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Pietro Ichino a Bergamo spiegherà alle tute blu le novità del Jobs Act

Pietro Ichino parteciperà al direttivo della Fim Cisl Bergamo, in calendario per venerdì 28 marzo alla Casa del Giovane, per discutere di lavoro nei giorni della riforma Renzi, il Jobs Act, e della polemica sulla necessità della concertazione e del confronto con le parti sociali.

Pietro Ichino parteciperà al direttivo della Fim Cisl di Bergamo che si riunirà venerdì 28 marzo alla Casa del Giovane, su iniziativa del Gruppo Giovani, per discutere di lavoro nei giorni della riforma Renzi e della polemica sulla necessità della concertazione e del confronto con le parti sociali. L’appuntamento è per venerdì 28 marzo, dalle 8.30 all’Auditorium della Casa del giovane di Bergamo.

“Centralità del lavoro: dal contratto unico al jobs act”, questo il titolo del confronto al quale sono invitati a partecipare, oltre che il giuslavorista Ichino, Roberto Benaglia: della segreteria Cisl Lombardia, e Marco Bentivogli: Segretario Nazionale Fim Cisl.

La Fim Cisl chiede al governo di concentrarsi “sulle scelte ad impatto anticiclico immediato, tra le quali, a nostro parere, mancano misure in grado di favorire la redistribuzione del lavoro, combinando in un connubio virtuoso patti intergenerazionali, scelte conciliative lavoro- famiglia e ri-orientamento dell’impiego delle risorse spese su ammortizzatori passivi”. “La FIM – dice Valentino Gervasoni, segretario generale dei metalmeccanici Cisl bergamaschi – esprime un giudizio positivo sul complesso delle misure annunciate dal Governo, anche se chiede che lo stesso si confronti con le parti sociali e demandi alla contrattazione aziendale le scelte applicative della riforma che vuole realizzare”.

“Vogliamo ascoltare – dice Pier Capelli, responsabile del gruppo Giovani della Fim -, confrontarci con un autorevole parere per poi poter, liberamente e in piena autonomia, elaborare un nostro pensiero che ci consenta, per quel che è possibile, di poter spostare il nostro giudizio, ponderato e preparato, all’interno del dibattito nazionale”.

“Anche oggi – continua Capelli – ci troviamo di fronte ai dati impietosi relativi all’andamento occupazionale nella nostra Provincia, dati che lasciano poco spazio alle analisi ma che richiedono, invece, interventi immediati e decisivi a rilanciare le sorti del Paese. Il contesto attuale non consente più di sbagliare, perdere ulteriore tempo è un lusso che il Paese non può più permettersi”.

Commenti

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  1. Scritto da Operaio Brembo

    Ma questo non ha già fatto abbastanza danni?
    Le sue teorie dovevamo risolvere il problema della disoccupazione, Il PD, Monti e Letta gli hanno creduto. Adirittura a Bergamo il PD lo ha fatto girare come la madonna pellegrina (ma poi si è candidato con Monti).
    Risultato il più alto tasso di disoccupazione della storia del paese! Nonsarebbe meglio invitarlo a desistere?

    1. Scritto da lotty

      Ti ringrazio per il commento, condivido tutto.

  2. Scritto da Gaetano Bresci

    Un autorevole strumento della borghesia ad un convegno di sindacalisti filo-padronali; i lavoratori sono serviti!

  3. Scritto da Disastro

    Continuare a credere che il problema della disoccupazione sia creato dalle troppe rigidità nel mercato del lavoro è veramente diabolico a questo punto…..Non esiste una prova scientifica quindi c’è poco da ponderare, anzi esiste la prova contraria cioè il deterioramento delle condizioni di lavoro con più disoccupati di qualche anno fa. Per non parlare dell’impatto avuto sui salari dei precari. Il cinismo continua…..