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Da Napoleone a Clinton il riposino al lavoro aiuta la produttività

Il pisolino dopo pranzo al lavoro non sarà più rimproverato dal datore di lavoro, anzi sarà incentivato con l'istituzione delle nap-room, stanze adibite al riposo dei lavoratori.

Arrivano buone notizie per gli amanti del sonno, una ricerca americana svela che la via del successo passa anche dal fare pause rilassanti durante il lavoro, lontano da tavolo e computer. Ancora meglio se nelle nap-room, stanze adibite apposta per il relax della siesta, che iniziano ad arrivare anche in Italia dopo l’esperienza delle grandi multinazionali Usa – come Nike, Google, Nasa e Microsoft- nelle quali sono instaurate da tempo.

Il Washington Post ha stimato che la perdita di produttività dovuta alla mancanza di sonno e alla stanchezza è di circa 18 miliardi di dollari, cifra assolutamente da non trascurare. Pino Mercuri, direttore del personale di Microsoft Italia, racconta che anche loro hanno creato le nap room poiché la globalità del lavoro porta alla relazione diretta con persone che vivono con altri fusi orari o che arrivano da oltre oceano con il jet lag. Anche i dipendenti della succursale italiana di questa multinazionale hanno la possibiltà di uno stacco dall’ufficio per andare a fare la spesa o un riposino e sempre più aziende stanno allestendo questi spazi di ricreazione per i dipendenti.

Il lavoro del terzo millennio è sempre più fluido e copre un arco di tempo più lungo, essendo continuamente contattabili via cellulare o rete, e cosi la possibilità di un break diventa la chiave di volta. Ci autorizza anche una sentenza della Cassazione del 2010 per la quale "un pisolino sul posto di lavoro, se si tratta di episodio e non di malsana abitudine, non rappresenta una giusta causa di licenziamento". Ricerche americane e israeliane dimostrano che la siesta aumenta del 40% la creatività e chiudere gli occhi per venti minuti incrementa le prestazioni fino al 30%, oltre che una crescita nell’apprendimento.

Persino Google racconta che le prime nap-room sono originariamente nate perchè molti dipendenti, tornati da viaggi di lavoro dall’altra parte del globo, avevano problemi a riprendersi velocemente dal jet lag. Dopo aver aperto queste stanze a tutti i dipendenti, hanno riscontrato un generale benessere che aumentava la produttività e la moltiplicazione di idee.

Anche molti personaggi famosi della storia moderna e passata praticavano quotidianamente il sonnellino per migliorare la proprie teorie. Napoleone: l’imperatore dormiva anche mentre era in sella al suo cavallo tra uno scontro e l’altro durante le battaglie.

Winston Churchill: da primo ministro faceva pause sonnellino anche durante tutta la seconda guerra mondiale.

Albert Einstein: amante delle sieste, purchè fossero brevi, impugnava una penna così da svegliarsi quando fosse caduta.

Salvador Dalì: dopo pranzo l’artista sonnecchiava su una chaise longue dipingendo al risveglio le immagini sognate.

Bill Clinton: durante la presidenza degli Stati Uniti era solito fare brevi sonnellini.

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