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Ichino a Bergamo attacca la Cgil: sempre in ritardo sulle riforme del lavoro fotogallery

Il senatore Pietro Ichino, eletto nelle fila della lista “Con Monti per l’italia”, è intervenuto al direttivo della Fim Cisl di Bergamo: “La Cgil è stata la mia casa, ci sono stato per 10 anni, e psicologicamente lo è ancora, ma non posso dimenticare che, insieme a parte del Partito Democratico, ha chiesto che il governo non intervenisse per il tempo indeterminato con protezioni progressive”.

“La Cgil è sempre in ritardo quando si parla di riforme del lavoro. La Cisl, invece, ha una posizione più seria”. È con queste parole che il senatore Pietro Ichino, eletto nelle fila della lista “Con Monti per l’italia” ha criticato aspramente la Cgil intervenendo alla riunione del direttivo della Federazione italiana Metalmeccanici della Cisl di Bergamo.

L’iniziativa, che si è svolta venerdì 28 marzo nell’auditorium della Casa del giovane, è stata promossa dal Gruppo Giovani, per discutere di lavoro nei giorni della riforma Renzi e della polemica sulla necessità della concertazione e del confronto con le parti sociali. Ichino ha affermato: “La Cgil è stata la mia casa, ci sono stato per 10 anni, e psicologicamente lo è ancora, ma non posso dimenticare che, insieme a parte del Partito Democratico, ha chiesto che il governo non intervenisse per il tempo indeterminato con protezioni progressive. Per loro certi temi sono veri e propri tabù, come l’articolo 18. Ora sembra che Susanna Camusso abbia aperto alla possibilità di discutere sul tempo indeterminato con protezioni progressive: meglio tardi che mai. Però, ancora una volta sono in ritardo di decenni”.

Il politico esprime disappunto anche in merito alle scelte effettuate dal sindacato nei casi di Pomigliano, Mirafiori e Gragnano: “In questi casi abbiamo rischiato di perdere stabilimenti particolarmente significativi per l’economia e per il mono del lavoro. Per esempio, in occasione del referendum di Mirafiori, la Cgil aveva invitato i lavoratori a votare per il no, mettendo a rischio un grosso investimento solamente perché l’investitore aveva chiesto tre deroghe al contratto nazionale. Per un sindacato, che dovrebbe negoziare a 360 gradi con gli imprenditori, è una responsabilità gravissima, un messaggio devstante per il mondo”. Infine, l’affondo: “A fronte di solo tre deroghe, la Cgil avrebbe messo a repentaglio un grande progetto quando, in quella zona, non ci sono alternative se non il lavoro negli scantinati con dubbia legalità”.

Nel corso dell’incontro, in cui i rappresentanti sindacali dei metalmeccanici hanno esposto i tanti problemi dei lavoratori, su tutti il precariato, non è mancato un confronto più ampio sulla disciplina del lavoro. Il senatore ha spiegato: “La legislazione del lavoro ha bisogno di essere semplificata e resa traducibile in inglese. Inoltre, servono più mobilità e flessibilità, che darebbero più sicurezza ai lavoratori. A fronte di tante aziende che chiudono, infatti, ci sono tante imprese che aprono: le norme che disciplinano il mercato del lavoro dovrebbero favorire le assunzioni verso queste realtà efficienti. Contestualmente, bisogna abbattere i costi rigidi del lavoro, che sono troppo elevati: un ostacolo alle nuove assunzioni deriva dal fatto che gli imprenditori cercano di tenere bassi questi costi per non subire contraccolpi sulle fluttuazioni del mercato. Il vero problema, dunque, non è determinato tanto dall’esistenza di molteplici forme di assunzione, ma il fatto che l’imprenditore assuma in modo precario lavoratori che, in realtà, prestano la loro attività in maniera continuativa e a tempo indeterminato. La stessa legge Fornero, prevedendo il pagamento di 12 o 18 mensilità in caso di licenziamento disincentiva le assunzioni a tempo indeterminato: se in una situazione incerta come quella che stiamo vivendo per le imprese licenziare una persona diventa un dramma, certamente, le imprese non sono incentivate ad ingaggiare nuovi lavoratori nel loro organico. Lavoratori che, quando godono di un’indennità di disoccupazione, dovrebbero già cercare una nuova occupazione e non attendere che il sussidio finisca”.

Per concludere, un commento sull’operato di Renzi: “Il suo obiettivo è portarci fuori dalla palude e, quindi, allentare i vincoli imposti dai contabili europei. La rigidità dell’Europa, però, non è casuale: se a Berlino sono rigidi è perché non vogliono che l’Italia si sieda sull’aumento del debito. Non è possibile, infatti, pensare di incrementare ulteriormente il deficit: se faremo le riforme anche la rigidità dell’Europa si attenuerà. Sicuramente uscire dall’euro è la strada sbagliata: in questo caso, è stimato che il tasso di interesse sul debito salirebbe dal 4 al 14%, che per lo Stato significherebbe bancarotta, ovvero l’impossibilità di pagare stipendi ai dipendenti pubblici e di corrispondere le pensioni, come accadde per l’Argentina. La soluzione consiste nel fare le riforme di cui c’è bisogno guardando al futuro e non al passato”.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Servono LE PERSONE PER BENE non la crescita.
    Lei è molto peggio di un cattivo maestro.
    Ci vuole il M5* al comando.

  2. Scritto da ab

    “Lavoratori che, quando godono di un’indennità di disoccupazione, dovrebbero già cercare una nuova occupazione e non attendere che il sussidio finisca”.
    Ma mi chiedo : gente come lei Ichino, con le spalle ben coperte ha sentore della realtà del mercato del lavoro per fare certe affermazioni?? O sono troppo ingenuo io???

  3. Scritto da Beppe

    E’ da 15 anni che si tolgono diritti ai lavoratori dipendenti…….ma l’occupazione diminuisce sempre e i giovani disoccupati aumentano.

    Se l’economia non tira, non si crea occupazione. Per far aumentare il PIL, bisogna tagliare le tasse come ho detto sotto. Le risorse??
    Facile: tagliamo 300.000 dipendenti pubblici in 5 anni (statali, regionali, provinciali, comunali).

    1. Scritto da Isaia

      Cinque anni? In cinque anni faccio in tempo a crepare, decompormi e risorgere… Facciamo da subito, va’, dal momento che sono figure professionalmente “eliminabili”… Aspettare cosa?

      1. Scritto da Beppe

        Allora creperai….

  4. Scritto da Beppe

    Ahaha ancora una riforma,nessuna riforma fino ad ora ha creato occupazione. L’unica riforma che potrebbe creare occupazione è abbassare del 30% il costo del lavoro e diminuire l’IVA portandola prima al 18% poi dopo alcuni anni al 15%
    Facciamo un piano quinquennale dandoci questi obiettivi!

  5. Scritto da mario59

    Cosa vuoi che ti dica, purtroppo le mele marce possono capitare anche nelle ceste migliori, ma vanno subito levate altrimenti fanno marcire anche le altre con il pericolo di diventare uguali alla CISL cioè; un sindacato dei lavoratori praticamente gestito dai padroni.
    Fidati Paolo.. ne ho viste troppe di prima persona di impiastrate.

    1. Scritto da Paolo

      Secondo me ti farebbe bene un po’ di riposo e relax….

  6. Scritto da c

    Non è questione di CIGL CISL o UIL la verità che oggi non ha più senso avere tre sindacati, o ancora meglio se ascoltiamo Renzi il sindacato è morto e sepolto, sono organizzazioni obsolete che non ha hanno più ragione di esistere, se fosse per mè dovrebbe sparire la figura del dipendente, tutti con partita iva.

    1. Scritto da abramo

      ok tutti con partita iva. e le tasse poi chi le paga? 83%delle tasse in italia le pagano dipendenti e pensionati.

    2. Scritto da mario59

      Tutti autonomi è impossibile, nessun governo lo permetterà mai, praticamente al contrario di adesso, tutti potrebbero evadere le tasse, costringendo lo stato a farle pagare anche a chi non le ha mai pagate prima
      Pertanto finchè ci saranno i lavoratori dipendenti, servirà anche chi tutela i loro interessi, come del resto avviene con confindustria, confartigianato o confcommercio, le quali tutelano gli interessi dei loro iscritti.
      Pertanto: sindacato si, ma con il piede in una sola scarpa

    3. Scritto da paolo

      usti che genio

  7. Scritto da lavoratore Tenaris

    Icchino chi quello che Renzi osanna e che la CGIl e il PD hanno fatto girare per tutta la provincia a raccontaci queste stesse cavolate? Be venga lui nella mia fabbrica a lavorare da “privilegiato”, forse capirebbe qualche cosa della vita.

    1. Scritto da Paolo

      Ichino e’ iscritto alla Cgil

      1. Scritto da Beppe

        40 anni fa…….come Ferrara era comunista…..

        Sveglia però..

      2. Scritto da lotty

        Lo sapevamo già, non c’è bisogno della sua ironia

        1. Scritto da Beppe

          non mi sembra……visto che qui qualcuno ha detto per ben due volte che Ichino è iscritto alla cgil.

          1. Scritto da Ande

            Beppe, guarda che Ichino e’ iscritto alla cgil ancora oggi…documentati….

          2. Scritto da Beppe

            Forse hai ragione tu, ma per smentirmi indicami un link serio.

            Grazie

          3. Scritto da Ande

            E’ pieno di link in cui Ichino dichiara la sua fiera appartenenza a CGIL… Non mi sembra il caso di perdere altro tempo. Se vuoi trovane tu uno in cui Ichino dichiara il contrario. Già sorrido… Buon lavoro

          4. Scritto da Beppe

            Non strisciare sui vetri, mostrami UNO, e dico UN link…..

            poi starò zitto!!

          5. Scritto da Paolo

            Ahahaha…. Cerca su google… Se non vi riesci mi sai che sei messo male

  8. Scritto da Gaetano Bresci

    Da lavoratore subordinato e sottopagato non posso che mandare il signor ichino a…”quel paese”!…. e farlo lavorare LUI!….per un po’….e poi: una bella pensione da 5/600 € al mese e via a casa!….come? sono troppo buono? si, forse hai ragione!

    1. Scritto da Arets

      Infatti.. quello che vogliono.. i “neo-padroni” : affamare la umile gente che campa del proprio lavoro e permettere che sia intercambiabile come i pezzi di ricambio di una macchina…a proprio tornaconto..
      Vergognoso che in questo paese (paese???) non si vedano i veri e seri problemi della gente che lavora e dei loro stipendi e del loro futuro e si continui a martellare contro i sindacati (meglio il sindacato CGIL) tacciandoli di mancanza di serietà..

  9. Scritto da nino cortesi

    Un cavallo di Troia.

  10. Scritto da La verità fa male

    La CGIL è conservatrice, retrograda, ha goduto dei privilegi di questo sistema ed è stata governata da dirigenti che al termine del loro mandato sono entrati in politica (Cofferati ed Epifani) oppure sono diventati dirigenti strapagati di enti pubblici (Moretti alle Ferrovie). La CGIL non potrà mai cambiare questo sistema perchè ne fa parte. Con tutti i loro difetti, i politici di professione sono migliori dei “grandi burocrati statali” e dei sindacalisti di professione

  11. Scritto da il polemico

    i leader della cgil ,di solito appena finito il loro mandato si fanno arruolare nella politica(in questo caso tutti nel pd),quindi per quale scopo dovrebbero pestare i piedi ai loro futuri datori di lavoro e di stipendio?

  12. Scritto da lotty

    Questo personaggio doveva essere espulso dalla cgil anni fa, invece non hanno mai avuto il coraggio di farlo. Questi sono i risultati.

  13. Scritto da mario59

    Ah beh… ci vuol poco ad essere “seri” riguardo la CISL come sostiene Ichini…basta accettare quello che vuole confindustria, poi fa niente se abbiamo un esercito di lavoratori precari spesso giovani che non possono costruirsi un futuro poichè i banchieri fra l’altro tra i primi a sostenere la precarietà…primi anche a rifiutare un mutuo a due giovani che vorrebbero sposarsi comprare un appartamento e formare la loro famiglia.
    Dai Ichini raccontale a qualcun altro le tue favole.

    1. Scritto da paolo

      caro mario, sei fortunato perchè ichino non è iscritto alla tua odiata cisl ma bensi alla tua amata cgil

      1. Scritto da Beppe

        Non dire cavolate, non è iscritto alla cgil…..

        E’ stato dirigente CGIL all’inizio degli anno 70. ma da allora molte cose sono cambiate, in primis Ichino……

        Anche Ferrara era comunista tanti anni fa, ma ora non lo è più.

        1. Scritto da Ande

          Caro Beppe, il senatore Ichino mi spiace per te ma non perde occasione per ricordare a quale sindacato é iscritto ovvero la Cgil

          1. Scritto da Beppe

            …..e si continua a non postare il link……Io so che Ichino ERA un dirigente CGIL negli anni 70, ma che sia ancora iscritto al sindacato non lo trovo da nessuna parte! Visto che tu ne sei certo, mostrami un link…..

          2. Scritto da Lucia

            Basta andare sul sito personale di Ichino per leggere che dichiara di essere iscritto cgil da 41 anni

          3. Scritto da Ande

            Caro Beppe, prova a postare un link a caso che ti reindirizza da qui ad altro sito è scoprirai che non viene pubblicato… E’ solo questo il motivo per il quale nessuno ti da link! Comunque rassegnati… É orgogliosamente iscritto! Ahahah