’è sempre una soluzione : non candidarsi.

  3. Scritto da Roberto Spadoni

    Lo Stato è fatto di persone, non di cose. Lo Stato siamo noi. Quindi anche voi. I disonesti sono per tutta Italia.

    1. Scritto da Luigi

      Infatti l’arma vigliacca e a doppio taglio (non ne faccio una questione personale con Maffeis) delle p.a. è l’astrattismo nell’indicare gli enti e i burocrati che ci spremono (e invece, per contro, il pragmatismo e la certezza che ci spremeranno aprioristicamente e infallibilmente).. E’ sempre colpa di quell’altro livello, ben confuso sotto il nome di stato, governo, partito, regione, provincia, comunità montana…. Quasi mai nomi e cognomi di persone concrete. Buon appetito Grillo!

  4. Scritto da Luigi

    Secondo me a stare peggio non sono gli esattori, ma i contribuenti….. Se si lamenta lui, cosa dovremmo dire noi? Buon appetito a Grillo!