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La lectio magistralis di Michel Portal suggella un Festival da incorniciare fotogallery

Da sempre il jazz apre dibattiti tra gli appassionati perché stili e contaminazioni, soprattutto nelle stagioni più recenti, spesso dividono o non convincono del tutto. Invece, commenta Giacomo Mayer, questa edizione ha coinvolto tutti e ha lasciato alle spalle pochi dubbi.

Bergamo Jazz 2014 splendido splendente, tre serate nelle quali si sono ascoltate, vissute e interpretate le bellezze della musica jazz di questi tempi.

Un mondo aperto, senza confini e sempre ricco di emozioni e li citiamo tutti i musicisti che ci hanno regalato jazz di qualità Myra Medford e Joshua Redman, Gialuca Petrella, Dave Douglas e Tom Harell e le due performance finali col raffinatissimo duo Michel Portal – Vincent Peirani e con l’immaginifica band di Trilok Gurtu.

Possiamo dire che nessuno ha deluso le attese e questo non succedeva da qualche anno sul palcoscenico del Donizetti.

Da sempre il jazz apre dibattiti tra gli appassionati perchè stili e contaminazioni, soprattutto nelle stagioni più recenti, spesso dividono o non convincono del tutto. Invece questa edizione ha coinvolto tutti e ha lasciato alle spalle pochi dubbi.

Il pubblico degli appassionati ha risposto con una massiccia partecipazione che ha fatto venire gli occhi lucidi al direttore artistico Enrico Rava. Insomma il tutto esaurito o quasi.

La serata finale ha suggellato il successo del festival.

Michel Portal, leader storico del jazz europeo, innovatore ante litteram e, allo stesso tempo, fedele alla tradizioni con clarinetti e sassofoni ha duettato col giovane ma già esperto fisarmonicista Vincent Peirani svariando dal jazz classico alla musica popolare con spunti lirici avvolgenti e risvolti melodici di sicuro impatto. Quasi una lectio magistralis da parte di un grande artista che ama il rischio ben assecondato da un "nuovo vistuoso" della fisarmonica come Peirani.

Trilok Gurtu con Frederik Koster alla tromba, Turlug Tirpan al piano e alle tastiere, Achim Seifert al basso elettrico e con l’ospite Mathias Eik alla tromba ha trasformato il concerto finale in un happening senza frontiere. Musica a tutto campo, da Dizzie Gillespie fino a Bollywood come ha voluto sottolineare l’estroso percussionista indiano compagno d’avventura degli Oregon, di Joe Zawinul, Jan Garbarek e soprattutto di Don Cherry.

Da un appassionato gourmet un piatto musicale prelibato e gustoso.

In attesa di Bergamo Jazz 2015, ora si sta discutendo del rinnovo, o meno, dell’incarico al direttore artistico. Sarà ancora Enrico Rava o si cambierà? Attenzione agli inciampi.

Giacomo Mayer

Commenti

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  1. Scritto da ALBERTO

    Speriamo che si interrompa questo cerchio sciagurato per cui l’organizzazione si tramanda tra “amici” che poi si ritrovano stranamente sul palco una volta come direttore e l’altra volta come ospite. Chi ha orecchie per intendere intenda !

  2. Scritto da A.A.

    Propongo una raccolta firme per sostenere il rinnovo dell’incarico al grandissimo Maestro Rava!!!