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Il sogno dell’Eden di Melford e Redman incanta Bergamo Jazz fotogallery

Myra Melford e Joshua Redman hanno reso spettacolare e, addirittura, fantasmagorica la prima serata di Bergamo Jazz al Donizetti. Performance di grande jazz. Stasera l'attesissimo Dave Douglas.

Myra Melford e Joshua Redman hanno reso spettacolare e, addirittura, fantasmagorica la prima serata di Bergamo Jazz al Donizetti. Performance di grande jazz. Che si è aperta con "la donna e l’uomo sognarono che Dio li stava sognando" come ha scritto Eduardo Galeano, mentore poetico di Myra Melford e del suo "Snowy Egret" e si è chiusa con un raffinato ed altrettanto esplosivo Let It Be rielaborato da Joshua Redman e dal suo quartetto.

Il progetto della solida pianista americana, dopo le recenti esperienze con Han Bennink, si chiama Snowy Egret (Bianco Airone) e vola dalle pagine, appunto, di Galeano quasi fosse una drammaturgia musicale, verso temi di un uno struggente lirismo fino a sonorità quasi ispide ma ispirate. Con un impatto coerente con la tromba di Ron Miles assecondata da una base ritmica ben assortita (Liberty Ellman alla chitarra, Stomu Takeisi al basso acustico e Ted Poor alla batteria). In certi momenti del concerto sembrava di assistere al folle viaggio in battello di Fitzcarraldo, nelle acque dell’Ucayali, verso Manaus per far cantare a Caruso le opere di Bellini, Verdi e Donizetti.

Joshua Redman, nella secondo concerto, non è stato da meno con un’ampia esibizione jazzistica a tutto campo. Ballads, standars e brani che spaziavano , veramente, nella storia del jazz. Da Wayne Shorter a Hoagy Carmichale senza dimenticare Charlie Parker. Spunti e sonorità espresse dall’ultimo album dell’energico sassofonista figlio d’arte, "Waling Shadows ", coprodotto con Brad Mehldau . In gergo calcistico i top player sono i fuoriclasse. Come Joshua Redman sostenuto da un pianista d’eccezione, Aaron Goldeberg, dal contrabbassista Reuben Rogers e dal batterista Greg Hutchinson.

Stasera, sabato, si esibiscono Gianluca Petrella, quindi il gruppo di Dave Douglas con Tom Harrell.

Con Gianluca Petrella (trombone), John De Leo (voce), Beppe Scardino (sax baritono), Giovanni Guidi (piano), Joe Rehmer (contrabbasso), Cristiano Calcagnile (batteria). Il trombonista Gianluca Petrella è uno dei massimi jazzisti italiani ed europei. Sempre alla ricerca di nuove sensazioni, interprete rigoroso ma anche leader indiscusso (Cosmic Band) per l’occasione presenta un omaggio a Nino Rota, compositore delle colonne sonore dei film di Fellini. E in particolare brani tratti da "Il bidone" film del 1955 sceneggiato anche da Ennio Flaiano e Tullio Pinelli.

Quello di Dave Douglas (tromba), Tom Harrell (tromba), Luis Perdomo (piano), Linda Oh (contrabbasso), Anwar Marshall (batteria) probabilmente è il concerto più atteso con due trombettisti di valore assoluto. Dave Douglas è stato uno dei protagonisti dell’avanguardia di New York insieme a John Zorn con l’ormai storico quartetto Masada.

Tom Harell uno dei massimi trombettisti viventi. Suonò a Bergamo oltre vent’anni fa al Centro S. Bartolomeo, da sempre lotta contro una grave malattia della mente. Ha dichiarato: "Credo che la musica abbia sempre avuto un potere di guarigione. Sin dall’inizio è stata una forza guaritrice e magica".

Giacomo Mayer

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