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Corsera: sciopero rinviato grazie a Obama

È sempre più dura la battaglia della redazione del Corsera contro i bonus che l'azienda ha deciso di concedere ai top manager, compreso l'amministratore delegato Pietro Scott Jovane. E il direttore de Bortoli mette sul piatto le proprie dimissioni.

L’arrivo in Italia del presidente statunitense Barack Obama fa rinviare lo sciopero al Corriere della Sera, ma solo di un giorno.

È sempre più dura la battaglia della redazione del Corsera contro i bonus che l’azienda ha deciso di concedere ai top manager, compreso l’amministratore delegato Pietro Scott Jovane.

I giornalisti hanno deciso di battersi contro un premio di produzione che ha un sapore amaro per chi ha dovuto subire i pesanti tagli all’organico e la chiusura di testate storiche del settore periodici. Il bonus ai manager, premiati dalla Rcs per i risparmi da 92 milioni di euro raggiunti grazie al duro piano di ristrutturazione, ha portato alla decisioner di bloccare l’uscita di giovedì 27 marzo, coincidente con l’arrivo in Italia di Obama.

Ma il Corriere aveva già in pagina una lunga intervista con il presidente Usa e questo ha indotto il direttore Ferruccio de Bortoli a fare opera di mediazione tra azienda e Comitato di redazione (Cdr) per scongiurare il fermo della produzione e non perdere la ghiotta opportunità giornalistica.

Alla fine c’è riuscito e il Corriere della Sera è regolarmente in edicola.

Ma il direttore ha messo sul piatto le proprie dimissioni, ponendo l’azienda di fronte a un vero e proprio aut-aut. Il contestatissimo bonus dev’essere annullato o de Bortoli lascerà via Solferino. Deciderà il consiglio di amministrazione (convocato per il 28 marzo): "Risulta insopportabile il fatto che qualcuno, nei piani alti dell’azienda, abbia avuto anche solo l’idea di mettersi a tavolino per escogitare come aumentare le retribuzione dei vertici, mentre qualche piano più sotto centinaia di dipendenti sono stati dichiarati ‘esuberi", è scritto nel durissimo comunicato del Cdr.

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