BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

L’ex mister di Bonaventura “L’Atalanta lo scartò, poi fu Pala a scoprirlo”

Mauro Borioni ha allenato il talento atalantino per tre anni, al Settempeda: "La svolta nella crescita di Giacomino è arrivata quando abbiamo conosciuto Pala, che lo voleva a Bergamo già nel 2001. Ma era troppo magro e minuto e Favini preferì lasciarlo a San Severino. Jack in Brasile? Lo speriamo tutti".

Più informazioni su

Che questo sia il momento di Giacomo Bonaventura l’avevano capito in molti. Se ne sono accorti Mazzarri e la sua Inter, stesi domenica da una doppietta del fantasista atalantino, se n’è accorto Colantuono, che ora si gode il suo gioiello. Se ne sono accorti i tifosi bergamaschi, che gongolano guardando la classifica della loro squadra e, a quanto pare, se n’è accorto anche il c.t. azzurro Prandelli, che sta seriamente pensando al numero 10 nerazzurro per il Mondiale in Brasile.

Ma l’esplosione di Bonaventura non è passata inosservata nemmeno a San Severino Marche (dove Massimiliano Caciorgna gli ha dedicato una canzona, ascoltala QUI), terra natale del buon Jack che viene seguito con attenzione da tutti i suoi concittadini.

E da una persona in particolare: Mauro Borioni, suo ex tecnico che può vantare il grande merito di essere stato tra i primi a capire le grandissime potenzialità del campioncino che oggi fa gola a mezza serie A. "Ma il talento di Giacomino – racconta in esclusiva a BgNews Borioni – si vedeva subito, era chiarissimo. Purtroppo Jack è esploso tardi perché il fisico non l’ha aiutato: fino a 15 anni era magro e minuto e i grandi club, si sa, a quell’età cercano soprattutto la quantità. E l’Atalanta, nel 2001, poteva già mettere le mani su Bonaventura ma Favini e Bonaccorso preferirono rimandare il tutto per permettere al ragazzo di finire la scuola dell’obbligo a San Severino. E il suo passaggio a Bergamo rischiò seriamente di sfumare".

Perché?

"Perché poi passò del tempo e di ragazzi nuovi, al posto di Giacomo, l’Atalanta ne trovò diversi. Ma c’era una persona che non lo perse mai di vista, innamorata com’era del suo modo di giocare".

Chi è?

"Alessio Pala, ai tempi allenatore degli Allievi nazionali nerazzurri. Fosse stato per lui Bonaventura sarebbe arrivato a Bergamo già nel 2001, senza se e senza ma. Fu lui nel 2005 a proporre a Giacomo di giocare il torneo di Arco di Trento con l’Atalanta e fu lui a convincere Favini che il talento del ragazzo non poteva essere sprecato. Poi la fortuna volle che quando Bonaventura fu acquistato dall’Atalanta Pala passò alla Primavera. E se lo portò subito dietro, facendogli saltare la trafila della Berretti".

Lei quando ha allenato Bonaventura?

"Tre anni, dal 2001 al 2004. Con me, nel Settempeda, Giacomino giocava da traquartista o come seconda punta ma ora lo vedo gran bene anche sulla fascia, dove con Colantuono ha imparato a fare sia la fase difensiva che quella offensiva nel migliore dei modi".

Poi Tolentino e Margine Coperta.

"Conobbi Antonio Bongiorni e gli dissi di questo ragazzo che col pallone tra i piedi sapeva fare qualsiasi cosa. Lo venne a vedere e lo tesserò subito per la sua squadra a metà campionato, informando l’Atalanta che da anni lavora a stretto contatto col Margine Coperta. Il resto lo sapete".

Quindi possiamo dire che, almeno inizialmente, l’Atalanta scartò Bonaventura?

"Sì, anche se, grazie al grande lavoro di Pala, le strade di Giacomo e dell’Atalanta non si sono mai allontanate troppo. Ma se non ci fosse stato l’ex tecnico atalantino non so come sarebbe finita".

Quando ha capito che Bonaventura poteva davvero sfondare?

"Quando ha debuttato in serie A, nel maggio del 2008. L’ha fatto con una personalità unica. E poi, negli anni a seguire, ha dimostrato tutta la sua tenacia e la sua voglia di arrivare rimboccandosi le maniche sia col Pergocrema che col Padova, dove ha potuto dimostrare quanto valeva".

Che tipo è Bonaventura? Come ha fatto, secondo lei, a crescere tanto?

"Come ho detto, Giacomino è un tipo tosto, testardo e tenace. Quando le cose sono andate per il verso giusto non si è mai montato la testa, come ora, e quando sono andate un po’ meno bene non si è mai arreso. Ecco come ha fatto a crescere tanto".

E ora, che futuro vede per lui?

"Gli auguro il meglio, spero possa andare in una big ma tempo al tempo. La scorsa estate poteva già finire in una grande squadra ma, per fortuna, alla fine è rimasto a Bergamo. Lì sta benissimo e ha potuto continuare il suo percorso di crescita, cosa fondamentale per non bruciarsi quando arriverà il momento del salto che tutti aspettiamo. A Giacomo l’ho detto: in una big deve arrivarci al momento giusto, da campione".

E in Brasile, secondo lei, Bonaventura ci andrà?

"Ha delle buone possibilità ma, al tempo stesso, una concorrenza spietata. Sarà dura ma qua a San Severino ci speriamo tutti. E se non dovesse essere convocato deve fare come ha sempre fatto: continuare a lavorare per crescere ancora. Perché, in qualcunque caso, quello del dopo-Brasile sarà il suo momento per conquistare la maglia azzurra definitivamente".

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Erne

    Rimpiangere tutti meno Signori. Un piccolo uomo che oltretutto ha sempre rilasciato dichiarazioni di astio nei confronti di Bergamo.

  2. Scritto da greatguy

    si ma dove sta scritto che nessuno è infallibile, sopratutto quando si tratta di ragazzini cosi giovani, i singoli casi non fannno testo. si giudica il risultato finale negli anni e su questo non si discute!!! tras i migliori se non il migliore d’europa

  3. Scritto da marco

    Che Balotelli non sia arrivato a Bergamo non la considero una grave pecca, molto di più l’essersi lasciati sfuggire, ma moltissimi anni fa, il giovanissimo Signori e ultimamente un talento come Andrea Belotti

    1. Scritto da Eugenio

      Come ho scritto, aver scartato per uno sputo Balotelli è stato uno dei segni più eticamente corretti in 107 anni di storia. Su Belotti non è andata così. Ce lo vendevano ma a peso d’oro. Bravi loro ad aver trovato lo Zamparini di turno che gli ha dato ciò che volevano. Per Signori ed altri è questione di punti di vista, nelle scelte. Ma io non rimpiango nulla, perché negli anni abbian sempre ottenuto tanto dal settore giovanile. Ristrutturato poi anni fa da Percassi.

  4. Scritto da nino cortesi

    Bonaccorso / Pala.
    Gelosie?
    Sono molto bravi entrambi.
    Potevano tranquillamente convivere.

  5. Scritto da Eugenio

    Se è per quello abbiamo scartato Balotelli, per uno sputo nel provino verso l’arbitro (testimoni oculari molti), come pure Signori per un fisico troppo esile al tempo… Ma anche tantissime soddisfazioni che bilanciano ottimamente le scelte sbagliate. Ma chissà perché del Balotelli scartato perché stupidino sin da giovanissimo non si parla mai. Questa scelta è stata una delle più eticamente corrette fatte in 107 anni di storia.

  6. Scritto da capita

    Beh, se e’ per questo l’atalanta anni orsono scarto’ un certo giovanissimo Roberto Carlos e parlo come persona informata dei fatti…

  7. Scritto da Pota

    ADESSO BASTA CON QUESTA STORIA . OGNI VOLTA CHE SI PARLA DI BONAVENTURA , TORNA ALLA RIBALTA QUESTA NOTIZIA.