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Da “Million Dollar Piano” a “Vogliamo anche le rose” Al cinema in settimana

Tra i titoli che si possono trovare nelle sale cinematografiche di Bergamo e provincia in settimana spiccano “Million Dollar Piano”, la pellicola dedicata al cantautore britannico Elton John, che il 25 marzo compie 67 anni, e “Vogliamo anche le rose”. Non mancano i film del momento, come “Allacciate le cinture” e “12 anni schiavo”. Ecco la programmazione completa dei cinema della Bergamasca.

Al cinema si apre una nuova settimana ricca di titoli. Tra i film che si possono vedere nelle sale di Bergamo e provincia spiccano “Million Dollar Piano”, la pellicola dedicata al cantautore britannico Elton John, che il 25 marzo festeggia il compleanno, e “Vogliamo anche le rose”. Non mancheranno i film del momento, come “Allacciate le cinture” e “12 anni schiavo”. Vi proponiamo qui di seguito la programmazione completa dei cinema in Bergamasca.

LUNEDI’ 24 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035 248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Lei”, ‎120min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Tutto parla di te”, ‎90min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 22:30 (accompagnato dalla conversazione con la regista Alina Marazzi, nell’ambito della rassegna Domina Domna 2014);

“Vogliamo anche le rose”, ‎85min‎‎ – Documentario‎‎ – Doppiato‎, alle 20 (accompagnato dalla conversazione con la regista Alina Marazzi, nell’ambito della rassegna Domina Domna 2014).

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035 251339

Concerto di musica classica “Music Emotion”, alle 20:45;

“Ida”, ‎80min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINEMA TEATRO DEL BORGO a Bergamo in piazza sant’Anna, 51 – 035 270760

“Smetto quando voglio”, ‎100min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:15, alle ‎19:50 e alle ‎22:15;‎

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10 e alle ‎19:45;‎

“Non buttiamoci giù”, ‎96min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle ‎17:20, alle ‎19:50 e alle ‎22:10;‎

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Il ricatto”, ‎90min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:50‎, alle‎ 20:10 e alle ‎22:30;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:40 e alle ‎22:30;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30‎, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:50 e alle ‎22:40;‎

“Mr. Peabody e Sherman”, ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20;‎

“Million Dollar Piano – Elton John”, ‎130min‎‎ – Musical‎‎ – Doppiato‎, alle 20 e alle ‎22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 22:20.

NUOVO CINETEATRO ALBINO in piazza San Giuliano, Albino – 035 751490

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21 (Ingresso promozionale a 4 euro).

MARTEDI’ 25 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035 248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“A proposito di Davis”, 105min – Drammatico – Doppiato, alle 21 (in lingua originale, inglese, sottotitolato in italiano);

Incontro con la regista Alessandra Locatelli e proiezione dei suoi film documentari “E invece era una volpe” e “Il rumore dell’erba”, dalle 21, nell’ambito della rassegna Domina Domna 2014).

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035 251339

“Tomboy”, 84min – Drammatico – Doppiato, alle 20:30;

“Ida”, ‎80min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30, alle ‎20 e alle ‎22:40;‎

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 19:45;‎

“Non buttiamoci giù”, ‎96min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎19:50 e alle ‎22:10;‎

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Il ricatto”, ‎90min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:50, alle ‎20:10 e alle ‎22:30;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle ‎17, alle ‎19:40 e alle ‎22:30;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17 e alle ‎22:40;‎

“Mr. Peabody e Sherman”, ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20‎ e alle ‎19:50;‎

"47 Ronin” (NO 3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 22:20;‎

“The Wolf of Wall Street”, ‎180min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30 e alle ‎21:30.‎

NUOVO CINETEATRO ALBINO in piazza San Giuliano ad Albino – 035 751490

“Zoran, il mio nipote scemo”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Philomena”, 98min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

MERCOLEDI’ 26 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035 248330

“Lei”, ‎120min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Noi 4”, 93min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035 251339

“Miss violence”, 99min – Drammatico – Doppiato, alle 20:45;

“Ida”, ‎80min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Amici come noi”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:15, alle ‎19:50 e alle ‎22:15;‎

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10‎ e alle ‎19:45;‎

“Non buttiamoci giù”, ‎96min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎19:50 e alle ‎22:10;‎

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Il ricatto”, ‎90min‎‎ – Thriller‎‎ – Doppiato‎, alle 17:50, alle ‎20:10 e alle ‎22:30;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:40 e alle ‎22:30;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:30, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

"47 Ronin” (NO 3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 22:20;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17, alle ‎19:50 e alle ‎22:40;‎

“Mr. Peabody e Sherman”, ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎., alle 17:20 e alle ‎19:50;‎

“Una donna per amica”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 22:20.‎

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 035 452 3057

“Philomena”, 98min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

Ecco le informazioni pellicola per pellicola.

– “Allacciate le cinture”. Nell’arco di tredici anni, a partire dai duemila, in una Lecce che scopre il piccolo grande boom economico pugliese, due giovani autoctoni (agli antipodi per estrazione sociale, convinzioni ideologiche, aspirazioni e frequentazioni) si odiano, si amano, si tradiscono, fanno esperienza della dolore e dell’ombra della morte, insomma vivono. Lei si chiama Elena, di buona famiglia, con ambizioni imprenditoriali, abbandonati gli studi si mette a fare la cameriera, divertita dalla cosa e dal sogno di mettere su un locale tutto suo, spalleggiata dall’amico Fabio, gay e fantasioso. Lui si chiama Antonio, proletario da cartolina, fa il meccanico, è omofobo, ma ha una solida cultura del corpo con tanto di tatuaggi che rasentano la vertigine dell’osso sacro, vagamente razzista, insomma non un buon partito per una ragazza borghese di provincia. I due, fatalmente, si incontrano e si scontrano in una giornata di pioggia, sotto la pensilina densamente affollata di una fermata dell’autobus. Scatta la scintilla che lavora sui contrari, che tanto si sa poi si attraggono. E così sarà. Elena e Antonio, contro il loro stesso ambiente, si innamoreranno e dovranno sostenere le prove della vita e soprattutto quelle della malattia che colpirà lei tredici anno dopo il loro primo incontro. Ospedali, sedute di chemioterapia, capelli che cadono, magrezza insana, occhi segnati… Ma all’improvviso le frecce lineari del tempo sembrano convergere forzandosi a disegnare un cerchio.

– “Lei”. Theodore è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un’intelligenza artificiale sorprendentemente "umana", arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.

– “Tutto parla di te”. Pauline ritorna a Torino dopo una lunga assenza. Partita per fare una ricerca sull’esperienza e i problemi della maternità, si ritrova ad affrontare il suo passato, dove ha sepolto un segreto doloroso. Ogni mattina si incontra con Angela, una vecchia amica che dirige un Centro maternità, per raccogliere materiale e testimonianze. All’ingresso del consultorio incrocia Emma, una giovane mamma in difficoltà, che non riesce a gestire la responsabilità della maternità e si è chiusa in un silenzio sordo. Solo Pauline sembra toccarla, invitandola a confidarsi davanti a un caffè amaro. Pauline vorrebbe aiutarla, sentendo rinascere dentro di lei la voglia di prendersi cura di qualcuno, perdonandosi la colpa di un abbandono. Tra alti e bassi, incontri e scontri, Pauline ed Emma troveranno conforto l’una nell’altra, maturando la consapevolezza di una nuova identità di madre e di donna.

– “Vogliamo anche le rose”. Un documentario che racconta il profondo cambiamento avvenuto nel costume in Italia tra gli anni Sessanta e Settanta grazie alla liberazione sessuale e al movimento femminista. Vengono riproposte le più importanti tappe di questo percorso filtrandole attraverso lo sguardo femminile di una regista poco più che quarantenne. Dichiara la regista: "Ho voluto ripercorrere la storia delle donne tra la metà degli anni Sessanta e la fine degli anni Settanta per metterla in relazione, a partire dal ‘caso italiano’, con il nostro presente globale, conflittuale e contraddittorio. Con l’intenzione di offrire uno spunto di riflessione su temi ancora oggi parzialmente irrisolti o oppure addirittura platealmente rimessi in discussione". Ne è uscito un documentario che ha una sorta di doppia valenza: quella negativa è legata alle generazioni di chi quelle vicende le ha vissute e che si trova di fronte a un ‘ripasso’ ben realizzato ma poco coinvolgente anche sul piano della memoria.

– “Amici come noi”. Pio e Amedeo sono due grandi amici che gestiscono a Foggia un negozio di pompe funebri high tech dal nome Hai l’Under (spelling foggiano di Highlander). Pio sta per sposare Rosa, una maestrina locale, ma tramite Amedeo scopre che in rete circola un video hard in cui appare la ragazza. Pio e Amedeo decidono allora di lasciare la cittadina pugliese (Fuggi da Foggia è la canzone di sottofondo) dirigendosi prima a Roma e poi a Milano.

– “12 anni schiavo”. Stati Uniti, 1841. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon infila un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome. In suo soccorso arriva Bass, abolizionista canadese, che metterà fine al suo incubo. Per il suo popolo ci vorranno ancora quattro anni, una guerra civile e il proclama di emancipazione di un presidente illuminato.

– “Music Emotion”. Direttore Gianandrea Noseda, Violoncello Enrico Dindo, Ottorino Respighi, Antiche danze ed arie per liuto, Seconda suite. Alfredo Casella, Concerto per violoncello|Sinfonia n°2. Fin dai primi anni di attività la Filarmonica della Scala ha sistematicamente promosso il repertorio sinfonico italiano. Questo concerto include la prima esecuzione alla Scala della monumentale Seconda sinfonia di Casella: una pagina che documenta la ricchezza il cosmopolitismo della scena musicale italiana del 900. Respighi presentò una Prima Suite di Antiche danze e arie trascritte da originali per liuto nel 1917. L’esecuzione all’Augusteo di Roma, riscosse un caloroso successo che, indusse il compositore a licenziare, nel 1923, una Seconda Suite per orchestra, che fu ascoltata per la prima volta a Cincinnati nel 1924 e comprende quattro brani risalenti ai secoli XVI e XVII. Nel 1930 la multiforme e frenetica attività musicale di Alfredo Casella lo porta a fondare il Trio Italiano insieme al violinista Alberto Poltronieri e al violoncellista Arturo Bonucci, per cui scrive il Triplo Concerto. Per Bonucci scrive invece nel 1935 il Concerto op.58, una delle pagine concertanti più riuscite del Novecento italiano, in cui l’impostazione puramente neoclassica dei lavori precedenti si accende di tensioni moderniste debitrici in particolare a Hindemith. Testimonianza delle molteplici influenze che si intrecciano nell’opera del giovane Casella è la trascinante Seconda Sinfonia, un lavoro monumentale e appassionato che costituisce forse il più importante riflesso dell’opera di Gustav Mahler sulla musica italiana e accoglie echi di danza e ritmi militari in una costruzione di sicuro esito emotivo e spettacolare.

– “Ida”. La vicenda si svolge all’inizio degli anni ’60, nella grigia Polonia. Anna è una giovane novizia in attesa di diventare suora a tutti gli effetti. Vive in un convento isolato dove, essendo orfana, è stata portata in tenerissima età, durante la II Guerra Mondiale. Poche settimane prima di prendere i voti, invitata dalla Madre Superiora, si reca a Varsavia per incontrare la sua unica parente conosciuta, la zia Wanda, una cinquantenne single, intellettuale elegante. È una donna che nasconde una grande sofferenza che coinvolge anche la nipote circa il drammatico passato da cui è stato segnato il passato della loro famiglia.

– “Smetto quando voglio”. Roma, i nostri tempi. A un ricercatore universitario viene negato il rinnovo dell’assegno di ricerca; ha 37 anni, una casa da pagare, una fidanzata da soddisfare, molti amici accademici finiti per strada, stesso destino. Pietro Zinni, un chimico, non vuole fare la loro stessa fine, non vuole essere umiliato facendo il lavapiatti in un ristorante cinese, né il benzinaio per un gestore bengalese. Le sue qualifiche e il suo talento non possono essere buttati al vento. Si ingegna e scopre una possibilità ai limiti della legalità: sintetizza con l’aiuto di un suo amico chimico una nuova sostanza stupefacente tra quelle non ancora messe al bando dal ministero. La cosa in sé è legale, lo spaccio e il lucro che ne derivano no. Ma fa lo stesso, i tempi sono questi. Pietro recluta così tutti i suoi amici accademici finiti in rovina, eccellenti latinisti, antropologi e quant’altro e mette su una banda. Lo scopo è fare i soldi e vedersi restituita un briciolo di dignità. Le cose poi prendono un’altra piega…

– “Non buttiamoci giù”. Martin, Maureen, Jess e J.J. si ritrovano la notte di capodanno in cima ad un palazzo. Non si conoscono ma sono lì tutti per il medesimo motivo: tentare il suicidio. La presenza di altre persone inibisce tutti e quattro, spingendoli a rinunciare e a stringere un legame basato sulle comuni difficoltà. Uniti dal desiderio di non ricadere nel baratro della voglia di morire cominciano a frequentarsi, vanno in vacanza insieme per sfuggire alla pressione che i media, accortisi della loro storia strappalacrime, pone loro ma al ritorno nulla sembra essere come prima.

– “300 – L’alba di un impero”. Grazie al sacrificio alle Termopili dei 300 valorosi spartani guidati da Leonida, la Grecia ha una possibilità di resistere all’invasione dell’Impero Persiano. Ma la speranza è legata alla capacità di Temistocle, guida militare degli ateniesi, di riuscire a unire le città-stato indipendenti nella lotta per la libertà dell’Ellade e di contrastare con l’astuzia e le tattiche di combattimento la forza preponderante della flotta persiana. 300 – L’alba di un impero nasce da presupposti analoghi ma da una base di partenza totalmente diversa rispetto al suo predecessore. Dove il film di Zack Snyder prendeva spunto da una graphic novel già esistente "300" di Frank Miller, capolavoro della nona arte – per esaltarne i lati più spettacolari e metterli al servizio del progresso tecnologico, il sequel di Noam Murro (ma co-sceneggiato da Snyder) parte dal film precedente, e dalla mitopoiesi generata attorno ad esso, per anticipare e "immaginare" il fumetto. Quantomeno per il pubblico, visto che è probabile che ci sia stata più di una consultazione in fase di produzione con Frank Miller per allinearsi al suo ancora inedito "Xerxes", sequel del 300 fumettistico.

– “Il ricatto”. Tom Selznick torna sulle scene dopo 5 anni di assenza. La più grande promessa della musica classica è stato a lungo lontano dai palchi a causa di una clamorosa figuraccia durante l’esecuzione di un brano particolarmente difficile, La cinquette, composta dal suo mentore e maestro, ora deceduto. Per il ritorno di Selznick è stato organizzato un concerto-evento durante il quale il pianista scopre di essere sotto tiro da parte di un cecchino che ha una lunga serie di buone motivazioni per costringerlo tramite la paura della morte ad eseguire alla perfezione un fuori-programma: La cinquette, proprio il brano che non era riuscito mai ad eseguire alla perfezione e dal cui fallimento sembrava non potersi riprendere più.

– “Need for speed”. Tobey ha un’officina in cui ripara macchine e non se la passa bene economicamente. Per salvarsi dalla bancarotta accetta di riparare una macchina per conto di Dino, pilota ricco e viziato. Finito il lavoro è chiaro che Tobey è in grado di spingere quella macchina molto più in là di quel che è in grado di fare Dino, il quale per dimostrare il contrario lo sfida ad una corsa a tre nella quale un incidente scatenato da Dino stesso causerà la morte di un amico di Tobey che, ingiustamente incolpato, sconterà tre anni di carcere. Una volta uscito di galera l’unico obiettivo di Tobey è attraversare il paese in tempo per gareggiare in una corsa clandestina tra le più pericolose e battere Dino. I riferimenti di Scott Waugh e dei fratelli Gatins (sceneggiatori) sono molto chiari: i grandi viaggi in auto all’interno dell’America, contrappuntati da una voce fuoricampo come Punto Zero o le odissee contro tutti di I guerrieri della notte, solo desaturate completamente di qualsiasi intento polemico verso l’autorità o riferimento alla realtà dei fatti. Need for speed è quindi cinema dello stunt puro, in cui la trama mette in moto gli eventi e nulla di più, accoppia i protagonisti e li separa da un cattivo da raggiungere, si occupa di fornire in ogni momento una motivazione per correre.

– “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”. Romain Faubert ha quarant’anni e la fobia per i microbi. Scapolo e ipocondriaco, col vizio della ricerca frenetica su internet e il ricovero immotivato, non ha più un amico e frequenta soltanto Dimitri Zvenka, un medico che ha commesso l’errore di prenderlo in cura diciotto anni prima e che adesso prova invano a congedarlo. La morte improvvisa di un collega di Romain, fotografo per un dizionario medico online, getta l’uomo nel panico e nello sconforto. Commosso dallo stato in cui versa l’amico-paziente, Dimitri si offre di confortarlo un’ultima volta, aiutandolo a trovare una compagna. Falliti gli incontri online e l’attività sportiva, Dimitri tenta una terapia shock, incoraggiando Romain a collaborare con lui nel centro di accoglienza organizzato per assistere i rifugiati politici del Tcherkistan, un immaginario paese dell’est Europa. Sopraffatto dagli abbracci e dal contatto decisamente diretto con gli immigrati clandestini, Romain sviene e viene soccorso da Anna, la bella sorella di Dimitri, che lo scambia per Anton Miroslav, un coraggioso guerrigliero dei Balcani. Romain, perdutamente innamorato, sta al gioco, alterando il corso della Storia e cambiando per sempre la sua vita.

– “La bella e la bestia”, ispirato alla celebre fiaba che ha emozionato e appassionato diverse generazioni. 1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l’attende.

– “Mr. Peabody e Sherman”. Mr. Peabody è un cane eccezionale, dotato di un intelletto superiore si è separato dal branco in tenera età e ha conquistato tutto quel che uno scienziato può conquistare (fino al nobel) oltre ad eccellere nello sport. Sentendosi solo ha però deciso di adottare un bambino e per educarlo ha inventato una macchina del tempo con la quale portarlo di epoca in epoca a vedere la storia con i propri occhi. Quando però Sherman dovrà andare a scuola si scontrerà con un mondo meno ovattato di quello che ha conosciuto con il suo padre adottivo. Preso in giro per essere figlio di un cane Sherman risponde a violenza con violenza scatenando l’interesse dei servizi sociali che mirano a separarlo dal padre animale. Intanto un incidente con la macchina del tempo li fa viaggiare attraverso diverse epoche fino a causare un paradosso che potrebbe porre fine a tutto il mondo. Fin dallo spunto è evidente quale sia il fine primario di mr. Peabody & Sherman: non certo raccontare una storia davvero coinvolgente (la narrazione è davvero troppo sconclusionata e poco armonica) ma intrattenere ed educare, far passare nozioni storiche attraverso la lente del divertimento e della parodia. Un concetto di intrattenimento intelligente per bambini da anni ’60, decade dalla quale infatti provengono i personaggi, protagonisti all’epoca di una serie per la televisione a puntate, contenuta in uno show tutto di cartoni. L’improbabile storia di Mr. Peabody era un prodotto a modo suo rivoluzionario per la sagacia dei dialoghi, la raffinatezza dell’umorismo e la peculiarietà dei personaggi, uno dei primi a dimostrare che l’animazione può essere più che pupazzi in movimento. Il miracolo di questo primo lungometraggio della coppia è quindi di portare nella modernità un prodotto così vecchio stampo riuscendo a replicarne i punti di forza senza necessariamente adattarlo a quel che oggi si fa al cinema con i cartoni.

– “Million Dollar Piano – Elton John”. La versione cinematografica dello spettacolare concerto che Elton John ha proposto al Caesars Palace di Las Vegas dal 28 settembre 2011. Uno spettacolo che vede come protagonista, oltre a Sir Elton John, uno speciale piano prodotto da Yamaha che dà il nome allo spettacolo che rappresenta lo stato dell’arte, perfetto per accompagnare i più grandi successi della rock star grazie anche alla visualizzazione delle immagini trasmesse dai 68 schermi LED integrati, creati sempre da Yamaha.

– “Una donna per amica”. Francesco è un avvocato trapiantato a Lecce, dove difende casi indifendibili e svolge l’attività di consigliere comunale per la lista civica Ambiente e libertà. Claudia è la sua migliore amica italo-francese, che gli movimenta la vita piombandogli in casa a sorpresa e coinvolgendolo nei suoi guai, fra cui spicca una sorellastra, Anna, tossicodipendente. I due amici avviano storie romantiche parallele, ma entrambe sono destinate a naufragare, poiché la vera tensione erotica è fra loro. Riusciranno finalmente a chiamare le cose con il loro nome?

– “A proposito di Davis”, vincitore del Gran Premio della giuria al festival di Cannes e in corsa per due Oscar. Il protagonista della pellicola, in cui emerge il profondo spirito drammatico dei fratelli Coen, è un cantante folk, interpretato da Oscar Isaac, che cerca la propria strada e un’occasione nel mondo musicale del Greenwich Village del 1961. Sulla scena newyorchese non era ancora comparso Bob Dylan, e prosperava il folk revival, tra piccoli club e case discografiche polverose.

– “E invece era una volpe”. Tetti spioventi, ripide stradine lastricate di pietre, una fontana, un caseificio, il sagrato di una chiesa, un minuscolo circo itinerante, le vette innevate a racchiudere il tutto: la vita di un paesino di montagna è colta nel lento passare del tempo. Fra bambini che giocano a calcio nelle piazzette, donne che pregano, vecchi solitari e immigrati ammalati di nostalgia, il cinema prende corpo come sguardo e come incontro col mondo.

– “Il rumore dell’erba”. Angelo e Lucia sono gli ultimi abitanti di due paesi fantasma della Valcamonica, imponente distesa lombarda nel cuore delle Alpi. Questo paesaggio, maestoso e rigoroso nel suo silenzio montano, è mutilato dalla speculazione edilizia. Nei centri storici deserti di paesini sospesi nel tempo, le case in pietra, disabitate da anni, vengono abbattute, per fare posto alle villette a schiera e alle moderne unità abitative di complessi residenziali, tutti uguali nella loro essenziale efficienza. Efficienza, però, limitata, dato che i nuovi quartieri, costruiti sulle macerie dei vecchi, sono funzionali al facoltoso turismo invernale, che necessita di un comodo accesso alle piste da sci. Così, mentre la Valcamonica cambia volto, a scapito della tutela storica di edifici che risalgono anche al 1800, i pochissimi abitanti che resistono, come Angelo e Lucia, provano a difendere almeno i ricordi dalla violenza devastatrice delle ruspe. Attraverso lo sguardo velato di lacrime di chi vede la propria vita svanire nel rumore delle demolizioni, la regista Alessandra Locatelli dà voce a mondi che si vorrebbero sommersi, in funzione di una storpia idea di progresso. Emergono le storie di infanzie serene, pregne di semplicità. Così, una Valcamonica nascosta e rurale torna alla vita, laddove il deserto di solitudine della valle riattiva il pulsare allegro e chiassoso delle voci di paese, in contrapposizione all’oratoria finto-pragmatica dei venditori di case. E negli occhi commossi di una donna ormai anziana è racchiusa tutta la speranza di un futuro capace di cogliere la bellezza del passato.

– “Tomboy”. Laure, dieci anni, insieme ai genitori e alla sorella Jeanne si trasferisce durante le vacanze estive. La mamma è incinta del terzo figlio (un maschio) e il padre è impegnato al lavoro. La bambina approfitta della distrazione degli adulti per prendere una decisione: nel nuovo ambiente si farà credere un maschio. E’ come Michael che farà le prime amicizie e, in particolare, attirerà l’attenzione di Lisa che finirà con l’innamorarsi del nuovo arrivato con il quale scambierà qualche bacio e momenti mano nella mano. Fino a quando potrà durare questa situazione? Céline Sciamma torna ad affrontare, dopo Water Lilies, le tematiche della scoperta della sessualità spostando però l’attenzione dalla fase adolescenziale a quella preadolescenziale. Trova in Zoé Héran l’interprete adatta per rappresentare, con la giusta dose di innocenza mista a un bisogno di esplorare, il cammino estivo di Laure. Sciamma osserva il microcosmo dei bambini con tenerezza e acume ma senza facili semplificazioni. Maschi e femmine in formazione non sono quegli esseri asessuati che gli adulti vorrebbero che fossero. Natura e società impongono le loro leggi e, in particolare la società, i loro modelli con cui confrontarsi e scontrarsi. Perché spesso sono più legati a stereotipi che a veri bisogni. Così Laure mentre decide di trasgredire facendosi passare per maschio finisce inconsciamente per aderire a quelle che ritiene debbano essere necessariamente le caratteristiche dell’altro sesso. Céline Sciamma, nel descrivere Laure, va oltre quella che avrebbe potuto costituire la gabbia episodica di un racconto di travestimento infantile e lascia lo spettatore con domande più ampie intorno alla definizione della sessualità propria di ogni individuo. In definitiva spetta a noi decidere se quell’estate sarà solo una parentesi nella vita della bambina oppure se ne segnerà il futuro.

– “47 Ronin”. Kai è un mezzosangue dalla natura poco chiara, indesiderato da tutti ma benvoluto dal signore locale, Asano. Davanti ai suoi occhi si svolgerà una lotta tra umano e disumano la cui prima vittima sarà proprio Asano, accusato di tentato omicidio dello shogun e quindi obbligato ad un suicidio per riparare il proprio onore. L’uomo in realtà era posseduto da un demone che trama nell’ombra. I 47 samurai rimasti orfani del proprio padrone (e quindi "ronin") decideranno di vendicarsi contro lo shogun e tutta la corte demoniaca che gira intorno a lui, ben consci che questo significherà una condanna a morte. A loro non potrà che unirsi nonostante le ritrosie iniziali anche Kai, che da anni è segretamente innamorato della figlia di Asano. Tali e tanti sono gli adattamenti ai dettami del cinema hollywoodiano che si stenta a riconoscere la struttura dell’opera teatrale 47 ronin, ma del resto anche il vero contorno storico. Perchè il 47 ronin americano non ambisce a fare quel che le altre arti ricercavano (il racconto di quanto la realtà dei fatti abbia messo in scena i massimi valori nazionali giapponesi) ma ad usare quel tipo di parabola per creare una storia fantastica, prendere il racconto dei samurai senza padrone che cercano una vendetta mortale e inserirlo in un contesto di mostri e demoni in pessima computer grafica, al limite con il fantastico contemporaneo (quello di Biancaneve e il cacciatore o Il cacciatore di vampiri, che rilegge la storia e i racconti tradizionali contaminandoli di mostruosità) e asservito al medesimo schema narrativo di 300.

– “The Wolf of Wall Street”. Jordan Belfort è un broker cocainomane e nevrotico nella New York degli anni Novanta. Assunto dalla L.F. Rothschild il 19 ottobre del 1987 e iniziato alla ‘masturbazione’ finanziaria da Mark Hanna, yuppie di successo col vizio della cocaina e dell’onanismo, è digerito e rigettato da Wall Street lo stesso giorno in seguito al collasso del mercato. Ambizioso e famelico, risale la china e fonda la Stratton Oakmont, agenzia di brokeraggio che rapidamente gli assicura fortuna, denaro, donne, amici, nemici e (tanta) droga. Separato dalla prima moglie, troppo rigorista per reggere gli eccessi del consorte, Jordan corteggia e sposa in seconde nozze la bella Naomi, che non tarda a regalare due eredi al suo regno poggiato sull’estorsione criminale dell’alta finanza e la ricerca sfrenata del piacere. Ma ogni onda cavalcata ha il suo punto di rottura. Perduti moglie, amici e rotta di navigazione, Jordan si infrangerà contro se stesso, l’inchiesta dell’FBI e la dipendenza da una vita ‘tagliata’ con cocaina e morfina.

– “Zoran, il mio nipote scemo”. Paolo Bressan è un uomo cinico col vizio del vino e della menzogna, con cui mette in difficoltà il prossimo e prova a riconquistare la sua ex moglie. Occupato presso una mensa per anziani, è svogliato e sgraziato con gli amici del paese che gli danno ricovero nelle difficoltà, contenendone l’incontinenza e la boria. Tra un bicchiere di vino e un piatto di gulash, ‘eredita’ un nipote da una lontana zia slovena, a cui dovrà dare ospitalità il tempo necessario perché la burocrazia faccia il suo corso e il ragazzo si stabilisca in una casa-famiglia. Zoran, adolescente naïf nascosto dietro un paio di grandi occhiali, è un ragazzino colto che parla un italiano aulico e gioca bene a freccette. Accortosi molto presto del talento del nipote nel lanciare e colpire sempre il centro, Paolo è deciso a sfruttarne la disposizione, iscrivendolo al campionato mondiale di freccette. Spera in questo modo di vincere sessantamila euro e di sistemarsi per sempre lontano dalla provincia friulana. Niente andrà come previsto e Paolo farà finalmente i conti con se stesso e coi sentimenti degli altri.

– “Philomena”. Irlanda, 1952. Philomena resta incinta da adolescente. La famiglia la ripudia e la chiude in un convento di suore a Roscrea. La ragazza partorirà un bambino che, dopo pochi anni, le verrà sottratto e dato in adozione. 2002. Philomena non ha ancora rinunciato all’idea di ritrovare il figlio per sapere almeno che ne è stato di lui. Troverà aiuto in un giornalista che è stato silurato dall’establishment di Blair e che accetta, seppur inizialmente controvoglia, di aiutarla nella ricerca. Gli ostacoli frapposti dall’istituzione religiosa saranno tanto cortesi quanto depistanti ma i due non si perdono d’animo.

– “Noi 4”. Lara ed Ettore sono stati marito e moglie, e si sono molto amati. Ora sono ex coniugi che hanno polarizzato le differenze all’origine del loro distacco: Lara ingegnere stakanovista e ansiogena, Ettore sedicente artista di nobili natali e voglia di lavorar saltami addosso. A rimetterli costantemente in contatto, nonostante le reciproche divergenze, sono i due figli Emma e Giacomo: lei aspirante attrice occupante del Teatro Valle; lui studente di terza media alle prese con l’esame finale, "incidente scatenante" che favorisce l’ennesimo incontro-scontro fra i genitori.

– “Miss Violence”. Le apparenze possono ingannare: trombette, torta e cappellini, si festeggia il compleanno dell’undicenne Angeliki, ma qualche sintomo di un’altra verità dà già nell’occhio, anzi, nell’orecchio, perché si balla su ‘Dance Me to the End of Love’ di Leonard Cohen, notoriamente ispirata alla Shoah. La scrittura di Avranas è calibratissima, distilla segreti e bugie col contagocce, sui volti impassibili degli interpreti segna gli accenti gravi di un orrore inquietante e sordo. All’interno del programma DOMINA DONNA 2014.

Paolo Ghisleni

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