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Operazione Acqua chiara “Commissione di esperti sulle criticità Uniacque”

Il presidente del comitato Acqua bene comune e sindaco di Isso, un paese della Bassa Bergamasca, Gianpietro Boieri dà il via alla campagna “Acqua chiara”, ponendo interrogativi sulla gestione operata da Uniacque: “Chiediamo l’immediata istituzione di una commissione di esperti indipendenti e organizzeremo incontri sul territorio per spiegare ai cittadini le criticità che abbiamo rilevato”.

Il Comitato Acqua bene comune dà il via all’operazione “Acqua chiara”, che si pone l’obiettivo di fare chiarezza sulla gestione del servizio idrico integrato operato da Uniacque.

L’iniziativa prevede l’invio della richiesta di istituire una commissione di esperti indipendenti, inoltrata all’ufficio d’ambito della provincia di Bergamo e ad Uniacque S.p.A. e, per conoscenza, alla corte dei conti, all’autorità per l’energia elettrica il gas ed il sistema idrico e al consiglio provinciale. Inoltre, verranno organizzati incontri sul territorio per illustrare le criticità riscontrate.

Ad annunciarlo, in occasione di una conferenza è lo stesso comitato, per voce del presidente e sindaco di Isso, un paese della Bassa Bergamasca, Gianpietro Boieri.

Nell’occasione, Boieri ha dato lettura di una nota del Comitato Acqua bene comune, che inizia ponendo l’accento su un accordo sottoscritto da Uniacque con l’Ambito territoriale il 20 giugno 2013: “L’accordo prevede, e ha come conseguenza, che: gli utenti di Uniacque paghino per la seconda volta investimenti per 51 milioni di euro già interamente pagati dai bergamaschi con una specifica tassa già versata con le bollette che vanno dal 2002 al 2012; il pagamento degli stessi investimenti determini buona parte degli aumenti delle tariffe dell’acqua per i prossimi anni; lo stato patrimoniale già malandato di Uniacque peggiori di altri 51 milioni di euro; e il trasferimento nel conto economico di 29 milioni di euro di crediti da parte dell’Ufficio d’Ambito di fatto azzeri un credito d’imposta che avrebbe consentito alla società di scontare tasse su utili di un pari importo”.

Poi, prosegue: “Nel dicembre 2013 Uniacque propone un Piano Economico Finanziario che per il 2013 impone un aumento retroattivo della tariffa del 13,4% per ottenere un utile di 13.979.000 euro che sostenga ‘gli investimenti necessari e urgenti’. Dieci giorni dopo la società ha comunicato che: la tariffa proposta produce un utile di 23.747.000 euro, praticamente il doppio di quanto previsto, “costringendola” a pagare 9.500.000 euro di tasse; e ha realizzato investimenti per 790 mila euro contro gli 8 milioni di euro previsti, il 90% in meno”.

Infine, la nota conclude: “Queste ed altre scelte adottate dall’attuale dirigenza di di Uniacque ci preoccupano fortemente. In esse vediamo messa a rischio, se non già compromessa, l’efficienza e l’economicità della gestione dell’acqua per gran parte dei cittadini e delle imprese bergamasche. Come sindaci e amministratori non possiamo rimanere indifferenti e immobili di fronte a misure che non sembrano rispondere ai criteri richiesti della buona e corretta amministrazione, che provocano e provocheranno danni economici ingenti che ricadranno pesantemente e inevitabilmente sulle spalle dei nostri cittadini e delle nostre imprese, che mettono a rischio un notro bene. Per questo abbiamo deciso di dare il via all’operazione “Acqua chiara”. Oltre a chiedere l’immediata istituzione di una commissione di esperti indipendenti, che accertino e verifichino le criticità che da mesi come sindaci denunciamo, abbiamo pensato di alzare il livello della protesta, come richiesto dalla gravità della situazione, organizzando iniziative e incontri sul territorio per fare conoscere e spiegare bene ai cittadini bergamaschi cosa sta succedendo, le criticità che ci sono e le soluzioni che riteniamo si possano e debbano adottare nell’interesse di tutti”.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da mario

    La tempistica della nascita del comitato e il colore politico dei componenti leggi area Cl Ncd e scomunicati vari mi fa sentire puzza di complotto per far ottenere un paio di posti a qualcuno.Hniacque éuna societá interamente pubblica che seppur non ha fatto investimenti ha comunque aggegato177 comuni su 244.Ne si evince che se sono 6 o 7 i Sindaci che vogliono maggior chiarezza gli altri 170 evidentemente hanno fiducia e pur non essendo entusiasti di far aumentare la bolletta non dicono nulla

  2. Scritto da Pluto

    Meglio tardi che mai.

  3. Scritto da roberta

    Ma questi sindaci di centrodestra che fanno parte di questo comitato “acqua bene comune” non sono guarda caso esponenti di quesi partiti di centrodestra che due anni fa hanno sostenuto il voto contrario ai referendum sull’acqua pubblica? Ma i loro cittadini-elettori non si rendono conto di questa contraddizione?

    1. Scritto da Carlo

      Difficilmente il partito di cui fa parte il sindaco di Isso sostenne il voto contrario al referendum sull’acqua pubblica, in quanto il partito in questione all’epoca non esisteva.

    2. Scritto da Lello

      roberta, se vai a vedere i promotori del referendum, non ci troverai il PD…eh?

      1. Scritto da roberta

        Lello, se vai a vedere meglio scoprirai che il PD c’era sia alla raccolta delle firme sia alla campagna per i quattro SI. E il PD bergamasco è stato tra le prime realtà provinciali del PD a spingere sul tema.