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Da “Supercondriaco” a “Need for Speed” Al cinema in settimana

Nei cinema di Bergamo e provincia la settimana si apre all’insegna di “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, commedia che vede Dany Boon vestire i panni di regista e di protagonista. La programmazione, poi, propone il film d’azione “Need for Speed” e i titoli del momento, come “Allacciate le cinture”, “12 anni schiavo” e tanto altro ancora. Ecco la panoramica completa dei cinema della bergamasca.

La settimana dei cinema di Bergamo e provincia si apre all’insegna della commedia, con “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, che vede protagonista Dany Boon nel ruolo di regista e di protagonista, e dell’azione, con “Need for Speed”.

La programmazione delle sale cinematografiche, poi, propone i titoli del momento, come “Allacciate le cinture”, “12 anni schiavo” e tanto altro ancora. Ecco la panoramica completa dei titoli che si possono vedere nei cinema della bergamasca.

LUNEDI’ 17 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Lei”, 120min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“12 anni schiavo”, 133min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;‎

“Mr. Peabody e Sherman” (NO 3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 20.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035251339

“Ida”, 80min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“Blue Jasmine”, 98min – Drammatico – Doppiato, alle 20:45.

CINEMA TEATRO DEL BORGO a Bergamo in piazza Sant’Anna, 51 – 035270760

“300: L’alba di un impero” (NO 3D), 102min – Azione – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:30;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10 e alle 19:50;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17;‎

“Need For Speed” (3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 19:40 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“Mr. Peabody e Sherman” (NO 3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10 e alle ‎20;

“Mr. Peabody e Sherman” (3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle ‎22:40;

“47 Ronin” (NO 3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato, alle ‎17;‎

“47 Ronin” (3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50 e alle ‎22:40;‎

“300: L’alba di un impero” (3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:40;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:40 e alle ‎22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle ‎22:20;‎

“Tarzan” (NO 3D), ‎94min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20;‎

“The Lego Movie” (NO 3D), ‎100min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10;‎

“The Square – Inside the revolution”, ‎90min‎‎ – Documentario‎‎ – Doppiato‎, alle 20:30.‎

NUOVO CINETEATRO ALBINO in piazza San Giuliano ad Albino – 035 751490

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 0354523057

“Una donna per amica”, 90min – Commedia – Doppiato, alle 21, con promozione: ingresso per tutti a 4 euro.

MARTEDI’ 18 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Lei”, 120min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“The Butler – Un maggiordomo alla casa bianca” (film in lingua originale sottotitolato in italiano), 132min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Mr. Peabody e Sherman” (NO 3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 20.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035251339

“Hedwig. La diva con qualcosa in più”, 88min – Biografico musicale – Doppiato, alle 20:30;

“Ida”, 80min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎22:30;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17;

“Need For Speed” (3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 19:40 e alle ‎22:30;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50 e alle ‎22:30;‎

“Mr. Peabody e Sherman” (NO 3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10 e alle ‎20;

“Mr. Peabody e Sherman” (3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 22:40;

“47 Ronin” (NO 3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17‎;

“47 Ronin” (3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50 e alle ‎22:40;‎

“300: L’alba di un impero” (3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:40;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:40 e alle ‎22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 20;

“Tarzan” (NO 3D), ‎94min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20;‎

“Sotto una buona stella”, ‎106min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 18:30 e alle ‎21:30;‎

“The Lego Movie” (NO 3D), ‎100min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10.

NUOVO CINETEATRO ALBINO in piazza San Giuliano ad Albino – 035 751490

“L’ultima ruota del carro”, ‎113min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 0354523057

“Tutta colpa di Freud”, 120min – Commedia – Doppiato, alle 21.

CINE-TEATRO SORRISO di Gorle in via Piave – 035656962

“Il pane a vita”, 65min – Documentario , alle 20:45.

MERCOLEDI’ 19 MARZO

CAPITOL MULTISALA a Bergamo in via Tasso, 41 – 035248330

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“Lei”, 120min – Drammatico – Doppiato, alle 21;

“12 anni schiavo”, 133min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

CINEMA SAN MARCO a Bergamo in piazzale Repubblica, 2 – 035 240416

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 21;

“La luna su Torino”, 90min – Drammatico – Doppiato, anteprima, alle 20 la presentazione in diretta e alle 20:30 inizio del film.

MULTISALA CONCA VERDE a Longuelo (Bergamo) in via Mattioli, 65 – 035251339

“Disconnect”, 115min – Drammatico – Doppiato, alle 20:45;

“Ida”, 80min – Drammatico – Doppiato, alle 21.

UCI CINEMAS CURNO in via Lega Lombarda, 39 a Curno – 892 960

“300: L’alba di un impero” (3D), ‎102min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20, alle ‎20 e alle ‎22:40;‎

“47 Ronin” (NO 3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato, alle ‎17;‎

“47 Ronin” (3D), ‎118min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 19:50 e alle 2‎2:40;‎

“Mr. Peabody e Sherman” (NO 3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10 e alle ‎20;‎

“Mr. Peabody e Sherman” (3D), ‎92min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 22:40;‎

“Need For Speed” (NO 3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 17;‎

“Need For Speed” (3D), ‎130min‎‎ – Azione‎‎ – Doppiato‎, alle 19:40 e alle ‎22:30;‎

“Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”, ‎107min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10, alle 19:50 e alle 22:30;‎

“Allacciate le cinture”, ‎110min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20 e alle ‎22:30;‎

“Tarzan” (NO 3D), ‎94min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:20;‎

“La bella e la bestia”, ‎110min‎‎ – Fantastico‎‎ – Doppiato‎, alle ‎19:50 e alle ‎22:30;‎

“Una donna per amica”, ‎90min‎‎ – Commedia‎‎ – Doppiato, alle ‎20;‎

“12 anni schiavo”, ‎133min‎‎ – Drammatico‎‎ – Doppiato‎, alle 19:40 e alle ‎22:30;‎

“The Lego Movie” (NO 3D), ‎100min‎‎ – Animazione‎‎ – Doppiato‎, alle 17:10;‎

“Gravity” (3D), 90min – Fantascienza – Doppiato, alle 18:30 e alle 21:30.

CINETEATRO GAVAZZENI a Seriate in via Guglielmo Marconi, 40 – 0354523057

“Tutta colpa di Freud”, 120min – Commedia – Doppiato, alle 21.

Ecco le informazioni pellicola per pellicola.

– “Allacciate le cinture”. Nell’arco di tredici anni, a partire dai duemila, in una Lecce che scopre il piccolo grande boom economico pugliese, due giovani autoctoni (agli antipodi per estrazione sociale, convinzioni ideologiche, aspirazioni e frequentazioni) si odiano, si amano, si tradiscono, fanno esperienza della dolore e dell’ombra della morte, insomma vivono. Lei si chiama Elena, di buona famiglia, con ambizioni imprenditoriali, abbandonati gli studi si mette a fare la cameriera, divertita dalla cosa e dal sogno di mettere su un locale tutto suo, spalleggiata dall’amico Fabio, gay e fantasioso. Lui si chiama Antonio, proletario da cartolina, fa il meccanico, è omofobo, ma ha una solida cultura del corpo con tanto di tatuaggi che rasentano la vertigine dell’osso sacro, vagamente razzista, insomma non un buon partito per una ragazza borghese di provincia. I due, fatalmente, si incontrano e si scontrano in una giornata di pioggia, sotto la pensilina densamente affollata di una fermata dell’autobus. Scatta la scintilla che lavora sui contrari, che tanto si sa poi si attraggono. E così sarà. Elena e Antonio, contro il loro stesso ambiente, si innamoreranno e dovranno sostenere le prove della vita e soprattutto quelle della malattia che colpirà lei tredici anno dopo il loro primo incontro. Ospedali, sedute di chemioterapia, capelli che cadono, magrezza insana, occhi segnati… Ma all’improvviso le frecce lineari del tempo sembrano convergere forzandosi a disegnare un cerchio.

– “Lei”. Theodore è impiegato di una compagnia che attraverso internet scrive lettere personali per conto di altri, un lavoro grottesco che esegue con grande abilità e a tratti con passione. Da quando si è lasciato con la ragazza che aveva sposato però non riesce a rifarsi una vita, pensa sempre a lei e si rifiuta di firmare le carte del divorzio. Quando una nuova generazione di sistemi operativi, animati da un’intelligenza artificiale sorprendentemente "umana", arriva sul mercato, Theodore comincia a sviluppare con essa, che si chiama Samantha, una relazione complessa oltre ogni immaginazione.

– “12 anni schiavo”. Stati Uniti, 1841. Solomon Northup è un musicista nero e un uomo libero nello stato di New York. Ingannato da chi credeva amico, viene drogato e venduto come schiavo a un ricco proprietario del Sud agrario e schiavista. Strappato alla sua vita, alla moglie e ai suoi bambini, Solomon infila un incubo lungo dodici anni provando sulla propria pelle la crudeltà degli uomini e la tragedia della sua gente. A colpi di frusta e di padroni vigliaccamente deboli o dannatamente degeneri, Solomon avanzerà nel cuore oscuro della storia americana provando a restare vivo e a riprendersi il suo nome. In suo soccorso arriva Bass, abolizionista canadese, che metterà fine al suo incubo. Per il suo popolo ci vorranno ancora quattro anni, una guerra civile e il proclama di emancipazione di un presidente illuminato.

– “Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute”. Romain Faubert ha quarant’anni e la fobia per i microbi. Scapolo e ipocondriaco, col vizio della ricerca frenetica su internet e il ricovero immotivato, non ha più un amico e frequenta soltanto Dimitri Zvenka, un medico che ha commesso l’errore di prenderlo in cura diciotto anni prima e che adesso prova invano a congedarlo. La morte improvvisa di un collega di Romain, fotografo per un dizionario medico online, getta l’uomo nel panico e nello sconforto. Commosso dallo stato in cui versa l’amico-paziente, Dimitri si offre di confortarlo un’ultima volta, aiutandolo a trovare una compagna. Falliti gli incontri online e l’attività sportiva, Dimitri tenta una terapia shock, incoraggiando Romain a collaborare con lui nel centro di accoglienza organizzato per assistere i rifugiati politici del Tcherkistan, un immaginario paese dell’est Europa. Sopraffatto dagli abbracci e dal contatto decisamente diretto con gli immigrati clandestini, Romain sviene e viene soccorso da Anna, la bella sorella di Dimitri, che lo scambia per Anton Miroslav, un coraggioso guerrigliero dei Balcani. Romain, perdutamente innamorato, sta al gioco, alterando il corso della Storia e cambiando per sempre la sua vita.

– “Mr. Peabody e Sherman”. Mr. Peabody è un cane eccezionale, dotato di un intelletto superiore si è separato dal branco in tenera età e ha conquistato tutto quel che uno scienziato può conquistare (fino al nobel) oltre ad eccellere nello sport. Sentendosi solo ha però deciso di adottare un bambino e per educarlo ha inventato una macchina del tempo con la quale portarlo di epoca in epoca a vedere la storia con i propri occhi. Quando però Sherman dovrà andare a scuola si scontrerà con un mondo meno ovattato di quello che ha conosciuto con il suo padre adottivo. Preso in giro per essere figlio di un cane Sherman risponde a violenza con violenza scatenando l’interesse dei servizi sociali che mirano a separarlo dal padre animale. Intanto un incidente con la macchina del tempo li fa viaggiare attraverso diverse epoche fino a causare un paradosso che potrebbe porre fine a tutto il mondo. Fin dallo spunto è evidente quale sia il fine primario di mr. Peabody & Sherman: non certo raccontare una storia davvero coinvolgente (la narrazione è davvero troppo sconclusionata e poco armonica) ma intrattenere ed educare, far passare nozioni storiche attraverso la lente del divertimento e della parodia. Un concetto di intrattenimento intelligente per bambini da anni ’60, decade dalla quale infatti provengono i personaggi, protagonisti all’epoca di una serie per la televisione a puntate, contenuta in uno show tutto di cartoni. L’improbabile storia di Mr. Peabody era un prodotto a modo suo rivoluzionario per la sagacia dei dialoghi, la raffinatezza dell’umorismo e la peculiarietà dei personaggi, uno dei primi a dimostrare che l’animazione può essere più che pupazzi in movimento. Il miracolo di questo primo lungometraggio della coppia è quindi di portare nella modernità un prodotto così vecchio stampo riuscendo a replicarne i punti di forza senza necessariamente adattarlo a quel che oggi si fa al cinema con i cartoni.

– “Ida”. Premiato in molti Festival internazionali tra cui Toronto International Film Festival e BFI London Film Festival. Il nuovo film del regista polacco radicato in Inghilterra, conferma la sua squisita capacità di descrivere la psicologia femminile. Pawlikowski, costruisce uno straordinario dramma intimo, esplorando le complessità della fede e della vita laica, ma anche i tragici retaggi, ancora presenti, dell antisemitismo, in una epoca cruciale della storia del suo Paese. Il suo stile assolutamente privo di retorica, essenziale e ricco di commoventi toni poetici, ricorda sia l’austerità di Robert Bresson, sia la problematicità dei primi film di Polanski e di quelli di Kieslowski. La scelta di girare in un vibrante bianco e nero, con una squisita composizione delle inquadrature, conferisce ulteriore credibilità alla storia. Le due magnifiche interpreti rivelano molto più di quello che mostrano. La vicenda si svolge all’inizio degli anni ’60, nella grigia Polonia. Anna è una giovane novizia in attesa di diventare suora a tutti gli effetti. Vive in un convento isolato dove, essendo orfana, è stata portata in tenerissima età, durante la II Guerra Mondiale. Poche settimane prima di prendere i voti, invitata dalla Madre Superiora, si reca a Varsavia per incontrare la sua unica parente conosciuta, la zia Wanda, una cinquantenne single, intellettuale elegante. È una donna che nasconde una grande sofferenza che coinvolge anche la nipote circa il drammatico passato da cui è stato segnato il passato della loro famiglia.

– “Blue Jasmine”. Di fronte al fallimento di tutta la sua vita, compreso il suo matrimonio con un ricco uomo d’affari Hal (Alec Baldwin), Jasmine (Cate Blanchett) una donna elegante e mondana newyorchese, decide di trasferirsi nel modesto appartamento della sorella Ginger (Sally Hawkins) a San Francisco, per cercare di dare un nuovo senso alla propria vita.

– “300: L’alba di un impero”. Grazie al sacrificio alle Termopili dei 300 valorosi spartani guidati da Leonida, la Grecia ha una possibilità di resistere all’invasione dell’Impero Persiano. Ma la speranza è legata alla capacità di Temistocle, guida militare degli ateniesi, di riuscire a unire le città-stato indipendenti nella lotta per la libertà dell’Ellade e di contrastare con l’astuzia e le tattiche di combattimento la forza preponderante della flotta persiana. 300 – L’alba di un impero nasce da presupposti analoghi ma da una base di partenza totalmente diversa rispetto al suo predecessore. Dove il film di Zack Snyder prendeva spunto da una graphic novel già esistente "300" di Frank Miller, capolavoro della nona arte – per esaltarne i lati più spettacolari e metterli al servizio del progresso tecnologico, il sequel di Noam Murro (ma co-sceneggiato da Snyder) parte dal film precedente, e dalla mitopoiesi generata attorno ad esso, per anticipare e "immaginare" il fumetto. Quantomeno per il pubblico, visto che è probabile che ci sia stata più di una consultazione in fase di produzione con Frank Miller per allinearsi al suo ancora inedito "Xerxes", sequel del 300 fumettistico.

– “Need for speed”. Tobey ha un’officina in cui ripara macchine e non se la passa bene economicamente. Per salvarsi dalla bancarotta accetta di riparare una macchina per conto di Dino, pilota ricco e viziato. Finito il lavoro è chiaro che Tobey è in grado di spingere quella macchina molto più in là di quel che è in grado di fare Dino, il quale per dimostrare il contrario lo sfida ad una corsa a tre nella quale un incidente scatenato da Dino stesso causerà la morte di un amico di Tobey che, ingiustamente incolpato, sconterà tre anni di carcere. Una volta uscito di galera l’unico obiettivo di Tobey è attraversare il paese in tempo per gareggiare in una corsa clandestina tra le più pericolose e battere Dino. I riferimenti di Scott Waugh e dei fratelli Gatins (sceneggiatori) sono molto chiari: i grandi viaggi in auto all’interno dell’America, contrappuntati da una voce fuoricampo come Punto Zero o le odissee contro tutti di I guerrieri della notte, solo desaturate completamente di qualsiasi intento polemico verso l’autorità o riferimento alla realtà dei fatti. Need for speed è quindi cinema dello stunt puro, in cui la trama mette in moto gli eventi e nulla di più, accoppia i protagonisti e li separa da un cattivo da raggiungere, si occupa di fornire in ogni momento una motivazione per correre.

– “La bella e la bestia”, ispirato alla celebre fiaba che ha emozionato e appassionato diverse generazioni. 1810. Dopo aver perso la sua fortuna in mare un mercante è costretto a ritirarsi in campagna con I suoi sei figli. Una di questi è Belle, la più giovane. Durante un viaggio il padre scopre il castello della Bestia che lo condanna a morte per aver rubato una rosa. Belle decide allora di offrire la propria vita in cambio di quella del genitore. Non è però la morte ciò che l’attende.

– “47 Ronin”. Kai è un mezzosangue dalla natura poco chiara, indesiderato da tutti ma benvoluto dal signore locale, Asano. Davanti ai suoi occhi si svolgerà una lotta tra umano e disumano la cui prima vittima sarà proprio Asano, accusato di tentato omicidio dello shogun e quindi obbligato ad un suicidio per riparare il proprio onore. L’uomo in realtà era posseduto da un demone che trama nell’ombra. I 47 samurai rimasti orfani del proprio padrone (e quindi "ronin") decideranno di vendicarsi contro lo shogun e tutta la corte demoniaca che gira intorno a lui, ben consci che questo significherà una condanna a morte. A loro non potrà che unirsi nonostante le ritrosie iniziali anche Kai, che da anni è segretamente innamorato della figlia di Asano. Tali e tanti sono gli adattamenti ai dettami del cinema hollywoodiano che si stenta a riconoscere la struttura dell’opera teatrale 47 ronin, ma del resto anche il vero contorno storico. Perchè il 47 ronin americano non ambisce a fare quel che le altre arti ricercavano (il racconto di quanto la realtà dei fatti abbia messo in scena i massimi valori nazionali giapponesi) ma ad usare quel tipo di parabola per creare una storia fantastica, prendere il racconto dei samurai senza padrone che cercano una vendetta mortale e inserirlo in un contesto di mostri e demoni in pessima computer grafica, al limite con il fantastico contemporaneo (quello di Biancaneve e il cacciatore o Il cacciatore di vampiri, che rilegge la storia e i racconti tradizionali contaminandoli di mostruosità) e asservito al medesimo schema narrativo di 300.

– “Una donna per amica”. Francesco è un avvocato trapiantato a Lecce, dove difende casi indifendibili e svolge l’attività di consigliere comunale per la lista civica Ambiente e libertà. Claudia è la sua migliore amica italo-francese, che gli movimenta la vita piombandogli in casa a sorpresa e coinvolgendolo nei suoi guai, fra cui spicca una sorellastra, Anna, tossicodipendente. I due amici avviano storie romantiche parallele, ma entrambe sono destinate a naufragare, poiché la vera tensione erotica è fra loro. Riusciranno finalmente a chiamare le cose con il loro nome?

– “Tarzan”. Un re-imagining realizzato con la performance-capture e in 3D, aggiornato ai giorni nostri dell’uomo della giungla ideato da Edgar Rice Burroughs. In questa versione i genitori di Tarzan sono degli avventurieri miliardari che sono stati uccisi in un incidente aereo. Jane Porter è la figlia di una guida africana e il suo obiettivo è quello di proteggere la giungla africana.

– “The Lego Movie”. Emmet Brickowski è un cittadino felice di una ridente metropoli fatta di Lego di cui rispetta tutte le regole: segue la musica trasmessa dalla tv, è gentile con gli altri e si reca diligentemente al lavoro (costruire palazzi) esattamente come gli viene detto di fare dalle "istruzioni". Proprio al cantiere un giorno incontra una ragazza e per errore casca in una voragine nella quale entra in contatto con un pezzo speciale, oggetto del desiderio di una setta di ribelli di cui Emmet non conosceva l’esistenza. La sua vita viene così trasformata in quella di un avventuriero e, nonostante non ne abbia le qualità, l’aver ritrovato il pezzo speciale lo rende "il prescelto". Scopre così che il sindaco della sua città è in realtà un dittatore di diversi mondi (fantasy, west, spazio ecc. ecc.) dotato di un piano per cambiare l’universo come lo conoscono. Dovrebbe essere il simbolo della mancanza di idee ad Hollywood un film sui Lego, in realtà è l’esatto contrario: un tripudio di trovate come non ne vediamo di frequente, portate avanti con una comicità molto intelligente che non usa solo la voce ma anche il "corpo" dei personaggi.

– “The Square – Inside the revolution”. Gennaio 2011. La piazza Tahrir del Cairo si trasforma nel cuore pulsante di una speranza collettiva. Cristiani e musulmani la affollano fino all’inverosimile per ottenere un risultato che ormai è a portata di mano: l’uscita di scena del dittatore Mubarak e l’avvento della democrazia. Il giovane entusiasta Ahmed Hassan, l’attore angloegiziano Khalid Abdalla e l’aderente alla Fratellanza Musulmana Magdy Ashour sono tre tra le figure che emergono in un documentario che segue le vicende del popolo egiziano che passa dal trionfo alla disillusione, dall’esultanza allo sconforto senza però mai perdere la speranza in un futuro di reale condivisione delle scelte fondamentali.

– “The Butler – Un maggiordomo alla Casa Bianca”. Cecil Gaines ha imparato il mestiere di domestico nella Georgia degli anni Venti e nella tenuta dell’uomo che ha ucciso barbaramente suo padre in un campo di cotone. Riservato e (ben) educato nelle case dei bianchi, approda a Washington, dove sposa Gloria, diventa padre di Louis e Charlie e viene assunto come maggiordomo alla Casa Bianca. Orgoglioso della sua famiglia e appagato dal proprio destino, Cecil sta. Resta immobile (e invisibile) nella vita come lungo le pareti della stanza Ovale, dove serve il tè e soddisfa le richieste dei suoi presidenti. Fuori intanto il mondo si muove, il mondo si arrabbia, il mondo sta cambiando. In quel territorio infiammato milita il suo primogenito, deciso a lottare per i diritti della sua gente, resistendo al fianco di Martin Luther King o ‘armandosi’ al braccio di Malcolm X. Ripudiato il figlio, colpevole di non essere rimasto al suo posto, Cecil seguita a servire i presidenti che si susseguono mandato dopo mandato, sprofondando il paese nella guerra, riformandolo con le leggi sui diritti civili, integrandolo o mandandolo sulla Luna. Sette presidenti e diverse tazze riempite dopo, Cecil prenderà coscienza di sé e dei propri diritti, dimettendosi e scendendo in campo a fianco del figlio e di un sogno che ha il volto di Barack Obama.

– “Hedwig. La diva con qualcosa in più”. Anni ’70: in bilico tra mascolinità e femminilità, Hansel si ritrova solo a scegliere quale sarà il suo futuro. Lo fa con determinazione scegliendo il palcoscenico con Lou Reed e David Bowie come modelli. Hansel diventa Hedwig innamorandosi della persona sbagliata e non comprendendo l’amore vero.

– “Sotto una buona stella”. Federico Picchioni è un uomo d’affari di successo che lavora per una holding finanziaria e vive in una casa lussuosa con la giovane fidanzata, Gemma. I due figli avuti dalla ex moglie, Lia e Niccolò, abitano invece con la madre. Quando la donna muore, Federico si trova costretto ad accogliere in casa i due ventenni, che lo detestano per aver abbandonato la famiglia, più una nipotina nata da una passata relazione di Lia. Contestualmente, un socio di Federico viene arrestato dalla Finanza, non prima di aver dilapidato tutte le sostanze dei colleghi e aver compromesso la loro reputazione. Gemma, che non sa che farsene di un compagno disoccupato e con figli a carico, lascia Federico. Ed ecco che entra in scena Luisa Tombolini, una "tagliatrice di teste" tormentata dai sensi di colpa per il cinismo del proprio mestiere, che abita proprio nell’appartamento accanto ai Picchioni. Riuscirà questo mix di solitudini problematiche a raggiungere l’armonia?

– “L’ultima ruota del carro”. Ernesto Fioretti, figlio di tappezziere romano, tifoso della Roma, bambino, poi ragazzo, poi uomo e infine anziano per nulla diverso da qualsiasi altro italiano della sua età, attraversa 30 anni di storia del paese tra fatti personali e sociali: dominio e fine dei socialisti, ascesa berlusconiana, sogni di gloria di amici che non disdegnano di sporcarsi le mani o rifiutano di lavorare, amore sincero per la compagna di una vita e inevitabili malattie. Per il suo film più audace, dotato di maggiori aspirazioni e nettamente più riuscito, Giovanni Veronesi è partito dal più casuale, umano e popolare degli spunti: la vera vita di Ernesto Fioretti (che appare brevemente nel ruolo del sacrestano), autista suo e di molti altri registi e attori del cinema italiano. Fioretti non ha avuto un’esistenza particolarmente eccezionale (questo è parte della forza della trama), come tutti ha attraversato le diverse fasi della storia italiana, come pochi (o almeno così vuole raccontare il film) ha vissuto gli alti e bassi della propria vita in coincidenza con gli alti e bassi del paese.

– “Tutta colpa di Freud”, che verte sulle vicende di Francesco, un analista alle prese con alcuni problemi in famiglia che si intrecciano con il suo lavoro: le sue tre figlie sono una libraria innamorata di un ladro di libri sordomuto, una lesbica che decide di diventare etero e una diciottenne che si innamora di un cinquantenne.

– “Il pane a vita”. Ad ottobre 2012 chiude, dopo 123 anni, il cotonificio Honegger di Albino, nella media valle bergamasca, dove il lavoro è una religione. Al cotonificio il posto al telaio si passava di madre in figlia e le neoassunte avevano la certezza di aver trovato "ol pà ‘n véta", il pane a vita. Seguendo per un inverno la vita quotidiana di tre operaie in cassa integrazione, il film racconta il tramonto, ormai definitivo, di un modello di lavoro e di società e il vuoto che ne segue. Un passaggio che riguarda l’Italia intera, che ha perso un quarto della sua capacità industriale negli ultimi cinque anni. Un passaggio che l’Italia non ha ancora lucidamente affrontato: ora che è finito il pane, come ci reinventiamo la vita?

– “La luna su Torino”. A Torino, città che ci viene ricordato essere sul 45° parallelo, ovvero equidistante dal Polo Nord e l’Equatore, un universitario che lavora al bioparco e l’impiegata di un’agenzia di viaggi dalla vita sentimentale incerta, abitano nella grande casa di un amico 40enne che non ha lavorato un giorno in vita sua e campa di rendita. Insoddisfatti da ciò che hanno ma anche incapaci di immaginare una vita diversa i tre cercano di barcamenarsi. C’è un’innegabile eco di Dopo mezzanotte in La Luna su Torino, in cui di nuovo le coordinate geografiche (stavolta non la Mole ma la linea del 45° parallelo), il cinema muto e i sogni di un domani sentimentale e umano migliore di tre giovani sono gli elementi che, mescolati anarchicamente, danno vita a un film che cerca di tradurre nella modernità il cinema in cui la trama è funzionale ai personaggi e non viceversa. Quel che ha di originale la nuova opera di Davide Ferrario è invece la scelta di separare i tre personaggi, coinvolgendoli in storie diverse ma contigue, in cui manifestare tre facce diverse di un’inspiegabile insoddisfazione e una sempre più urgente esigenza di cambiamento.

– “Disconnect”. Il film segue le vicende di personaggi imprigionati nella Rete e nelle trappole che si nascondono nelle chat, nei siti di incontro e nei social network. Una coppia di sposi in crisi vittima di un furto perpetrato da un hacker; un ex poliziotto in difficoltà con il figlio teenager che fa il bullo su Internet; una giornalista in contatto con un ragazzo coinvolto in un losco giro di video chat per adulti.

– “Gravity”. Gli astronauti Ryan Stone e Matt Kowalsky lavorano ad alcune riparazioni di una stazione orbitante nello spazio quando un’imprevedibile catena di eventi gli scaraventa contro una tempesta di detriti. L’impatto è devastante, distrugge la loro stazione e li lascia a vagare nello spazio nel disperato tentativo di sopravvivere e trovare una maniera per tornare sulla Terra. Lo spazio non è più l’ultima frontiera, nel nuovo film di Cuaròn non c’è nulla da esplorare, si rimane a un passo dal nostro pianeta ma lo stesso la profondità spaziale continua a non essere troppo distante dalle lande desolate del cinema western, un luogo talmente straniante da confinare con il mistico, l’ultimo rimasto in cui esista ancora la concreta sensazione che tutto possa accadere, in cui si avverte la presenza dell’ignoto e quindi in grado di mettere alla prova l’essenza stessa dell’essere umani.

Paolo Ghisleni

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