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Douglas e Harrel, magia al Bergamo Jazz Portal star del gran finale

Un'altra magica serata di jazz soprattutto grazie a Dave Douglas e a Tom Harrel, due dei più importanti e qualificati trombettisti di questi anni, probabilmente i migliori. Un fascino particolare, un linguaggio musicale poetico ma serrato e ricco di emozioni.

Un’altra magica serata di jazz soprattutto grazie a Dave Douglas e a Tom Harrel, due dei più importanti e qualificati trombettisti di questi anni, probabilmente i migliori. Un fascino particolare, un linguaggio musicale poetico ma serrato e ricco di emozioni.

Ma Douglas e Harrel non sono solo esecutori, anzi sono in modo particolare dei compositori che attingono alla storia del jazz ma vanno anche oltre. Basta ricordare, per Douglas, il sodalizio con John Zorn in Masada mentre Harell non manca mai di ricordare, anche musicalmente, il suo passato con Horace Silver.

Su un tappeto sonoro ritmico ed espansivo si sono sviluppate le composizioni dei due trombettisti da "Sequenza" a "Caledonia" con fraseggi e interscambi perfetti come in "Invocation" e in "Delta". Insomma vere magie con la collaborazione di Luis Perdomo al pianoforte, Linda Oh al contrabbasso e Anwar Marshall alla batteria.

La serata si era aperta con uno dei più quotati trombonisti europei, Gianluca Petrella che con il suo gruppo (John Deleo, ex Quintorigo, voce, Beppe Scardino, sax baritono, Giovanni Guidi, pianoforte, Joe Rehmer contrabbasso e Cristiano Calcagnile, batteria) ha presento una rivisitazione in chiave jazz con spunti "avantguarde" delle composizioni di Nino Rota per i film di Federico Fellini. Tra queste "La strada", "Il bidone"," La dolce vita", "Amarcord", "I clown" e "Prova d’orchestra".

Domenica sera il gran finale.

Michel Portal-Vincent Peirani duo con Michel Portal (sax soprano, clarinetti), Vincent Peirani (fisarmonica).

A 79 anni è ancora sulla breccia il fondatore del free jazz europeo. Sperimentale, innovatore ma anche attento alla tradizione o, meglio, alla storia del jazz. Prima con M.P. Unit e poi con New Phonic Art, senza dimenticare la collaborazione con Stockhausen, il sassofonista francese ha sempre spaziato in molteplici universi musicali. Storico il duo con il fisarmonicista Richard Galliano.

E, per l’occasione, si presenta sul palcoscenico del Donizetti con un altro versatile fisarmonicista, il nizzardo Vincent Peirani.

Quindi sarà la volta di Trilok Gurtu Band special guest Mathias Eick, con Trilok Gurtu (percussioni, voce), Mathias Eick (tromba), Frederik Koster (tromba), Tulug Tirpan (piano, tastiere), Jonatha Ihlenfeld Cuniado (basso elettrico). Da John McLaughlin agli Oregon ma anche Don Cherry, al quale ha dedicato "Spellbound" e Charlie Mariano, Trilok Gurtu, percussionista indiano, è stato capace di assimilare le varie influenze musicali e trasformale in un mix di suoni, ritmi e emozioni sonore cosmopolite. Senza frontiere. Come special guest il trombettista Mathias Eick.

Giacomo Mayer

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