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Record di fallimenti Le imprese rinunciano ai concordati preventivi

E' record di fallimenti, nel 2013 sono stati dichiarati 333. E nei primi mesi del 2014 già si contano almeno 45 imprese destinate a chiudere i battenti. Subisce un brusco calo il concordato preventivo: 13 le domande presentate dal 1° gennaio ad oggi contro le 25 presentate alla stessa data del 2013. Sull'inversione di tendenza si discuterà a Bergamo il 19 marzo dove si sono dati appuntamento economisti avvocati e giudici.

Aumentano i fallimenti, calano i concordati preventivi. Due dati che dimostrano chiaramente come le imprese stanno affrontando la crisi in Bergamasca. Nel 2013 sono stati dichiarati 333 fallimenti, un anno – purtroppo – record. E nei primi mesi del 2014 già si contano almeno 45 imprese destinate a chiudere i battenti. Subisce un brusco calo, invece, il concordato preventivo: 13 le domande presentate dal 1° gennaio ad oggi contro le 25 presentate alla stessa data del 2013. Sull’inversione di tendenza si discuterà a Bergamo il 19 marzo dove si sono dati appuntamento economisti avvocati e giudici.

IL CONVEGNO A BERGAMO 

Fare chiarezza sul concordato preventivo, riflettere sui corretti criteri di interpretazione delle norme e sugli orientamenti che la materia fallimentare ha acquisito negli anni. Saranno questi i temi dell’incontro organizzato dall’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Bergamo mercoledì 19 marzo, dalle 14.30 alle 19, alla sala Oggioni del centro congressi “Giovanni XXIII”.

In due distinte tavole rotonde, commercialisti e avvocati faranno il punto sulle principali modifiche apportate al concordato preventivo dai decreti Sviluppo e Del Fare, soffermandosi specificatamente sulla cosiddetta procedura “con riserva”, specie se “in continuità”. Introdotta nel 2012, la procedura consente all’imprenditore in difficoltà di presentare al Tribunale una domanda di concordato, a partire dalla quale decorrerà un lasso di tempo (di solito tra i 60 e 180 giorni) che l’imprenditore dovrà impiegare per lavorare a un piano di ristrutturazione da sottoporre ai creditori.

Il concordato preventivo assicura in tal modo al soggetto in difficoltà la possibilità di essere messo al riparo da azioni esecutive e cautelari fin dal deposito della richiamata domanda per la concessione dei termini, entro i quali formulare una proposta al ceto creditorio Lo strumento, pur rientrando nelle volontà del legislatore quella di creare istituti che favorissero la continuità aziendale in caso di crisi (dalla temporanea difficoltà, al declino, fino alla vera e propria insolvenza), è stato spesso soggetto a utilizzi scorretti. Molti i casi di abusi messi in atto per ottenere effetti meramente dilatori in situazioni di conclamata insolvenza, con un ulteriore aggravio di costi prededucibili a danno dei creditori concorsuali.

Per porre fine a questa tendenza il legislatore ha disposto alcune importanti modifiche. Prima tra tutte, la novità apportata dal Decreto del Fare del 2013 che riconosce al Tribunale la possibilità di nominare il Commissario Giudiziale fin dalla fase interinale, così da favorire un controllo più serrato sull’esistenza di presupposti concreti alla domanda. Precedentemente, infatti, il commissario entrava in scena solo una volta che l’impresa debitrice veniva ammessa al concordato. Inoltre, in molti i casi di richiesta di concordato in bianco, diversi Tribunali (tra i quali quello di Bergamo) richiedono il versamento di una somma a titolo cauzionale, il cui importo varia a seconda della dimensione della crisi. L’ulteriore e recentissimo intervento sui crediti prededucibili, previsto dal Decreto “Destinazione Italia”, si inserisce proprio in questa direzione, ribadendo l’intento di arginare possibili usi surrettizi di questo strumento concorsuale.

GLI INTERVENTI DEGLI ESPERTI

Angelo Galizzi, dottore commercialista di Bergamo che coordinerà l’incontro, spiega: “Le questioni aperte in materia concorsuale sono ancora molte ed i continui correttivi apportati alla Legge fallimentare non agevolano certamente gli operatori. E’ auspicabile pertanto avere una normativa chiara di riferimento ed essere ben coscienti di quali siano i limiti e gli eventuali spazi di miglioramento degli strumenti utilizzati”.

Solo a Bergamo, i fallimenti dichiarati nel 2013 sono stati 333, ben il 16% in più rispetto ai 285 dell’anno precedente e nei primi mesi del 2014 già si contano almeno 45 imprese destinate a chiudere i battenti. Un dato destinato inevitabilmente ad aumentare, mentre a subire un brusco calo, considerati i recenti correttivi alla norma, sarà proprio lo strumento del concordato preventivo.

Si è passati dalle 125 domande del 2013 alle 13 presentate da gennaio ad oggi rispetto alle 25 dello stesso periodo del 2013 e l’intenzione è quella di chiudere l’anno con sole 50/70 richieste. Un’inversione di tendenza che dimostra il forte impatto dei correttivi adottati dal legislatore. Il presidente Sezione Fallimentare del Tribunale di Bergamo Mauro Vitiello conclude: “Le più recenti modifiche alla normativa fallimentare disincentiveranno il ricorso al concordato in bianco, specie in continuità, in carenza di presupposti seri e concreti: ove l’imprenditore in crisi non fosse in grado di predisporre preliminarmente una bozza avanzata di piano, che induca gli interlocutori a sostenere il percorso di ristrutturazione, rafforzando i presupposti per la futura ammissione alla Procedura, difficilmente tale procedura avrà possibilità di successo”.

GLI ANNI NERI DELLA CRISI 

Il 2012 è stato un anno nero per le aziende italiane. I numeri riferiscono di: 12 mila fallimenti, 2 mila procedure non fallimentari e 90 mila liquidazioni: oltre 104 mila imprese sono entrate in crisi o hanno dovuto chiudere i battenti, un valore che supera quello già molto elevato del 2011 (+2,2%). A livello nazionale questi dati Cerved Group sono accompagnati da un boom delle nuove forme di concordato preventivo, introdotte dalla riforma entrata in vigore a settembre: si stima che nel solo quarto trimestre dell’anno siano state presentate circa mille domande, soprattutto nella forma del concordato con riserva.

Gli archivi di Cerved Group indicano che nel 2012 la recessione ha avuto un impatto ponderoso nel comparto dei servizi (+3,1%) e nelle costruzioni (+2,7%), mentre la manifattura – pur con un numero di fallimenti che rimane a livelli critici – ha registrato un calo rispetto all’anno precedente (- 6,3%).

Dal punto di vista territoriale, le procedure sono aumentate nel nord ovest (+6,6%) e nel centro (+4,7%), mentre sono rimaste ai livelli dell’anno precedente nel sud e nelle Isole (‐0,4%). Nel nord est i casi sono invece diminuiti (‐ 4,3%), un dato compensato dal forte incremento delle liquidazioni, che ha portato il totale di chiusure in quell’area a superare quota 20 mila (+8,6% sul 2011).

Commenti

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  1. Scritto da rocker78

    Scusa, mi spieghi quando ha governato il Pd?
    Perchè tolto l’ultimo anno comunque “in condominio” poi mi sfugge proprio Bersani presidente del consiglio… O forse Fassino?
    Ah, no era Franceschini?
    Sveglia polemico, laura invece de pert tep a scrif stupidade!

    1. Scritto da il polemico

      p.s:e comunque ho detto appoggiare,non governare..dove lo hai letto??problemi con la lingua italiana?’vuoi corso serale?

    2. Scritto da il polemico

      il pd ha voluto e preteso il governo monti e a ruota gli ultimi 2,non aggiungo altro……grazie a monti la mps ha ricevuto una montagna di euro che osno stati tolti alle pensioni e gli ammortizzatori sociali che sono stati fortemente ridimensionati..il pd per far danni non ha bisogno di governare personalmente…..saluti

    3. Scritto da poeret

      beh..da quando è caduto il caimano il PD governa, che non governi da solo è vero..ma se vota Si a proposte, o alla legge fornero (per fare un esempio), è complice dell’andazzo. Mi pare ha firmato pure la sanatoria proposta da Calderoli.. ma secondo me sarà colpa di Grillo

    4. Scritto da Carlo

      E’ questo il nocciolo: magare pödès laurà….. Invece falliscono ditte e licenziano persone per la burocrazia e la tassazione asfissianti….

  2. Scritto da il polemico

    nel 2012 12mila fallimenti mentre al governo di allora ,con immettere nuove tasse,interessava solo salvare la mps con l’appoggio del pd e dei suoi sostenitori,che hanno giusdtificato l’operazione con scuse talemnte assurde che si riassumevano a loro insaputa…ora con l’imu e le tasse sulle case aspettiamoci altre migliaia di fallimenti nele ditte del settore….ecco i rusultati del buon governo pd