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Colantuono si nasconde: “Europa? Lasciamo stare e pensiamo al Bologna”

Dopo la vittoria per 2-0 sul Livorno, che vale il quinto successo consecutivo stagionale, Stefano Colantuono è soddisfatto della prova dei suoi ragazzi ma non è ancora sazio: “Il filotto fa piacere perchè sono cose che non accadono tutti i giorni ma ora guardiamo avanti"

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Felice, ma ancora affamato. Dopo la vittoria per 2-0 sul Livorno, che vale il quinto successo consecutivo stagionale, Stefano Colantuono è soddisfatto della prova dei suoi ragazzi ma non è ancora sazio: “Il filotto fa piacere perchè sono cose che non accadono tutti i giorni, soprattutto a una squadra piccola come noi – spiega il tecnico nerazzurro in sala stampa. Ma sono contento perché stiamo crescendo come mentalità. Ho l’impressione che siamo sempre più consapevoli delle nostre qualità e anche dei nostri difetti. Poi giochiamo bene, e questo mi fa piacere”.

Una pratica, quella col Livorno, chiusa senza grossi affanni: “Noi abbiamo fatto quello che facciam sempre, mettendoci lo stesso impegno. Poi ci son tanti fattori che determinano risultato. Sono onesto, oggi non pensavo andasse così e fare una partita come quella di stasera vuol dire aver raggiunto una grande maturità”.

Parlando dei singoli, un’altra buona prova per Estigarribia e una nuova conferma per De Luca: “Estigarribia sta facendo il suo, del resto se l’abbiam portato qui a gennaio sapevamo che poteva darci qualcosa. De Luca ha fatto bene, ha sfruttato l’occasione che ha avuto sono contento per il gol”.

Adesso si prospetta un finale di campionato tutto in discesa: “Ci sono motivazioni da mantenere, ma ora ci siam fissati un obiettivo, che non è l’Europa. Per noi la partita della vita ora è quella con il Bologna, poi ci sarà il Sassuolo e poi la Roma. Questa è la strada da seguire”.

Qualche rammarico per i punti buttati nel girone d’andata? “Se avessimo fatto un girone d’andata diverso probabilmente oggi non avremmo fatto queste partite qua”.

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Il bel gioco lievita, lievita sempre di più.
    Questo per l’Atalanta vale come il campionato del mondo.
    Credo, anzi di più, che Milan e Juventus a breve faranno una brutta fine contro di noi.

  2. Scritto da Luigi

    Perché lasciare stare??? Ce lo spieghi!!! I tifosi pagano il biglietto!!! Ah già Lei è quello che… i tifosi paganti non hanno il diritto di fischiare.
    Pensavamo di essere in democrazia. Invece non si può neanche puntare all’Europa. Quella del calcio…

    1. Scritto da solodea

      Per creare un gruppo ci vuole il tempo necessario e programmazione. Non dimentichiamoci che siamo l’ATALANTA, ma non in senso dispregiativo, perché io amo da sempre questa squadra e da ragazzo ho anche pianto per lei, ma credimi non ho mai “fischiato” e “preteso” quello che si può avere solamente con la compartecipazione di tutti purché tutti rispettino il loro ruolo ed il ruolo del tifoso che VUOLE PAGARE il biglietto non è di certo quello di fischiare per il semplice piacere di farlo.

    2. Scritto da basta poco...

      La spiegazione è semplice: c’è un misto di scaramanzia e di non voglia di illudere la gente…..poi ognuno è libero di sognare. Ma se Colantuon dicesse “….miriamo all’ Europa” al primo risultato storto la gente come te, vogliosa di criticarlo e basta, inizierebbe a triturare le p…e, nonostante i 43 punti al 26 di marzo! Mi piacerebbe che i chiacchieroni come te vivessero la realtà bresciana, falliti a pochi punti dai play-out per andare in lega pro! Medita

    3. Scritto da sergio

      già per me il tifoso che ragiona dicendo pago il biglietto fa già tristezza!! e comunque aveva ragione , quelli che fischiavano se ne dovevano stare a casa..altro che democrazia!!!ora manco capisci che è ovvio che ci proveremo, ma per far tenere i piedi per terra dice cosi…intelligentone!!

      1. Scritto da digeo

        E’ ovvio e giusto che lui butti acqua sul fuoco. Fischino pure i suoi detrattori. Sono sempre di meno ormai perché molti sono saliti in corsa sul suo carro. Compresi quelli che ne invocavano l’esonero non più tardi di due mesi fa. Faremo in tempo a rimpiangerlo.