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Agenzia viaggi per migranti Smantellata banda con un bergamasco

Gli agenti delle questure di Siracusa e Catania hanno sgominato una banda composta da dieci persone, tutti egiziani, tra cui uno residente a Bergamo. Il gruppo accoglieva migranti irregolari, fuggiti da strutture di accoglienza, nascondendoli temporaneamente in abitazioni o strutture fatiscenti e provvedendo poi, dietro il pagamento di un compenso, al loro trasferimento verso il Nord Europa

Erano specializzati nel proteggere migranti sbarcati in Sicilia portandoli nel Nord Europa. Gli agenti delle questure di Siracusa e Catania e del servizio centrale operativo di Roma hanno sgominato una banda composta da dieci persone, tutti egiziani, tra cui uno residente a Bergamo.

Gli arrestati sono: Ghaly Hamada, di 37 anni, residente a Bergamo, Hassan Eid Fathalla Arafa, di 28 anni, e Hassan Hassan Ibrahim el Bahlawan, di 25 anni, bloccati a Anzio (Roma), Mortaday Elsayed Ahmed Ali, di 36 anni, residente a San Giuliano Milanese; e Sabar Karim, detto ‘Riri’, di 24 anni, domiciliato a Milano. Il provvedimento è stato notificato in carcere a Abou Ghedu, di 32 anni, a Amir Qat, di 45, e a Saied Mohamed Shaban Mohamed Darwish Elsayed, di 23, tutti residenti a Siracusa.

Il reato ipotizzato dal Gip di Catania è di associazione per delinquere finalizzata a favorire l’ingresso e la permanenza irregolare sul territorio italiano ed europeo di stranieri. La polizia ritiene di avere scoperto una rete criminale di cittadini egiziani che faceva affari fornendo assistenza logistica a connazionali e a siriani sbarcati nel Siracusano provenienti dalle coste del Nord Africa.

Dalle indagini sarebbe emerso che il gruppo accoglieva migranti irregolari, fuggiti da strutture di accoglienza o riusciti a non farsi identificare da forze dell’ordine al momento dell’arrivo, nascondendoli temporaneamente in abitazioni o strutture fatiscenti e provvedendo poi, dietro il pagamento di un compenso, al loro trasferimento verso le destinazioni finali, solitamente un Paese del Nord Europa. La rete avrebbe anche protetto e agevolato la fuga degli scafisti, fino a far loro raggiungere la località di destinazione o il rientro in Egitto per compiere altri viaggi.

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