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Concordato preventivo Professionisti a confronto sulle novità legislative

Le novità in tema di concordato preventivo, e in particolare gli orientamenti che vanno consolidandosi dopo i decreti “Sviluppo” e “Del Fare”, sono stati oggetto di un convegno organizzato dall'Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo.

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Le novità in tema di concordato preventivo, e in particolare gli orientamenti che vanno consolidandosi dopo i decreti “Sviluppo” e “Del Fare”, sono stati oggetto di un convegno organizzato dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Bergamo nella Sala Oggioni del Centro Congressi Giovanni XXIII.

Davanti ad una platea composta da autorità e professionisti, Angelo Galizzi, dottore commercialista in Bergamo e presidente della Commissione Procedure Concorsuali e Funzioni Giudiziari, ha coordinato gli interventi di Mauro Vitiello, presidente della Sezione Fallimentare del Tribunale di Bergamo, Vittorio Zanichelli, presidente del Tribunale di Modena, Marcello Pollio, ragioniere commercialista in Genova e pubblicista, e Salvatore Sanzo, avvocato in Milano.

La giornata è stata divisa in due sezioni, una prima dedicata a “L’accesso alla procedura di concordato preventivo: il concordato in bianco ed i diversi aspetti della fase prenotativa” e una seconda al “Concordato in continuità”.

L’obiettivo era quello di fare il punto su tutte le questioni che ad oggi risultano aperte ed irrisolte nell’ambito della disciplina della crisi attraverso lo strumento del Concordato Preventivo, dalla fase prenotativa a quella post ammissione, specialmente se in continuità aziendale.

Un appuntamento reso necessario per aggiornarsi in seguito alle rilevanti novità apportate prima dal decreto “Sviluppo” e poi da quello “del fare” che ha contribuito ad integrare la normativa sul Concordato Preventivo: se il Decreto Svilupo ha dato grande impulso alla continuità aziendale, in seguito gli interventi del legislatore sono andati in un direzione di una logica più restrittiva per limitare l’uso distorto dello strumento. Interventi che, in Bergamasca, hanno causato un brusco calo, quasi del 50%, del ricorso al Concordato, specialmente dopo il Decreto del fare.

Il legislatore, hanno spiegato i relatori, ha cercato di far fronte alle possibili distorsioni derivanti da un utilizzo surrettizio di tale strumento, soprattutto in situazioni ove la liquidazione fallimentare consentirebbe risultati migliori per il ceto creditorio: una legge che però, hanno sottolineato Sanzo e Zanichelli, è stata redatta da un legislatore atecnico e malfatta che si presta a plurime interpretazioni.

Per quanto riguarda la prima sessione i relatori si sono confrontati sulle condizioni per la presentazione della domanda, Ratio dell’Istituto e possibili effetti distorsivi, provvedimento del Tribunale e suo contenuto, ruolo del commissario e i rapporti con attestatore e organi sociali, gestione dell’attività nella fase ante ammissione, ordinaria e straordinaria amministrazione e disciplina dei contratti in corso.

Nella seconda sessione, che ha visto l’ingresso nel parterre dei relatori di Luca Filipponi, avvocato in Padova, Claudio Maroncelli, avvocato in Bergamo e Federico Clemente, dottore commercialista in Bergamo e pubblicista, il dibattito si è concentrato sugli aspetti salienti del Concordato in continuità: continuità aziendale nella fase prenotativa, piano e proposta nel Concordato in continuità, moratoria dei crediti privilegiati, attestazione, disciplina dei contratti in corso, regime dei finanziamenti e autorizzazione al pagamento dei debiti pregressi e continuità aziendale e contratti pubblici.

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