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“Supercondriaco” Trama debole ma ‘guarita’ da battute

“Supercondriaco” è un film che fa ridere, sorridere e sghignazzare, grazie ai personaggi ben caratterizzati e al serrato ritmo con cui vengono “sparate” le battute.

Titolo: Supercondriaco – Ridere Fa Bene Alla Salute;

Regia: Dany Boon;

Genere: Commedia;

Durata: 109 minuti;

Attori: Dany Boon, Kad Mérad, Alice Pol, Jean-Yves Berteloot, Judith El Zein, Marthe Villalonga, Valérie Bonneton, Bruno Lochet

Voto: 7-

Attualmente in visione: Multisala San Marco

 

Romain Faubert (Dany Boon), trentanovenne rimasto solo e senza amici a causa della sua ipocondria, decide di superare le sue infinite paure e fobie, chiedendo aiuto al medico curante Dimitri Zvenka (Kad Mérad), che da diciotto anni lo segue e lo rincuora.

Per curare il fedele paziente, Dimitri tenterà di fargli incontrare una compagna, ma non intenzionalmente lo farà innamorare della sorella Anna (Alice Pol), che gli donerà poi il suo cuore credendolo inizialmente un avventuroso e coraggioso partigiano del Tcherkistan, immaginario paese dell’Europa dell’Est.

Il duo vincente di “Giù al Nord” torna con una nuova commedia che pur divertendo, non presenta nulla di nuovo. Il regista e sceneggiatore Dany Boon gioca con alcune situazioni riciclate dai suoi vecchi film (il protagonista che si innamora della sorella dell’amico/nemico, come in “Niente da Dichiarare?”) e ripropone la solita mimica facciale in stile “Jim Carrey” (a volte un po’ troppo accentuata).

La trama, inoltre, non è troppo originale, anzi, a tratti è un po’ scontata, anche se riesce a sorprenderci con alcuni situazioni inaspettate.

“Supercondriaco” è comunque un film che fa ridere, sorridere e sghignazzare, grazie ai personaggi ben caratterizzati e al serrato ritmo con cui vengono “sparate” le battute.

Il regista e attore francese sembra aver fretta nel proporre e presentare le sue nuove ed esilaranti idee, tanto che il suo quinto lungometraggio è caratterizzato da un repentino cambio di toni, che vede la pellicola trasformarsi da classica commedia a love story fino a film d’azione nella parte finale. Nonostante questa varietà procuri situazioni sempre nuove e diverse per cui ridere, alla lunga può disorientare lo spettatore, confuso da un film poliedrico ma disordinato.

La trama, infatti, è in alcune occasioni lacunosa e dispersiva, anche se questo suo aspetto non influisce molto sul divertimento offerto dal film. L’ultimo lavoro del duo Boon-Mérad è un film che, in modo leggero, diverte e distrae, in cui non poteva di certo mancare il lieto fine, con la completa (o quasi) guarigione di Romain Faubert.

Francesco Parisini

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