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Trattativa Stato – Mafia A Bergamo tre incontri per saperne di più

Il Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, in collaborazione con Tavola della Pace Valbrembana e Collettivo Bee3, organizza un ciclo di tre incontri sulla trattativa Stato – Mafia. Si inizierà giovedì 20 marzo con l’associazione Articolo 54 di Milano, per proseguire mercoledì 26 con Saverio Masi, caposcorta del pm antimafia Nino Di Matteo e Aaron Fettinari, giornalista di Antimafia Duemila. Infine, giovedì 3 aprile presidio e fiaccolata di solidarietà al Pool Trattativa di Palermo.

La Tavola della Pace Vallebrembana – circolo don Andrea Gallo e Peppino Impastato – e il Collettivo Bee3 di Bergamo hanno offerto la loro collaborazione al Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino per organizzare a Bergamo una serie di iniziative di solidarietà ai magistrati del pool Trattativa Stato – Mafia.

La prima è stata l’esposizione a Bergamo, con autorizzazione del Comune, di uno striscione di solidarietà ai Magistrati sulla facciata di un edificio comunale (biblioteca Caversazzi) in piazza Cavour, vicino al Donizetti. Esposto dalla mattinata di venerdì 7 marzo, vi rimarrà per un mese.

Giovedì 20 marzo, poi, l’appuntamento è alle 20.45 alla sala Toolbox di Bergamo in via Pignolo, 42 con una serata informativa sulla trattativa stato/mafia a cura dell’Associazione Articolo 54 di Milano.

La settimana successiva, mercoledì 26 marzo, alle 18 alla sala Toolbox di Bergamo in via Pignolo, 42, in programma c’è l’incontro con Saverio Masi, caposcorta del pm titolare del processo sulla trattativa Stato-mafia Antonino Di Matteo, e con Aaron Fettinari, giornalista di Antimafia Duemila.

Giovedì 3 aprile, si concluderà con un presidio e una fiaccolata di solidarietà al Pool Trattativa di Palermo. L’incontro si terrà a Bergamo in Piazza Cavour (di fianco al Teatro Donizetti).

Da domenica 16 marzo a giovedì 3 aprile, inoltre, verrà effettuato un volantinaggio di informazione e sensibilizzazione nella zona striscione/Donizetti/Sentierone.

Giovanni Falcone affermava: “Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande”. È una frase che testimonia l’importanza che anche i cittadini di Bergamo si affianchino ai cittadini che in tante città d’Italia animano le manifestazioni, i presìdi, le scorte civiche che fanno eco alla scorta civica di Palermo con cittadini presenti ogni mattina davanti al Palazzo di Giustizia. Ed ecco, dunque, perché il Movimento Agende Rosse di Salvatore Borsellino, in collaborazione con il collettivo Bee3 e la Tavola della Pace Valle Brembana hanno esposto su un edificio in piazza Cavour lo striscione “Bergamo non lascia soli i Magistrati minacciati dalle mafie” e proporranno incontri di informazione e sensibilizzazione.

Il Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino, sulla locandina degli eventi, scrive: “I giudici della Corte d’Assise di Firenze, che nel marzo 2012 hanno depositato le motivazioni della condanna all’ergastolo di Francesco Tagliavia per le stragi del ’93 a Firenze, Roma e Milano, scrivono che lo Stato avviò una trattativa con Cosa nostra, una trattativa che “indubbiamente ci fu e venne quantomeno inizialmente impostata su un do ut des” per interrompere la strategia stragista di Cosa nostra. E “l’iniziativa – scrivono – fu assunta da rappresentanti dello Stato e non dagli uomini di mafia”. Ancora oggi ci sono Uomini giusti a Palermo, che cercano la verità su quella stagione, quella della trattativa Stato-mafia, nella quale altri Uomini giusti sono stati uccisi per quella stessa ricerca di verità. La storia si sta ripetendo, scandita da un passato che non vuole passare, da un indicibile che deve rimanere tale: da due anni un crescendo di pesanti minacce e di notizie – provenienti da più fonti – di attentati in preparazione ai danni del dottor Nino Di Matteo e degli altri magistrati del pool trattativa Stato-mafia di Palermo Francesco Del Bene, Roberto Tartaglia e Vittorio Teresi e del dottor Roberto Scarpinato; recentemente le esternazioni di Totò Riina, capo di Cosa nostra – messaggi lanciati a chi di dovere perché esegua i suoi ordini di morte per Nino Di Matteo – e, proprio pochi giorni fa, la lettera indirizzata a Riina dalla cosiddetta “Falange Armata”, sigla che evoca passate rivendicazioni di stragi e sulla quale sappiamo che Nino Di Matteo e la Procura di Palermo stanno indagando. Contro di loro anche la congiura del silenzio da parte dei media e delle istituzioni, che a volte pongono in essere veri e propri ostacoli al loro lavoro, e contro di loro i poteri osceni: Stato deviato, servizi segreti, massoneria, criminalità finanziaria, tutti coalizzati nell’utilizzare l’ala militare di Cosa nostra per eseguire le loro condanne a morte che vengono così coperte da motivazioni prettamente mafiose”.

Il Movimento delle Agende Rosse prosegue: “Sono invano trascorsi più di tre mesi da quel 3 dicembre 2013 quando il ministro Angelino Alfano, sollecitato sia dai cittadini sia dai parlamentari, prometteva tutti i provvedimenti per la massima sicurezza del dottor Di Matteo, compreso il bomb jammer. Questa volta nessuno, soprattutto all’interno delle istituzioni, avrebbe alibi dietro cui nascondersi per non aver messo in campo tutte le misure possibili per evitare che nuovo sangue bagni l’asfalto di Palermo. Noi cittadini non vogliamo più piangere altri eroi morti “semplicemente” per aver compiuto il loro dovere e che lo Stato non ha saputo e voluto proteggere. Non è più il tempo di esitare, è il tempo di parteggiare, per affiancare i nostri Magistrati vivi, perché possano continuare il lavoro che stanno svolgendo con dignità ed onore dopo aver giurato sulla Costituzione del nostro Paese”.

Infine, le Agende Rosse evidenziano: “Noi cittadini siamo chiamati ad agire per prevenire una strage di cui sentiamo già l’odore nell’aria di Palermo. Perché vogliamo difendere il diritto alla vita non solo di quei Magistrati, Testimoni e Agenti delle scorte che sono in prima linea per fare luce sulle nefandezze del sistema Stato-mafia ma anche difendere il diritto di tutti noi a vivere in un Paese finalmente libero da ricatti incrociati che lo rendono una democrazia finta. Lo dobbiamo ai nostri morti, che hanno vissuto spendendosi per donarci un Paese libero dal puzzo del compromesso mafioso, e lo dobbiamo ai nostri figli, che devono poter assaporare l’ebbrezza di respirare il fresco profumo di libertà cui aspirava Paolo Borsellino. Ma soprattutto lo dobbiamo a noi stessi perché siamo vivi e, per questo, non permetteremo altri morti”.

Per info

Movimento delle Agende Rosse di Salvatore Borsellino www.19luglio1992.com

Tavola della Pace Valle Brembana www.tavolapacevallebrembana.org

Collettivo Bee3 www.bee3.it

E-mail: tavolavallebrembana@gmail.com

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