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“Gioca per la vita” La Chiesa scende in campo per i Mondiali in Brasile

Il turismo sessuale, il commercio di organi e il traffico di esseri umani sono l’anticamera della schiavitù, piaghe molto diffuse in Brasile. Per questo la Conferenza episcopale, con la Campagna di fraternità 2014 "Gioca per la vita", richiama l’attenzione su un fenomeno gravissimo, anche in vista dei Mondiali di calcio che dal 12 giugno al 13 luglio porteranno nelle città brasiliane migliaia di tifosi delle 42 squadre che parteciperanno.

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Il turismo sessuale, il commercio di organi e il traffico di esseri umani sono l’anticamera della schiavitù, piaghe molto diffuse in Brasile. Per questo la Conferenza episcopale, con la Campagna di fraternità 2014, richiama l’attenzione su un fenomeno gravissimo, anche in vista dei Mondiali di calcio che dal 12 giugno al 13 luglio porteranno nelle città brasiliane migliaia di tifosi delle 42 squadre che parteciperanno.

La 51ª Campagna quaresimale ha come motto «Cristo ci ha liberati perché restassimo liberi». Secondo alcune stime, in Brasile ci sarebbero non meno di 200 mila persone ridotte in schiavitù e si teme che, con i Mondiali, la situazione peggiori.

Per questo la Chiesa, con l’ulteriore iniziativa «Gioca per la vita», lancia una campagna di sensibilizzazione nelle stazioni ferroviarie, negli aeroporti, nei parcheggi, lungo le grandi arterie stradali, nelle stazioni fluviali, nei porti, nei capolinea di partenza e di arrivo degli autobus. Lo scopo è rendere edotte le potenziali vittime e smuovere l’opinione pubblica e la politica.

Alcune concrete avvertenze sono rivolte a ragazze e ragazzi per prevenire lo squallido commercio. Diffidare delle offerte di matrimonio avanzate da singoli e agenzie; non accettare soldi e doni da sconosciuti; non rispondere a offerte di lavoro che promettono rapidi e facili guadagni; non consegnare i documenti d’identità, neppure in custodia momentanea, a persone sconosciute; tenere sempre una fotocopia autenticata dei documenti quando si viaggia all’estero o a grandi distanze da casa; mantenere un contatto costante con un familiare o una persona di fiducia; comunicare alla famiglia gli spostamenti per essere localizzati con rapidità.

La tratta di esseri umani è una delle maggiori povertà a livello mondiale. Papa Francesco incoraggia la campagna brasiliana: «Non è possibile rimanere indifferenti di fronte a esseri umani comprati e venduti come merci. Pensiamo alle adozioni di bambini destinati all’espianto di organi, alle donne ingannate e obbligate a prostituirsi, ai lavoratori sfruttati, senza diritti, né voce. È la tratta degli esseri umani. C’è bisogno di un profondo esame di coscienza: quante volte tolleriamo che un essere umano venga considerato come un oggetto, esposto per vendere un prodotto o per soddisfare desideri immorali? La persona non si dovrebbe mai vendere e comprare come una merce. Chi la usa e la sfrutta, anche indirettamente, si rende complice di questa sopraffazione. Anche a livello familiare e nelle case regna la prepotenza. Genitori che schiavizzano i figli, figli che schiavizzano i genitori; sposi che si sfruttano come se fossero dei prodotti da consumare “usa e getta”; anziani senza un posto nella società; bambini e adolescenti senza voce. C’è bisogno di un profondo esame di coscienza. Come si può annunciare la Pasqua senza essere solidali verso coloro che in questa terra vedono negata la propria libertà?».

«Andiamo incontro a ogni miseria», e quando manca lavoro, salute ed educazione la miseria morale «può ben chiamarsi suicidio incipiente».

Dai tempi di Paolo VI in Quaresima i Papi pubblicano un messaggio. Nel suo primo Papa Francesco – che fu eletto un anno fa, il 13 marzo 2013 – parla della Quaresima come di «un tempo adatto per la spogliazione». Premesso che Cristo «si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà», spiega: «Solo l’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze». Ci sono tre tipi di miseria. Quella materiale, la povertà, «tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona, privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità»: cibo, acqua, condizioni igieniche, lavoro, possibilità di sviluppo, crescita culturale.

La Chiesa si sforza di «andare incontro ai bisogni, guarire le piaghe che deturpano il volto dell’umanità, fare in modo che cessino le violazioni della dignità umana, le discriminazioni e i soprusi. Ma quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze, allora è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione».

Non meno preoccupante «è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. Quante famiglie sono nell’angoscia perché qualcuno dei membri è soggiogato dall’alcol, dalla droga, dal gioco, dalla pornografia. Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive e hanno perso la speranza; quante sono costrette da condizioni sociali ingiuste, dalla mancanza di lavoro che le priva della dignità che dà il portare il pane a casa, dall’assenza di diritti fondamentali come educazione e salute: la miseria morale è un suicidio incipiente». La miseria spirituale «ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore».

La Quaresima «trovi tutti disposti e solleciti nel testimoniare a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale il messaggio evangelico». Un pensiero particolare il Papa rivolge ai bimbi affamati nei campi profughi, mentre i fabbricanti d’armi fanno festa nei salotti.

«Ogni giorno troviamo guerre e i morti sembrano far parte della contabilità quotidiana. Se avessimo la pazienza di elencare tutte le guerre, avremmo parecchie carte scritte e sembra che lo spirito della guerra si sia impadronito di noi. Quest’anno si commemora il centenario della Grande Guerra, che fece tanti milioni di morti, ma oggi è lo stesso: invece di una grande guerra, tante guerre dappertutto e popoli divisi. Per conservare il proprio interesse si ammazzano fra loro e muoiono per un pezzo di terra, per ambizione, per odio, per gelosia razziale. Le guerre, l’odio, l’inimicizia non si comprano al mercato ma sono nel cuore. Pensate ai bambini affamati nei campi dei rifugiati, ai grandi salotti e alle feste che fanno i padroni delle industrie delle armi che fabbricano le armi».

Pier Giuseppe Accornero

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Commenti

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  1. Scritto da Brasiliano

    Con l`avvento di Lula e dei suoi seguaci la situazione e´molto peggiorata…………………………