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Mantovani: “Basta tagli alle regioni virtuose, Renzi mantenga le promesse” fotogallery

Il vicepresidente di Regione Lombardia e assessore regionale alla salute Mario Mantovani è intervenuto al convegno organizzato dalla Asl “Le regole di sistema: verso la Riforma sanitaria lombarda”. All’iniziativa hanno preso parte i vertici regionali, che hanno illustrato le linee evolutive del sistema sanitario e socio-sanitario.

“Noi non siamo indipendentisti come altre regioni vicine alla nostra, ma teniamo all’autonomia della Lombardia. E ribadiamo che la Regione dovrebbe poter trattenere più tasse da destinare all’erogazione dei servizi per i cittadini”. Sono chiare ed eloquenti le parole del vicepresidente di regione Lombardia, nonché assessore regionale alla salute Mario Mantovani, intervenuto lunedì 24 marzo al convegno “Le regole di sistema: verso la Riforma sanitaria lombarda”.

L’iniziativa, che si è svolta lunedì 24 marzo alla sala Caravaggio dell’Ente Fiera Promoberg, è stata organizzata dall’Asl di Bergamo quale occasione di informazione e di confronto sulle linee evolutive del sistema sanitario e socio-sanitario. Mantovani afferma: “Speriamo che Matteo Renzi mantenga le promesse fatte e che non pensi di trovare le coperture per le riforme che vuole fare tagliando, ancora una volta, il fondo sanitario: è necessario dire basta tagli lineari alle regioni virtuose, si tagli dove si sprecano davvero le risorse. In Italia ci sono varie regioni che godono di particolare autonomia e non si capisce perché la Lombardia non possa avere maggior autonomia. Lasciare più risorse al territorio darebbe la possibilità di potenziare gli standard dei servizi erogati. In Lombardia si può contare su servizi d’eccellenza per la salute che, accanto alla famiglia e al lavoro, rappresenta il pilastro della vita delle persone: ci impegneremo, soprattutto, a mantenere l’attuale standard economico e di qualità”.

Ad aprire i lavori il direttore generale dell’Asl di Bergamo Mara Azzi, che ha tracciato la panoramica completa dell’offerta sanitaria e socio-sanitaria in Bergamo e provincia, spiegando: “Il territorio bergamasco è una realtà ampia ed estesa, variegata e complessa, che spazia dall’alta valle ai colli e alla Bassa Bergamasca. L’impegno è indirizzato all’erogazione delle prestazioni secondo il principio di equità, ossia offrire gli stessi servizi a tutti i cittadini indipendentemente da dove vivono. Servizi che nella nostra realtà possono contare su una positiva integrazione tra pubblico e privato: il contributo dei privati è molto importante e sopperisce alle carenze del pubblico. Analizzando i servizi erogati, possiamo affermare che l’offerta è buona e che la risposta ai bisogni c’è e va mantenuta, più che altro riorganizzata alla luce dell’evolversi nel tempo delle esigenze dei cittadini”.

Particolare attenzione va prestata alla cronicità, una condizione aumentata nel tempo. Il direttore Azzi prosegue: “La speranza di vita si è allungata e l’invecchiamento della popolazione è accompagnato da un incremento delle patologie croniche che confermano la necessità di adottare un approccio multidisciplinare e integrato sul paziente, che non si disperda nelle singole e molteplici specializzazioni. A fronte della contrazione delle risorse che si è verificata negli anni, il nostro impegno è finalizzato al mantenimento degli standard dei servizi erogati”.

Si proseguirà, poi, nello spostamento dell’asse di cura dall’ospedale al territorio. Azzi conclude: “Altra direzione in cui proseguirà il nostro lavoro sarà la continuità di assistenza fra l’ospedale e il territorio, in modo che il paziente possa restare nel suo domicilio il più possibile, grazie alle sinergie tra gli operatori sanitari, socio-sanitari e sociali e al lavoro di rete tra gli attori locali, come Comuni ed Ambiti. In questo modo è possibile dare risposte adeguate ed evitare duplicazioni di servizi, razionalizzare i costi ed essere efficienti”.

La riforma sanitaria regionale si muove tra continuità e innovazione. L’assessore alla famiglia, solidarietà sociale e volontariato Maria Cristina Cantù dichiara: “Nessun cambiamento può funzionare se non viene condiviso dagli operatori. Per questo, crediamo nel confronto come strada migliore per riformare la sanità regionale, partendo dalle fondamenta e per costruire un nuovo welfare caratterizzato dai diritti e dalle responsabilità delle persone. Non sarà una riforma rivoluzionaria, ma vogliamo ripartire da basi nuove, puntando su concretezza e trasparenza, agendo nel solco del possibile ed evitando la degenerazione della spesa sanitaria”.

Infine, il direttore generale di famiglia, solidarietà sociale e volontariato di Regione Lombardia Giovanni Daverio conclude: “La riforma potenzierà il ruolo delle Asl, che saranno in cabina di regia per la programmazione dell’offerta per la salute sul territorio, in modo che l’erogazione dei servizi seguirà l’evoluzione delle esigenze dei cittadini”.

Paolo Ghisleni

Commenti

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  1. Scritto da Antonino Barbato

    Interessante l’intervento del rappresentante dei medici di famiglia che sottolinea l’evoluzione del modo di lavorare e fare impresa, anche di gruppo, della sua categoria, per sopportare i costi a fare fronte agli impegni e alle evoluzioni sempre crescenti. Necessario direi evidenziare anche che i tagli previsti sono del 8% per le strutture pubbliche e solo del 1% per le private. A quanto pare, e non mi stupisco, si tende a potenziare gli EEPA invece di adeguare agli standard necessari gli EEP.

  2. Scritto da Antonino Barbato

    Per questioni di sintesi e di eco mediatica non è stato neppure nominato Walter Bergamaschi, l’unico che ha fatto un discorso con un capo e una coda, sottolineando la necessità reale di fare rete, come richiesto dal Dr. Nicora che ha rappresentato le Aziende Ospedaliere pubbliche, tra tutte le strutture sanitarie lombarde e non solo.