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Bonaventura, due squilli per Cesare Prandelli Jack merita il Mondiale fotogallery

Dopo la grande prestazione contro la Sampdoria sotto gli occhi di Cesare Prandelli, Giacomo Bonaventura lancia un altro segnale importante al commissario tecnico della Nazionale in vista del Mondiale brasiliano: due gol all'Inter per dire che il gioiello nerazzurro di San Severino Marche è pronto per l'avventura.

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Una prestazione da urlo contro la Samp sotto gli occhi di Cesare Prandelli e due gol a San Siro contro l’Inter per dimostrare che non era un caso: Giacomo Bonaventura chiama il ct della Nazionale a suon prestazioni maiuscole che gli stanno facendo scalare rapidamente posizioni nella lista d’attesa per l’avventura del Mondiale brasiliano.

“Adesso mi concentro sull’Atalanta e sul bellissimo momento che stiamo vivendo – dirà nel post partita – Il mio obiettivo ora è questo, proviamo a prendere le squadre che ci stanno davanti e poi si vedrà”.

La condizione fisica, però, cresce di settimana in settimana e sotto sotto, al netto delle smentite di facciata, il gioiellino nerazzurro made in San Severino Marche a Brasile 2014 ci pensa e ci spera: per lui sarebbe il giusto riconoscimento dopo tante stagioni ad altissimo livello, con pochi momenti di buio e tante luci che l’hanno portato all’attenzione e sui taccuini delle migliori squadre italiane, dalla Fiorentina alla Juventus, dal Napoli alla Lazio.

“Pronto per una grande squadra? Non lo so – taglia corto Jack – La gente ormai mi conosce e sa chi sono, io vado avanti per la mia strada”.

Con la doppietta decisiva a San Siro Bonaventura sale a 4 centri contro l’Inter, diventata così la sua vittima preferita in Serie A: lo stesso vale anche per l’Atalanta, ormai bestia nera dei nerazzurri milanesi, e per Colantuono, forte di una striscia positivissima contro il collega di panchina Mazzarri.

Per quanto riguarda la gara l’Atalanta ha giocato un primo tempo da urlo, macchiato solamente dall’incredibile disattenzione in occasione del pari di Icardi: ritmo, intensità e bel gioco, elementi che raramente la squadra di Colantuono è stata in grado di esprimere lontana dall’Atleti Azzurri d’Italia. L’inizio tambureggiante ha sorpreso un’Inter quasi intimorita, capace di mettere la testa fuori dal guscio solo con Hernanes e Guarin: Denis ha fatto un gran lavoro spalle alla porta (servendo anche a Cigarini un pallone d’oro poi parato da Handanovic), Maxi Moralez tra le linee ha scombussolato i piani di Mazzarri.

Lo 0-1 nasce proprio dai piedi del fantasista argentino, dimenticato incredibilmente dalla difesa e partito come un fulmine in contropiede: bravi Denis e Bonaventura a raggiungerlo per creare superiorità numerica e freddissimo Jack nel controllare, fintare l’assist e battere Handanovic con un tiro secco e preciso. Vantaggio meritato ma smontato in meno di sessanta secondi: Stendardo anticipa Palacio a centrocampo poi esagera e perde palla, lanciando la ripartenza dell’Inter, micidiale con Guarin a servire subito Icardi, letale nell’uno contro uno su Yepes.

Il gol cambia gli equilibri, l’Atalanta perde certezze e arretra il proprio baricentro sotto la spinta di un’Inter meglio messa in campo e più spregiudicata con l’ingresso di Alvarez, Nagatomo e Kovacic: un azzardo che non premia Mazzarri, punito allo scadere del tempo regolamentare dall’incornata precisa di Bonaventura che si infila tra le gambe di Handanovic.

Con i tre punti di San Siro l’Atalanta raggiunge la fatidica quota 40 punti, quella che significa salvezza: salvezza che i nerazzurri sapevano comunque di avere già in tasca e la prestazione del Meazza, roba da Comunale, è stata figlia anche di questa consapevolezza e della conseguente leggerezza mentale.

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Commenti

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  1. Scritto da nino cortesi

    Bonaventura, Carmona e Moralez sono in formissima.
    In questi casi, per evitare infortuni, è meglio avvisarli di giocare solo all’ 80%, con un po’ di prudenza.
    Sta anche all’allenatore frenarli un filino.

  2. Scritto da G.S.

    Se lo meriterebbe! e poi un jolly come lui fa comodo quando ci sono tante partite in pochi giorni