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“Un milione alla Cdo” Chiesto processo per Roberto Formigoni

La procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione per l’ex presidente regionale e attuale senatore del Nuovo Centrodestra Roberto Formigoni nell’ambito delle indagini sulla realizzazione di una discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). La delibera della giunta regionale che dava il via libera per aprire la discarica a Cappella Cantone venne firmata da Roberto Formigoni il 20 aprile del 2011.

La procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di corruzione per l’ex presidente regionale e attuale senatore del Nuovo Centrodestra Roberto Formigoni nell’ambito delle indagini sulla realizzazione di una discarica di amianto a Cappella Cantone (Cremona). La delibera della giunta regionale che dava il via libera per aprire la discarica a Cappella Cantone venne firmata da Roberto Formigoni il 20 aprile del 2011.

Insieme all’ex Governatore della Regione Lombardia la Procura di Milano ha chiesto il processo anche per altre 12 persone: secondo l’accusa oltre un milione di euro di presunte tangenti sarebbero arrivate alla Compagnia delle Opere di Bergamo su input di Formigoni. Dopo l’avviso di chiusura delle indagini notificato lo scorso dicembre, il procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e i pm Paolo Filippini e Antonio D’Alessio hanno formulato la richiesta di processo a carico di 13 persone e 5 società per la vicenda che vede al centro una discarica di amianto che avrebbe dovuto sorgere a Cappella Cantone, nel Cremonese.

Stando alle indagini, l’imprenditore bergamasco Pierluca Locatelli, interessato alla realizzazione della discarica, avrebbe versato 100mila euro all’allora vicepresidente del Consiglio Regionale, Franco Nicoli Cristiani, «al fine – stando all’imputazione – di ottenere l’Autorizzazione integrata ambientale, necessaria». Locatelli avrebbe pagato «con il consenso e la consapevolezza di Rossano Breno e Brambilla Luigi», gli ex vertici della Cdo di Bergamo, «che agivano in nome e per conto dei pubblici ufficiali Raimondi Marcello», ex assessore regionale all’Ambiente, e «Formigoni». Diecimila euro poi sarebbero andati all’ex funzionario dell’Arpa Lombardia, Giuseppe Rotondaro. In più, l’imprenditore avrebbe versato, tra «denaro ed altre utilità», oltre un milione di euro «in favore della Compagnia delle Opere di Bergamo»: un modo per remunerare, secondo i pm, Formigoni e Raimondi. In cambio, sempre stando all’imputazione, Locatelli avrebbe ottenuto «l’approvazione della delibera di Giunta Regionale del 20 aprile 2011 n.1594, su proposta del Presidente, che consentiva la disapplicazione delle prescrizioni contenute nel Piano Cave adottato dal Consiglio Regionale». Sempre con quelle mazzette l’imprenditore «si garantiva l’opera di condizionamento, esercitata dai predetti Pubblici Ufficiali», tra cui Formigoni, «sulle determinazioni dei competenti Dirigenti amministrativi». In particolare, Locatelli avrebbe fatto avere 200mila euro a Brambilla, all’epoca `numero due´ della Cdo bergamasca, e 25mila euro a Breno, che era presidente. Inoltre, Locatelli avrebbe effettuato «al fine di ottenere i favori dei predetti pubblici ufficiali di area Comunione e Liberazione (…) plurime donazioni» per ristrutturare la «scuola privata Imiberg di Bergamo» per un totale di circa 781mila euro. Nel procedimento, infine, c’è un altro `capitolo´ nato da dichiarazioni di Locatelli e che non coinvolge Formigoni, ma è relativo ad un appalto di «rimozione delle interferenze» per l’Expo 2015: Dario Comini, incaricato alla Sicurezza «dalla stazione appaltante pubblica Expo 2015», è accusato di corruzione perché avrebbe ricevuto dal direttore tecnico del cantiere un’auto, una «scheda carburante» e un «Telepass». Lo stesso «pubblico ufficiale» poi è accusato anche di millantato credito sempre in relazione a quell’appalto, `tranche´ questa per cui è indagata anche Metropolitana milanese spa.

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