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Discarica di amianto: ‘Rinviate a giudizio Locatelli, Raimondi, Breno’

Il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Formigoni, l'ex assessore all'ambiente Marcello Raimondi, gli ex vertici di Compagnia delle Opere di Bergamo: Luigi Brambilla, Rossano Breno, e gli imprenditori Antonio e Giovanni Testa, e Pierluca Locatelli.

Non solo Roberto Formigoni, ma un mondo che gravita attorno Compagnia delle Opere di Bergamo: Luigi Brambilla, Rossano Breno, Pierluca Locatelli, Marcello Raimondi e i fratelli Antonio e Giovanni Testa. Per tutti loro c’è la richiesta di rinvio a giudizio del procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo sul caso della discarica di amianto di Cappella Cantone, in provincia di Cremona, per la quale il gruppo Locatelli di Grumello del Monte, attraverso la società Cavenord, ottenne l’autorizzazione integrata ambientale a settembre del 2011. Le procedure per il via libera sono state giudicate "regolari" dal Tar di Brescia. Ma è stata la Procura di Milano a ricostruire un quadro corruttivo che serviva per sbloccare l’iter in favore dell’imprenditore di Grumello del Monte, Pierluca Locatelli. L’inchiesta porta a galla il rapporto, anche di carattere economico, tra Locatelli e gli ex vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo: Rossano Breno e Luigi Brambilla. Secondo il pm sarebbero loro il collegamento per far arrivare elargizioni al presidente della Regione Roberto Formigoni e all’ex assessore all’ambiente Marcello Raimondi. Coinvolti nell’inchiesta anche i fratelli di Ghisalba Antonio e Giovanni Testa, titolari della "Testa Battista & C." che avevano venduto a Pierluca Locatelli la Cavenord. In cambio, secondo un accordo tra gli imprenditori, i Testa avrebbero ottenuto il restante 50% del valore della società una volta che l’affare di Cappella Cantone sarebbe andato in porto.

FORMIGONI: "QUERELO LOCATELLI"

A seguito delle dichiarazioni rilasciate ai pm da Pierluca Locatelli, Roberto Formigoni aveva annunciato di voler querelare l’imprenditore di Grumello del Monte.

LA RICHIESTA: SPOSTATE IL PROCESSO DA MILANO A BERGAMO

Alcuni legale degli imputati, secondo indiscrezioni, chiederanno di trasferire gli atti dell’inchiesta della Procura di Milano dal capoluogo lombardo al Tribunale di Bergamo. Una richiesta che contesta la questione di incompetenza territoriale, perché i presunti episodi corruttivi al centro dell’inchiesta, in particolare modo i versamenti delle presunte mazzette, sarebbero avvenuti a Bergamo. L’eccezione di incompetenza territoriale sarà presentata al giudice per le udienze preliminari di Milano Vincenzo Tutinelli.

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