BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Le carte di polizia fra Regno Lombardo e Stato unitario

L’Archivio di Stato di Bergamo prosegue con l’iniziativa L’Archivio per la Storia, un programma di incontri per la valorizzazione della storia e delle fonti locali, rivolti alle Scuole e ai cittadini interessati, dedicati quest’anno al tema della marginalità. Martedì 18 marzo dalle 9,30 alle 12 alla sede di via Fratelli Bronzetti al civico 26, si terrà il secondo incontro della stagione sul tema "Storie di marginalità attraverso le carte di polizia fra Regno Lombardo Veneto e Stato unitario".

Più informazioni su

L’Archivio di Stato di Bergamo prosegue con l’iniziativa L’Archivio per la Storia, un programma di incontri per la valorizzazione della storia e delle fonti locali, rivolti alle Scuole e ai cittadini interessati, dedicati quest’anno al tema della marginalità. Martedì 18 marzo dalle 9,30 alle 12 alla sede di via Fratelli Bronzetti al civico 26, si terrà il secondo incontro della stagione sul tema "Storie di marginalità attraverso le carte di polizia fra Regno Lombardo Veneto e Stato unitario", relatrice dell’incontro Simona Mori, docente di Storia delle Istituzioni politiche, Università degli Studi di Bergamo.

Il tema prende spunto dall’analisi di documenti tratti da due fondi archivistici conservati dall’Archivio di Stato di Bergamo: l’Imperial Regia Delegazione Provinciale e la Prefettura dello Stato unitario. I documenti della serie Polizia appartengono al fondo archivistico denominato Imperial Regia Delegazione Provinciale, datato 1816-1859. La Delegazione era l’autorità politico-amministrativa in ambito provinciale, corrispondente all’attuale Prefettura; essa dipendeva direttamente dal governo centrale di Milano ed aveva il compito di vigilare su tutti gli oggetti amministrativi e politici che influivano sul bene dello Stato. Dal 1860, dopo l’unificazione d’Italia, l’organo amministrativo e politico assunse il nome di Prefettura Italiana.

L’Archivio di Stato di Bergamo conserva la documentazione relativa agli Uffici Amministrativi della Prefettura Italiana dal 1860 alla seconda metà del XX secolo.

SINTESI DELLA CONFERENZA

Gli italiani dell’Ottocento, compresi quanti verso la metà del secolo simpatizzano per la causa nazionale, continuano a essere molto legati alle comunità dove risiedono, alla città, al borgo, al villaggio. Essi pensano la collettività come una cellula e distinguono prima di tutto fra coloro che ne sono all’interno e tutti gli altri. Man mano che il secolo procede diventa sempre meno necessario, per essere inclusi, vivere nel luogo da molte generazioni o sedere nel consiglio di una delle tante istituzioni amministrative e benefiche ma sarà necessario possedere un immobile, oppure avere un lavoro stabile. Questa mentalità però si scontra con il fatto che la popolazione continua a crescere e che aumentano a dismisura le persone in movimento da un luogo all’altro, senza fissa residenza e occupazione. Esse si spostano in cerca di lavoro o di carità.

Le possibilità offerte dall’ancora timido sviluppo manifatturiero spingono tanti a lasciare il paese e a concentrarsi nelle città e nei borghi. Non per tutti però la ricerca ha successo. Si ingigantisce quindi il fenomeno di coloro che sono etichettati in un’unica categoria come «oziosi, vagabondi e mendicanti», il nucleo delle «classi pericolose della società». Parallelamente si sviluppa un’idea di ordine pubblico che distingue radicalmente fra chi appartiene alle comunità e chi proviene dall’esterno, e che riserva a questi ultimi trattamenti molto sfavorevoli.

Gli apparati di polizia che prendono forma nel corso del secolo saranno specialmente addetti al controllo di tutte queste persone, per proteggere la vita e le proprietà dei residenti e per rassicurarli, dando risposta a uno stato di grande allarme che spesso risponde a percezioni molto più che a situazioni oggettive, se si vanno a verificare le statistiche disponibili. Dalla documentazione di pubblica sicurezza emergono dunque non una ma molte «marginalità» e una varietà di azioni possibili per farvi fronte, così come una concezione stratificata della cittadinanza.

LA RELATRICE

Simona Mori, laureata in lettere all’Università degli studi di Milano e dottore di ricerca in storia della società europea, è professore associato di storia delle istituzioni politiche all’Università degli studi di Bergamo dal 2007. In precedenza ha insegnato lettere in diversi Istituti di istruzione secondaria superiore della provincia di Milano.

La sua attività di ricerca si è soffermata dapprima sulla storia degli antichi Stati italiani nel XVIII secolo, e specialmente sullo Stato di Milano e sul Ducato di Mantova, con attenzione alle istituzioni di governo. Più recentemente si è concentrata sulla storia degli enti territoriali e della polizia fra età rivoluzionaria e fine Ottocento.

Ha in corso, fra l’altro, uno studio sul Consiglio di Stato del Regno d’Italia napoleonico. Ha pubblicato la monografia, Il Ducato di Mantova nell’età delle riforme (1736-1784). Governo, amministrazione e finanze, Firenze 1998, con Leonida Tedoldi un volume di atti su Forme e pratiche di polizia del territorio nell’Ottocento preunitario, Rubbettino, Soveria Mannelli 2011, numerosi articoli nella collana di storia delle polizie diretta da Livio Antonielli per l’editore Rubbettino e su riviste scientifiche italiane, nonché capitoli in volumi collettanei e contributi in atti di convegni nazionali e internazionali, sui temi di ricerca di cui si è occupata.

E’ membro dei Comitati editoriali delle riviste «Storia amministrazione e costituzione» e «Società e storia».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.